Rider e visita medica di idoneità: obbligo, esami del sangue e tutele contro il caldo che ogni rider dovrebbe conoscere

visita obbligatoria rider

Anche i rider obbligati a svolgere la visita medica di idoneità per continuare la propria attività.

Il rider è il lavoratore che effettua consegne per conto di una piattaforma digitale di food delivery, di norma in bicicletta o scooter.

A partire dal 22 marzo 2022, le principali piattaforme di delivery (Glovo, Just Eat, Deliveroo) hanno introdotto per i propri rider tre adempimenti collegati: la certificazione del veicolo, i corsi di formazione sulla sicurezza e, appunto, la visita medica di idoneità.

Va detto che non esiste un singolo articolo di legge che imponga letteralmente al rider di sottoporsi a questi tre obblighi.

Si tratta di una prassi applicativa che le piattaforme hanno costruito appoggiandosi a un quadro normativo più ampio.

Indice:
DA DOVE NASCE L'OBBLIGO DELLA VISITA MEDICA PER I RIDER
PERCHÉ QUESTA MANSIONE VA PRESA SUL SERIO: I NUMERI
COSA COMPRENDE LA VISITA E QUALI ESAMI DEL SANGUE PUÒ PREVEDERE
RIDER E CALDO ESTREMO: QUALI TUTELE, SENZA ILLUSIONI
GLI OBBLIGHI DEL COMMITTENTE E COSA DEVE FARE IL RIDER
FAQ
rider consegna a domicilio

Da dove nasce l’obbligo della visita medica per i rider

Quel quadro parte dalla Legge n. 128 del 2 novembre 2019, che ha introdotto tutele specifiche per i lavoratori delle piattaforme digitali, imponendo il rispetto del D.Lgs. 81/2008 e ponendo a carico del committente la copertura assicurativa INAIL.

Da lì discende il collegamento con la sorveglianza sanitaria, l’insieme degli accertamenti medici preventivi e periodici volti a verificare l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica, disciplinata in via generale dall’articolo 41 del D.Lgs. 81/2008: è questa la vera base normativa della visita di idoneità.

Segnaliamo, perché è un dettaglio che il pubblico più attento apprezza, che l’art. 41 è stato di recente modificato dalla Legge 203/2024, che ha ridisegnato alcune lettere del comma 4 e ha fissato al 31 dicembre 2026 il termine per l’accordo in Conferenza Stato-Regioni sugli accertamenti relativi ad alcol e sostanze, anche per chi guida veicoli.

Chi guida per lavoro dovrebbe seguirne gli sviluppi. Abbiamo spiegato in dettaglio chi valuta l’idoneità e con quali poteri nel nostro articolo su Il Medico Competente Aziendale, figura centrale in tutta questa vicenda.

Accanto alla sorveglianza sanitaria del lavoro c’è poi il profilo stradale: per la guida di ciclomotori e motoveicoli valgono i requisiti psicofisici previsti dall’articolo 119 del Codice della Strada, accertati dalle commissioni mediche locali in sede di patente. Sono due binari distinti che nella pratica quotidiana del rider finiscono per sovrapporsi.

Perché questa mansione va presa sul serio: i numeri

Chi pensa che il food delivery sia un lavoretto innocuo dovrebbe guardare i dati.

Secondo l’INAIL, nel triennio 2021-2023 sono stati registrati 1.364 infortuni tra i rider, di cui 7 mortali, con 446 denunce nel solo 2023 (+3% sul 2022)4. L’INAIL segnala inoltre un profilo molto preciso di chi si fa male: 92% uomini, 60% under 35, oltre la metà nati all’estero, con il Lazio a raccogliere quasi un quarto delle denunce, seguito da Milano e Torino. Il 77% degli infortuni avviene in occasione di lavoro, il resto in itinere.

A confermare che non si tratta solo di sinistri stradali c’è la ricerca scientifica. Uno studio condotto da Boniardi e colleghi su 240 rider di Milano, pubblicato nel 2024 su PubMed Central, ha rilevato che il 39% aveva avuto incidenti stradali, il 28% aveva subito violenze verbali e il 12% violenze fisiche, con disturbi muscoloscheletrici molto diffusi; un rider su quattro lavorava oltre otto ore al giorno e il 44% sette giorni su sette.

Una revisione internazionale pubblicata nel 2026 su Frontiers in Public Health ha messo a fuoco proprio la diffusione dei disturbi muscoloscheletrici tra i gig-worker della consegna di cibo a livello globale.

Sono numeri che spiegano bene perché la visita non sia una formalità. Sul perché e su chi ricada l’obbligo di controlli periodici rimandiamo alla nostra guida su Sorveglianza Sanitaria: quando è obbligatoria e per chi.

riders visita medica obbligatoria

Cosa comprende la visita e quali esami del sangue può prevedere

Qui arriviamo alla domanda che i rider ci pongono più spesso: “mi faranno anche gli esami del sangue?”. Rispondiamo con la precisione che il tema merita. Non esiste un elenco ufficiale e univoco di esami del sangue imposto per legge ai rider. Chi promette una “lista standard di analisi per il rider” sta semplificando qualcosa che la norma non definisce così.

Come funziona davvero? L’art. 41 del D.Lgs. 81/2008 affida al Medico Competente la costruzione di un protocollo sanitario personalizzato, calibrato sui rischi effettivi della mansione.

Il nostro consiglio operativo, valido per il rider come per qualunque lavoratore, è di non accettare pacchetti di analisi “preconfezionati” senza che qualcuno spieghi il perché di ciascuna voce.

Ne abbiamo scritto in Idoneità alla mansione: 5 cose che devi sapere e nel nostro approfondimento su La Visita Medica del Lavoro.

Aggiungiamo che gli esiti confluiscono nella cartella sanitaria e di rischio del lavoratore, documento di cui pochi rider conoscono l’esistenza.

Chi vuole capire quando questi controlli si ripetono nel tempo trova le risposte nella nostra Visita Medica Periodica: 10 punti chiave.

Il secondo tema che ci sta a cuore è il rischio da calore. Il rider è un lavoratore outdoor a tutti gli effetti, e in piena estate pedala o guida nelle ore più torride. Ci chiedono spesso: “se ci sono 40 gradi, posso rifiutarmi di lavorare?”.

Anche qui serve onestà. Non risulta ad oggi un obbligo di legge specifico e puntuale di interruzione del lavoro per i rider in caso di caldo.

Le ordinanze regionali che nel 2025 hanno vietato il lavoro all’aperto nelle ore centrali riguardavano esplicitamente edilizia, agricoltura, florovivaismo e cave, non il food delivery: nel 2025 se ne contavano 18, a copertura di oltre 2,3 milioni di lavoratori.

Questo non significa che il rider sia privo di tutele: le protezioni esistono, ma passano dal quadro generale. Il D.M. n. 95 del 9 luglio 2025 ha recepito il Protocollo quadro per il contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche, che impone di aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) sul rischio caldo, di formare i lavoratori, di prevedere una sorveglianza sanitaria mirata e misure organizzative su turni e orari.

È un quadro che il committente del rider è tenuto a considerare come rischio microclimatico ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Abbiamo dedicato a questo scenario la guida Rischio Caldo: estate bollente 2026, che cita espressamente i rider tra le categorie esposte e richiama la Circolare INL n. 1/2026 e il Decreto PNRR 2026; il meccanismo fisiologico dello stress termico lo spieghiamo invece in Rischio Microclima sul lavoro.

Il messaggio del nostro team è netto: le tutele ci sono, ma vanno rivendicate attraverso la valutazione dei rischi del committente, non date per scontate come uno stop automatico.

Gli obblighi del committente e cosa deve fare il rider

Chiudiamo con la parte pratica. La piattaforma-committente, pur inquadrando spesso il rider come autonomo (come previsto dal CCNL Assodelivery-UGL del 2020), resta tenuta al rispetto del D.Lgs. 81/2008: copertura INAIL, fornitura dei DPI (casco, indumenti ad alta visibilità) e formazione periodica.

Su questo fronte la Circolare del Ministero del Lavoro n. 9 del 18 aprile 2025 ha fornito nuove indicazioni sulla classificazione e le tutele dei rider, in attesa del recepimento della Direttiva UE 2024/2831 entro il 2 dicembre 2026.

Sul corretto uso delle protezioni rimandiamo al nostro articolo sui DPI: dispositivi di protezione individuale, mentre chi vuole sapere come comportarsi dopo una caduta o un tamponamento trova tutto in Infortunio sul lavoro: 6 aspetti cruciali. Ai carichi ripetuti e alle posture forzate dedichiamo infine Rischio Ergonomico: 8 aspetti da sapere.

La visita di idoneità del rider non è un cavillo burocratico né un ostacolo al lavoro: è lo strumento che, letto con la lente del Medico Competente, permette di intercettare i rischi reali di una delle mansioni più esposte che il nostro team incontri.

Gli esami del sangue non sono una lista fissa ma una scelta clinica ragionata; le tutele contro il caldo esistono ma vanno costruite sulla valutazione dei rischi, non attese come un divieto automatico.

FAQ

Il rider è obbligato per legge a fare la visita medica di idoneità?

Non esiste una norma che lo imponga letteralmente, ma le piattaforme (Glovo, Just Eat, Deliveroo) l’hanno introdotta dal 22 marzo 2022 come prassi appoggiata al quadro della L. 128/2019 e alla sorveglianza sanitaria dell’art. 41 del D.Lgs. 81/2008.

Quali esami del sangue vengono fatti al rider durante la visita?

Non esiste un elenco fisso: il Medico Competente costruisce un protocollo personalizzato che, tipicamente, può includere emocromo completo, glicemia, transaminasi, creatinina ed elettrocardiogramma, in base ai rischi specifici della mansione.

Il rider può rifiutarsi di lavorare quando fa troppo caldo?

Ad oggi non risulta un obbligo di legge specifico che imponga l’interruzione del lavoro dei rider per il caldo; le tutele passano dal D.M. n. 95/2025, che impone al committente di aggiornare il DVR sul rischio caldo e adottare misure organizzative su turni e orari.

Chi paga la copertura assicurativa INAIL del rider?

È il committente/la piattaforma di food delivery a dover garantire la copertura INAIL, insieme alla fornitura dei DPI (casco, indumenti ad alta visibilità) e alla formazione periodica, come previsto dalla L. 128/2019 e dal D.Lgs. 81/2008.

Quanti infortuni si registrano tra i rider in Italia?

Secondo l’INAIL, nel triennio 2021-2023 sono stati registrati 1.364 infortuni tra i rider, di cui 7 mortali, con 446 denunce nel solo 2023 (+3% sul 2022).

———

Per qualsiasi dubbio non esitare a lasciare un commento sotto a questo articolo o a contattarci via whatsapp 0262066373

Per qualsiasi domanda scrivi un commento qui sotto, risponderemo al più presto ai tuoi dubbi.
Oppure non esitare a contattarci per una consulenza professionale sul tema.

33 commenti su “Rider e visita medica di idoneità: obbligo, esami del sangue e tutele contro il caldo che ogni rider dovrebbe conoscere”

    1. Assane, mi spiace ma non ci risultano messaggi da parte tua. Comunque noi non abbiamo lo studio a Pisa. Probabilmente ci confondi con qualcun altro.

    1. Erick, Alcune aziende danno ai loro Rider un elenco di strutture presso cui andare, altre lasciano libera scelta ai singoli lavoratori.
      Ci contatti che vediamo nel caso di Glovo (dipende anche da in che città si trova).

  1. Si tratta di palesi violazioni di leggi e statuti. Comunicarle in questo modo sciatto e impreciso genera solo confusione nella quale sguazzano gli sciacalli

    1. Bruno, non si tratta di una visita di “sana e robusta costituzione”, è un po’ più specifica per il lavoro di “rider”.
      Per rispondere alla tua domanda: non so le varie società che richieste abbiano. Bisogna chiedere a loro.
      Queste richieste che le società fanno, non sono (al momento) regolate da una norma o legge, perciò sono richieste “private, personali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca

Categorie

Condividi

Caro Imprenditore, se hai bisogno di una consulenza per la Sorveglianza Sanitaria della Tua Impresa, contattaci o compila il modulo di richiesta

Medicolavoro ti offre una consulenza gratuita.

Grazie agli studi medici di PaviaCesano Maderno e di Milanofiori copriamo l’intera provincia di Milano, Pavia, Monza e Brianza, parte della provincia di Lodi e di Piacenza.

Abbiamo anche uno studio a Treviso, grazie al quale possiamo coprire la provincia di Treviso e parte della provincia di Venezia.

Non rischiare, scopri come metterti in regola!

medico lavoro

Se hai bisogno di una consulenza contattaci o compila il modulo di richiesta

Medicolavoro ti offre una consulenza gratuita.

Grazie agli studi medici di PaviaCesano Maderno e di Milanofiori copriamo l’intera provincia di Milano, Pavia, Monza e Brianza, parte della provincia di Lodi e di Piacenza.

Abbiamo anche uno studio a Treviso, grazie al quale possiamo coprire la provincia di Treviso e parte della provincia di Venezia.

Non rischiare, scopri come metterti in regola!