COSA SUCCEDE DURANTE UN’ISPEZIONE SUL LAVORO?

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Ultimo aggiornamento: 15/07/2026

L’ispezione sul lavoro è una procedura fondamentale per assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori

Le ispezioni vengono svolte dai funzionari dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro – INL, e si compongono di tre fasi principali: una fase di identificazione, un esame della documentazione dell’Azienda e infine un sopralluogo materiale per verificare la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Indice:
COSA SONO GLI ACCERTAMENTI ISPETTIVI E PERCHÉ RIGUARDANO TUTTI
CHI EFFETTUA LE ISPEZIONI SUL LAVORO
QUANDO SCATTA UN'ISPEZIONE (E COSA CAMBIA NEL 2026)
COME SI SVOLGE L'ISPEZIONE: LE TRE FASI E I QUATTRO VERBALI
LE SANZIONI PER IL DATORE DI LAVORO E LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ
COME PREPARARSI
FAQ

Cosa sono gli accertamenti ispettivi e perché riguardano tutti

Spesso ci si trova davanti a datori di lavoro convinti di essere in regola che, all’arrivo di una squadra ispettiva, scoprono di avere lacune proprio dove non se lo aspettavano: una sorveglianza sanitaria scaduta, un DPI errato o altre mancanze.

Un dato che ci colpisce ogni volta è quanto queste criticità siano evitabili con un minimo di ordine documentale.

Partiamo da un numero che aiuta a inquadrare il fenomeno: nel 2025 gli accessi ispettivi complessivi di INL, INPS e INAIL sono stati 157.381, sostanzialmente stabili rispetto ai 158.069 dell’anno prima, con oltre 130.000 nuove ispezioni avviate dal solo Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Non è un’attività episodica: è una macchina di controllo che gira a pieno regime, e conoscerne il funzionamento è il primo modo per non farsi trovare impreparati.

Gli accertamenti ispettivi sono l’insieme delle attività con cui gli organi di vigilanza verificano che in azienda vengano rispettate le norme su rapporti di lavoro, previdenza e sicurezza. Nascono per tutelare i diritti dei lavoratori.

Chi effettua le ispezioni sul lavoro

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) è l’agenzia unica istituita dal D.Lgs. 149/2015 e operativa dal 1° gennaio 2017, con Statuto adottato con D.P.R. 26 maggio 2016, n. 109. Segnaliamo subito un dato che l’articolo originale riportava in modo ormai superato: l’INL non ha “80 sedi”, ma una struttura articolata in sede centrale a Roma, 3 Direzioni interregionali (Milano, Roma, Napoli), 11 Ispettorati di area metropolitana e 59 Ispettorati territoriali del lavoro, per un totale di 70 sedi territoriali.

L’INL si occupa di contratti di lavoro, contributi previdenziali e vigilanza in materia di salute e sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

La vigilanza specifica su igiene e salubrità degli ambienti resta in capo ai Servizi di prevenzione delle ASL e, nei casi di competenza, ai NAS.

La differenza è pratica: durante lo stesso sopralluogo l’ispettore INL guarda a rapporti di lavoro, formazione, nomine e documentazione di sicurezza, mentre il tecnico della ASL valuta le condizioni igienico-ambientali concrete (microclima, rumore, agenti chimici, salubrità dei locali). Figura chiave è l’ispettore del lavoro, che ha poteri di ufficiale di polizia giudiziaria: abbiamo dedicato una scheda ai suoi poteri e limiti nel nostro articolo Ispettore del Lavoro, utile per capire cosa può e cosa non può chiedere durante l’accesso. In questa cornice, la figura del Medico Competente Aziendale è spesso il primo interlocutore documentale: nomina, protocollo sanitario e giudizi di idoneità sono tra le prime cose che gli ispettori verificano.

Quando scatta un’ispezione (e cosa cambia nel 2026)

Un’ispezione può attivarsi per diverse ragioni:

  • controlli programmati su settori considerati a rischio;
  • iniziativa diretta dell’INL sulla base di banche dati e incroci di informazioni;
  • segnalazioni ed esposti di lavoratori, ex dipendenti o organizzazioni sindacali;
  • indagini a seguito di infortunio grave o mortale.

L’attività è in crescita. Il Ministero del Lavoro ha registrato nel primo trimestre 2025 un aumento del 17% delle ispezioni rispetto allo stesso periodo del 2024, con le verifiche in materia di salute e sicurezza salite del 28%, da 10.439 a 13.367. Non è un caso: la selezione di chi controllare sta diventando più mirata.

Per anni la scelta dei settori “a rischio” si è basata soprattutto sui codici ATECO, cioè sulla categoria merceologica dell’azienda. Ma due imprese con lo stesso codice possono avere andamenti infortunistici opposti, e per questo la vigilanza si sta spostando verso i dati infortunistici reali, colpendo dove gli infortuni gravi accadono davvero.

La novità più rilevante per il 2026 è il Piano Integrato per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.M. n. 20 del 12 febbraio 2026), che orienta l’INL a scegliere i settori da ispezionare incrociando i dati INAIL su infortuni gravi e mortali, non più solo i codici ATECO, estendendo l’attenzione anche a manifatturiero e logistica oltre ai tradizionali edilizia e agricoltura.

Il Decreto Sicurezza sul lavoro 2026 – DL 159/2025, che ha introdotto il badge di cantiere con codice univoco, il tracciamento dei near miss e un forte inasprimento della patente a crediti. Per un quadro complessivo delle regole vigenti, rimandiamo alla nostra guida alla Sicurezza sul Lavoro per il datore di lavoro e all’Aggiornamento 2025 del D.Lgs. 81/08.

DPI: Una fotografia da studio in primo piano di specifici DPI su un banco da lavoro in metallo industriale grigio vista dall'alto. Gli articoli includono: un elmetto protettivo giallo, occhiali di sicurezza in policarbonato trasparente, un paio di guanti resistenti al taglio grigi e arancioni, una maschera respiratoria usa e getta bianca e tappi per le orecchie verde neon.

Come si svolge l’ispezione: le tre fasi e i quattro verbali

Nella pratica, un’ispezione si articola in tre momenti che nella nostra esperienza si ripetono quasi sempre nello stesso ordine:

  1. Identificazione dei presenti: gli ispettori si qualificano e identificano lavoratori e responsabili presenti, raccogliendo dichiarazioni.
  2. Esame documentale: si verificano Libro Unico del Lavoro, contratti, buste paga, versamenti e, punto su cui vediamo cadere molte aziende, la documentazione di salute e sicurezza.
  3. Sopralluogo: si osservano direttamente ambienti, macchinari, uso dei DPI e condizioni operative.

Proprio sul sopralluogo abbiamo raccolto la nostra esperienza operativa nell’articolo Il sopralluogo dei luoghi di lavoro, perché è la fase in cui emergono le difformità più concrete: dalla mancata consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) all’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

L’esito confluisce nel verbale ispettivo, che può assumere quattro forme principali:

  • il verbale di primo accesso ispettivo, redatto sul posto: raccoglie dichiarazioni e rilievi e fa fede fino a prova contraria;
  • il verbale interlocutorio, con cui si chiede al datore di produrre altra documentazione entro un termine;
  • la diffida accertativa per crediti patrimoniali, che impone di corrispondere al lavoratore somme dovute (per esempio retribuzioni non pagate);
  • il verbale unico di accertamento e notificazione, l’atto conclusivo che notifica illeciti e sanzioni e apre i termini per difesa o pagamento in misura ridotta.

È un errore comune sottovalutare il verbale di primo accesso: quanto dichiarato in quel momento pesa poi su tutto il procedimento.

I numeri spiegano perché conviene arrivare preparati.

Nel 2025 il tasso di irregolarità complessivo si è attestato al 74,0%, mentre nel solo ambito salute e sicurezza si sono contate 40.474 ispezioni definite con 82,1% di irregolarità, il valore più alto tra tutti gli ambiti di vigilanza, e ben 89.851 violazioni penali (+7,8% sul 2024). In sintesi: quasi otto aziende controllate su dieci in materia di sicurezza risultano non a norma su almeno un punto.

Le sanzioni per il datore di lavoro e la sospensione dell’attività

Le conseguenze si muovono su tre piani. La responsabilità penale riguarda le violazioni più gravi in materia di sicurezza, spesso a carico del datore, ma anche del Preposto e dell’RSPP secondo i rispettivi ruoli. La responsabilità civile attiene al risarcimento dei danni. La responsabilità amministrativa segue la disciplina generale della L. 689/1981, tuttora in vigore, che regola l’iter delle sanzioni pecuniarie.

Il provvedimento più temuto resta la sospensione dell’attività imprenditoriale, prevista dall’art. 14 del D.Lgs. 81/2008, che scatta in caso di lavoro sommerso pari o superiore al 20% del personale presente o di gravi violazioni della sicurezza. Nel 2025 sono stati adottati 13.263 provvedimenti di sospensione, il secondo dato più alto mai registrato, di cui 4.949 per violazioni sulla sicurezza; l’83% è stato poi revocato dopo la regolarizzazione.1 Sempre nel 2025 il recupero di contributi e premi evasi ha superato 1,29 miliardi di euro.

Vale la pena ricordare che l’art. 13 del D.Lgs. 81/2008, che disciplina la vigilanza, è stato più volte modificato di recente, prima dal DL 146/2021 e poi dal DL 159/2025 convertito in L. 198/2025.

Tra le sanzioni più frequenti ci sono quelle per la mancata sorveglianza sanitaria, che abbiamo analizzato in Sanzioni per mancata Sorveglianza Sanitaria.

ispezione sul lavoro

Come prepararsi

L’ispezione non si “supera” il giorno stesso, ma si prepara nei mesi precedenti. Consigliamo di tenere sempre aggiornati e reperibili in pochi minuti: nomina e protocollo del medico competente, giudizi di idoneità, DVR, attestati di formazione, registro di consegna dei DPI e Libro Unico del Lavoro.

Gli errori documentali che vediamo più spesso raramente nascono da malafede, più spesso da disorganizzazione. Ne segnaliamo tre ricorrenti:

  • giudizi di idoneità scaduti o mancanti per lavoratori assunti da poco, perché la visita non è stata programmata all’ingresso;
  • DVR non aggiornato dopo l’introduzione di un nuovo macchinario o di una nuova lavorazione, quindi non più coerente con la realtà del reparto;
  • attestati di formazione non reperibili al momento, magari fermi presso l’ente formatore e mai archiviati in azienda.

Un altro punto pratico: se il datore non è reperibile all’accesso, l’ispezione non si ferma e le dichiarazioni dei presenti finiscono comunque nel verbale. Per questo consigliamo di individuare in anticipo un delegato capace di reperire i documenti.

Sorveglianza sanitaria è, insieme al DVR, il primo blocco documentale che gli ispettori chiedono: sapere per chi è obbligatoria e con quale periodicità evita gran parte delle contestazioni. Un altro pilastro sono gli obblighi generali illustrati nella nostra guida Datore di Lavoro e Medicina del Lavoro.

Il contesto, peraltro, è destinato a intensificarsi: il Ministero del Lavoro ha autorizzato per il triennio 2026-2028 l’assunzione di 300 nuovi ispettori di vigilanza INL, nell’ambito di un piano di oltre 900 nuovi ingressi complessivi.

Un’ispezione sul lavoro non è un evento da temere se l’azienda ha costruito una gestione ordinata e continua della sicurezza. Nella nostra esperienza, chi tiene la documentazione in regola tutto l’anno affronta il verbale di primo accesso con serenità; chi rincorre le scadenze all’ultimo momento è quello che, nell’ 82% dei casi, finisce tra le irregolarità. La differenza non la fa la fortuna: la fa il metodo.

Vi ricordiamo che per tutte le informazioni dettagliate, le attività dell’Ispettorato del Lavoro, i rapporti annuali e le le ultime news in tema di controlli potete consultare il sito ufficiale dell’INL: www.ispettorato.gov.it

FAQ

Chi può entrare in azienda per un’ispezione sul lavoro?

Principalmente gli ispettori dell’INL, che hanno poteri di polizia giudiziaria, insieme a personale di INPS e INAIL. Su igiene e salubrità degli ambienti intervengono ASL e NAS. Ne parliamo in dettaglio in Ispettore del Lavoro.

Il datore deve essere presente durante l’ispezione?

Non è indispensabile che sia fisicamente presente, ma è fortemente consigliato che ci sia lui o un delegato in grado di reperire i documenti. Le dichiarazioni raccolte durante l’accesso confluiscono nel verbale e fanno fede fino a prova contraria.

Quali documenti chiedono più spesso gli ispettori?

Libro Unico del Lavoro, DVR, nomina e protocollo del medico competente, giudizi di idoneità, attestati di formazione e registro di consegna dei DPI. Sorveglianza sanitaria e DVR sono quasi sempre i primi.

Quando può essere sospesa l’attività dell’azienda?

Ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 81/2008, in caso di lavoro sommerso pari o superiore al 20% del personale o di gravi violazioni della sicurezza. Nel 2025 sono stati emessi 13.263 provvedimenti, l’83% revocati dopo la regolarizzazione.

Le ispezioni aumenteranno nei prossimi anni?

Sì. Sono stati autorizzati 300 nuovi ispettori INL per il triennio 2026-2028 e il Piano Integrato SSL 2026 rende la selezione più mirata sui settori a maggior rischio infortunistico.


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26 commenti su “COSA SUCCEDE DURANTE UN’ISPEZIONE SUL LAVORO?”

  1. Buonasera, se si va a richiedere all’INL un ispezione nello studio odontoiatrico dove si ha lavorato per circa tre mesi dove fanno pagamenti tracciabili solo in parte, dove usano materiali scaduti, dove sono mancati i DPI nel momento in cui stavo assistendo una paziente con epatite virale C ad occhi scoperti, dove i contratti di lavoro non sono regolari perché una parte viene data fuori busta, dove il datore di lavoro non vuole che si vada dal medico per fare la prescrizione per la malattia, dove una volta ha usato pinze non sterilizzate in autoclave per effettuare un estrazione a una ragazza…questi motivi sono validi e sufficienti affinché escano ad effettuare controlli? Sia in ambito amministrativo, sia di sicurezza, sia di igiene, ecc…?

    1. Nell’azienda dove presto servizio ,da quasi 34 anni, la capo sala mi ha fatto un rimprovero con accuse gravi e non vere ,davanti a tt I colleghi, screditando la mia persona e la mia professionalità.
      Quando ho chiesto chi avesse detto di me certe infamie ..mi ha risposto prima i pazienti .io le ho detto che non ci credevo ..poi mi ha detto che non poteva dirmelo .A chi mi rivolgo? grazie buona giornata

  2. Nel posto in cui lavoro, la persona che mi sostituisce quando riposo non ha il brevetto da bagnino e credo non sia in regola col conteatto(lavoro in una piscina di un albergo); non c’è il defibrillatore ( che per legge invece dovrebbe esserci) e neanche l’Ambu, che ho richiesto ma hanno risposto che loro hanno sempre fatto senza, per eventuali emergenze. A chi mi devo rivolgere?

    1. Elena, inizierei a segnalarlo (meglio se per iscritto) al medico competente dell’albergo e al responsabile della sicurezza, visto che il datore di lavoro fa finta di non vedere e sentire.
      Manderei una semplice segnalazione che secondo te la dotazione di sicurezza non è adeguata.

      Per il lavoratore non in regola c’è un modulo apposito da portare in INL locale https://www.ispettorato.gov.it/ (il modulo lo trovi cercando su google: cerca INL-31-Modulo-richiesta-di-intervento-ispettivo-inglese.pdf ).

    2. Buonasera c’è un’azienda di bari che hanno la mansione da operai pulitore ma fanno i varellisti fanno mansione superiori con questo rischio.
      Questa azienda è un’azienda che non rispetta minimamente le sicurezze anzi se fanno i danni gli operai pulitori che in realtà portano il carrello da 40/ a 60 quintali fa pagare pure i danni. Purtroppo gli operai sono minacciati se no l’azienda o li sposta da quella sede o li licenzia. Questa situazione è stata anche segnalata al programma le iene e aspettiamo anche da parte delle iene che intervengano al più Presto

  3. Buongiorno, nel bar dove lavoro, sono arrivati i controlli. Tutti i dipendenti erano in nero, e il datore di lavoro è stato sanzionato. io quel giorno non ero al bar.
    Qualche giorno dopo ci hanno fatto il contratto, il mio a chiamata.
    Ci è stato detto che l’obbligo di rimanere lì è fino a luglio, nel caso in cui decidiamo di andare via prende di nuovo la multa.
    Volevo sapere se è vero, se si quant’è il periodo che devo rimanere?

  4. Vi chiedo…. Dove lavoro ci sono state situazioni gravi (utilizzo di prodotto altamente tossico senza la necessaria esperienza e attrezzatura) vorrei sapere se come singolo operaio posso fare denuncia a voi? Vorrei chiarimenti, grazie.

  5. Hanno fatto le ispezioni in azienda hanno multato la società ma per recuperare i soldi che mi devono quanto tempo passa e cosa devo fare grazie

      1. Voglio presentare un reclamo ad un datore di lavoro che ha firmato con me un contratto per lavorare in Sardegna per un periodo di 3 mesi, contratto estivo, e finora non mi ha pagato il mese di agosto, e ora sono in congedo per malattia. Mi dice che non ti pagherà fino alla fine di settembre. Cosa devo fare per favore?

  6. Vorrei sapere se l’ispettorato puó fare visita ai dipendenti nelle abitazione private (dipendenti anche con contratto terminato da più di un anno).
    Si può avere qualche riferimento legale? Grazie

    1. Anni fa degli ispettori nel corso di un’ispezione in una falegnameria hanno trovato uno che non apparteneva all’organico dei dipendenti, che ha dichiarato di essere amico del titolare e di approfittare delle attrezzature per farsi un mobile personale. Mesi dopo gli ispettori sono andati a casa sua per farsi mostrare il mobile. Non possono entrare in casa in quanto senza mandato, ma evidentemente possono presentarsi.

  7. Buongiorno, ho fatto una denuncia al Ispettorato di lavoro per mancanti pagamenti del stipendii dei mesi giugno, luglio, agosto.E stata fatta la ispezione ma e possibile sapere,come mai il datore di lavoro paga i contributi a inps e inail ma non paga li stipendi?e in questo caso ce un arco di tempo in quale potrebbe essere costretto a pagare li stipendi ,o per la legge lui pagando contributi e aposto?

      1. Buongiorno Mi chiami Roman EMIL CONSTANTIN voglio sapere da voi e giusto così come sei comporta a mio Agenda di lavoro,, se mi lasci acasa sesa motivi, ore di lavoro più di 8 ore al giorno la Bustapaga paga devono litigare con loro sempre, se mi lo girano a vedere a me contributione,,, Quando cerco di risolvere il problema non mi raspunde nessuno,,, di instuto legale come posso rezolvere questo Agendale di lavoro che non rispettano le legge di stato Italiano. Grazie

    1. Salve, per legge il datore di lavoro è perseguibile penalmente solo se non versa i contributi previdenziali e assistenziali. Se non paga gli stipendi non commette alcun illecito e sarà il singolo lavoratore che dovrà provvedere al recupero a mezzo di un ricorso per decreto ingiuntivo.

    2. Sono andata a l imspetorato di lavoro,per licianziarmi con giusta causa..ho chiesto un intervento sul lavoro..nei documenti che mi hanno rilasciato non si sta precizando il mio licenziamento di giusta causa..mi può spiegare come mai.. grazie

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