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PRESTAZIONI INAIL: L’ELENCO DELLE PRATICHE nel 2026

Aggiornato il 10/07/2026
INFORTUNIO INAIL

Ultimo aggiornamento: 06/07/26

Tutto quello che devi sapere sulle prestazioni INAIL per tutelare i lavoratori.

Nonostante la presenza di un rigido Protocollo di Sorveglianza Sanitaria e la costante attenzione del Medico Competente d’azienda, possono capitare degli incidenti sul luogo di lavoro, proprio per questo vi è la necessità di fornire una tutela concreta ai lavoratori che garantisca protezione economica in caso di infortunio, malattia professionale, danno biologico e non solo..

A questo punto entra in gioco L’INAIL – Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Ente pubblico italiano che si occupa di erogare delle prestazioni economiche, sanitarie, socio-sanitarie e integrative ai lavoratori infortunati o tecnopatici (affetti da malattia professionale).
Le prestazioni INAIL economiche tranne l’indennità di temporanea e l’integrazione della rendita diretta, non sono soggette a tassazione, non sono pignorabili né cedibili.

L’infortunato/tecnopatico ha diritto a ricevere le cure mediche e chirurgiche, erogate a carico del Servizio sanitario nazionale, compresi gli accertamenti clinici, ai fini della guarigione, della stabilizzazione dei postumi e/o del miglior recupero possibile dell’integrità psico-fisica.

Qui di seguito sono riportate le pratiche più rilevanti delle prestazioni INAIL, e per approfondimenti è disponibile una guida delle prestazioni INAIL.

Cosa copre l’assicurazione INAIL

L’assicurazione gestita dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) interviene in due grandi casi: l’infortunio sul lavoro e la malattia professionale. E i numeri non sono un dettaglio.

Nel 2025 l’INAIL ha registrato 597.710 infortuni denunciati, in crescita dell’1,4% sul 2024, e ben 98.463 malattie professionali denunciate, con un balzo dell’11,3% in un solo anno.

Un dato che ci colpisce ogni volta è la quota degli infortuni in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 99.939 casi, il 19,3% del totale. Quasi un infortunio su cinque non accade in fabbrica o in ufficio, ma sulla strada.

Sul fronte delle malattie la crescita non si è fermata: già la Relazione annuale INAIL 2024 segnalava 88.000 denunce, il valore più alto dal triennio 1976-1978. Le patologie osteomuscolari fanno da sole il 75,4% del totale, non ci stupisce, sono proprio i disturbi che intercettiamo più spesso durante la sorveglianza sanitaria, il programma di visite ed esami periodici con cui il medico competente verifica la compatibilità tra salute del lavoratore e mansione svolta, come raccontiamo in La Sorveglianza Sanitaria dei Lavoratori.

Quando un infortunio è indennizzabile

Il riferimento resta il DPR 1124/1965, il Testo unico ancora oggi in vigore. Perché scatti la tutela serve un infortunio per causa violenta in occasione di lavoro: una lesione improvvisa, non un logoramento graduale. L’infortunio in itinere è più recente: è stato introdotto dal D.lgs 38/2000, che ha aggiunto un comma agli articoli 2 e 210 del Testo unico. Abbiamo già trattato la gestione pratica dell’evento in Infortunio sul Lavoro: 6 aspetti cruciali, e il consiglio che diamo sempre è lo stesso: denunciare subito, anche quando la lesione sembra lieve.

L’indennità per inabilità temporanea assoluta

L’indennità per inabilità temporanea assoluta è la prestazione economica che sostituisce la retribuzione nel periodo in cui il lavoratore infortunato o malato non può svolgere alcuna attività: è anche quella che genera più confusione negli uffici HR. Ecco come funziona:

  • Giorno dell’evento: interamente a carico del datore di lavoro.
  • Giorni di franchigia (i 3 giorni successivi): il datore paga il 60% della retribuzione, salvo condizioni migliori previste dal CCNL.
  • Dal 4° giorno: subentra l’INAIL con il 60% della retribuzione media giornaliera.
  • Dal 91° giorno: fino alla guarigione clinica, l’indennità sale al 75%.

In caso di ricovero, per i lavoratori senza familiari a carico l’importo può essere ridotto di un terzo. Un errore comune che osserviamo ricorrere è confondere la malattia comune (INPS) con l’infortunio (INAIL): le regole retributive sono diverse, e sbagliare cassa significa pagare male il lavoratore. Sul tema delle assenze prolungate rimandiamo a 60 giorni di assenza dal lavoro: visita medica sì o no e, per l’idoneità al rientro, a Idoneità alla mansione: 5 cose che devi sapere.

Il danno biologico e le prestazioni INAIL per postumi permanenti

Quando restano postumi permanenti, la valutazione passa al danno biologico la lesione all’integrità psicofisica della persona, valutabile in sede medico-legale indipendentemente dal reddito o dalla capacità lavorativa residua disciplinato dall’art. 13 del D.lgs 38/2000. Le fasce sono tre:

  • Menomazione sotto il 6%: nessun indennizzo (franchigia).
  • Menomazione dal 6% al 15%: indennizzo in capitale, per il solo danno biologico.
  • Menomazione dal 16% al 100%: rendita, che cumula danno biologico e conseguenze patrimoniali presunte.

Qui segnaliamo un aggiornamento che molti ignorano: le vecchie tabelle del DM 12 luglio 2000, differenziate per sesso, sono state sostituite dal Decreto 23 aprile 2019 n. 45, che ha eliminato quella differenziazione e alzato gli importi di circa il 40% per gli eventi dal 1° gennaio 2019 (per quelli precedenti restano applicabili le tabelle del 2000). Già un’analisi critica pubblicata nel 2012 su PubMed da Bottazzi e Cassina discuteva pregi e limiti di questo modello italiano di indennizzo.

Noi di Medicolavoro.org abbiamo approfondito il ruolo della figura che certifica questi postumi in Il Medico Competente Aziendale.

Ricordiamo infine che dal 1° luglio 2026, con la Circolare INAIL 27/2026, le prestazioni INAIL economiche sono state rivalutate del coefficiente 1,014: l’assegno una tantum in caso di morte è salito a 12.515,64 euro e quello per assistenza personale continua a 682,14 euro.

prestazioni inail

Il riconoscimento della malattia professionale

Per riconoscere una malattia professionale il nodo è sempre il nesso causale: bisogna dimostrare che la patologia deriva dall’attività lavorativa. Nella nostra esperienza è proprio la sorveglianza sanitaria a fornire le prove decisive, intercettando i segnali precoci, come spieghiamo in Malattia Professionale: i segnali precoci.

La documentazione conservata nella cartella sanitaria e di rischio e i referti delle visite mediche periodiche diventano tasselli fondamentali. Vale per il Tunnel Carpale, tipica patologia osteomuscolare, così come per lo Stress lavoro correlato o per l’esposizione a rischio biologico.

Anche la letteratura recente conferma la varietà dei quadri: uno studio del 2025 pubblicato su PMC da Sagaro e Amenta, condotto su 793 marittimi, ha rilevato che le lesioni più frequenti riguardavano mani e polsi (33,3%).

Attenzione ai termini: la prescrizione di 3 anni

Le prestazioni INAIL vanno richieste entro 3 anni, ma il calcolo è più sottile di quanto sembri. Per l’infortunio, il termine decorre dal giorno dell’evento; per la malattia professionale, dal primo giorno di completa astensione dal lavoro, o dal momento in cui il lavoratore ha avuto cognizione della probabile origine professionale. Un aspetto che rassicura molti nostri pazienti: durante l’istruttoria INAIL la prescrizione resta sospesa fino al provvedimento.

FAQ

Chi paga i primi giorni di assenza per infortunio?

Il datore di lavoro paga per intero il giorno dell’evento e il 60% della retribuzione nei 3 giorni di franchigia; dal 4° giorno interviene l’INAIL.

L’infortunio in itinere è sempre indennizzabile?

È tutelato dal D.lgs 38/2000, purché il tragitto casa-lavoro sia necessario e senza interruzioni ingiustificate. Nel 2025 ha rappresentato il 19,3% degli infortuni denunciati all’INAIL.

Sotto quale percentuale non spetta alcun indennizzo per danno biologico?

Sotto il 6% opera la franchigia: nessun indennizzo. Dal 6 al 15% spetta un capitale, dal 16% una rendita.

Entro quando devo presentare la domanda all’INAIL?

Entro 3 anni, con decorrenza diversa per infortunio e malattia professionale; il termine è sospeso durante l’istruttoria.

Come si dimostra una malattia professionale? Serve il nesso causale con l’attività lavorativa: la sorveglianza sanitaria e la cartella sanitaria e di rischio sono strumenti decisivi, come spieghiamo in Il Medico Competente Aziendale


Per avere informazioni più dettagliate o risolvere ulteriori dubbi consulta le F.A.Q. di Medico lavoro.

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2 commenti su “PRESTAZIONI INAIL: L’ELENCO DELLE PRATICHE nel 2026”

    1. Buongiorno, mi spiace ma non siamo l’INPS e non gestiamo pratiche dell’INPS, consiglio di sentire direttamente loro.

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