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SINDROME DA BURNOUT

Cos’è la sindrome da Burnout, come si risolve e come prevenirla.

La sindrome da Burnout può emergere a seguito di un lungo periodo di stress cronico sul lavoro, che si caratterizza per essere percepito dal lavoratore come opprimente e logorante dal punto di vista psico-fisico.

Si tratta di un rischio lavoro-correlato a tutti gli effetti e come tale viene inserito nel DVR – Documento Valutazione dei Rischi – dell’azienda.

Vediamo insieme le situazioni in cui può svilupparsi la sindrome da Burnout, le motivazioni, la sintomatologia e i possibili rimedi terapeutici.

Indice:
COSA SIGNIFICA BURNOUT
COS’È LA SINDROME DA BURNOUT
QUANDO SI SVILUPPA
SINTOMATOLOGIA
CAMPANELLI D’ALLARME
COME CURARE LA SINDROME DA BURNOUT
PREVENZIONE DELLA SINROME DA BURNOUT

Cosa significa Burnout

Letteralmente “Burnout” significa “bruciato”, o meglio “esaurito”.

Il termine raffigura metaforicamente la condizione di mancanza di energie in cui si ritrova l’individuo affetto.

La patologia infatti rende la persona priva di motivazione, insoddisfatta, mentalmente distaccata, e può condurre nei casi peggiori alla depressione.

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Foto di Tara Winstead da Pexels

Cos’è la sindrome da Burnout

Secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità –, il Burnout è una sindrome causata da stress cronico sul lavoro.

Quando l’individuo non riesce a gestire lo stress collegato al contesto lavorativo, va incontro a una serie di fenomeni che vanno dall’affaticamento, alla delusione, fino all’incapacità di essere produttivo che, se trascurati, possono lentamente dare origine a sentimenti di frustrazione, disinteresse e apatia verso la propria professione e la propria carriera.

Dal 2019, il Burnout viene riconosciuto come una vera e propria sindrome ed inserita nella classifica ICD – International Classification of Disease – ovvero la classificazione di riferimento internazionale di tutte le malattie e patologie correlate, stilata dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Quando si sviluppa la sindrome da Burnout

La sindrome da Burnout si riferisce esclusivamente a una patologia legata al contesto lavorativo, e si fonda sul mancato equilibrio di richieste professionali ed energie disponibili.

Non vi è mai un’unica motivazione dell’insorgere della malattia, ma piuttosto è necessario considerare un insieme di fattori.

Tra questi possono rientrare ritmi di lavoro intensi, crescita di responsabilità o compiti molto impegnativi richiesti dal proprio datore di lavoro, ma non solo: anche il bisogno personale di soddisfare le proprie aspettative o quello di identificarsi pienamente nella propria professione possono essere causa di forti condizioni di stress.

Quando il lavoratore non riesce più a gestire in maniera efficace e produttiva la situazione si sviluppa la malattia e l’esaurimento psicologico.

Sintomatologia della sindrome da Burnout

La sindrome da Burnout può essere difficile da riconoscere perché non irrompe nella vita del lavoratore in un preciso momento ma si sviluppa in modo latente attraverso un processo di un lungo periodo di tempo.

Ogni persona può vivere una situazione differente ma nella sindrome da Burnout vi sono alcuni aspetti comuni da tenere in considerazione:

  1. Perdita di energie: la persona affetta da Burnout avverte la sensazione di essere “scarica”, il senso di sfinimento si ha sia sul piano fisico che su quello psicologico. Perdita di concentrazione ed assenza di motivazioni ed emozioni sono disturbi tipici.
  2. Perdita di produttività: una bassa autostima di sé e la perdita di motivazione sono inevitabilmente collegate alla scarsa realizzazione e alla perdita di produttività sul lavoro, nonostante l’individuo si impegni continuamente nello sforzo di dare il massimo.
  3. Sentimenti negativi e distacco mentale dal proprio lavoro: la persona colpita da sindrome di Burnout si percepisce sempre più distante dalla propria attività lavorativa, può sviluppare inoltre sentimenti di apatia, isolamento, indifferenza o astio verso i propri colleghi.

Oltre a questi tre fattori principali, l’individuo può mostrare perdita di iniziativa, frustrazione, nervosismo, rabbia, tristezza, senso di colpa, crisi di pianto, costante preoccupazione immotivata, ma anche disturbi psicosomatici come stanchezza, nausea o problemi digestivi.

Tutto ciò andrà a ripercuotersi sulla vita del lavoratore, a partire dalle relazioni interpersonali tra colleghi di lavoro, fino a influenzare la sua completa quotidianità.

Nei casi peggiori una sindrome da Burnout non affrontata correttamente porta l’individuo a sviluppare disturbi d’ansia, crisi di panico, isolamento sociale o dipendenza da alcool e sostanze.

Campanelli d’allarme

Attenzione ai cosiddetti campanelli d’allarme!

Disturbi come insonnia senza spiegazione, mal di testa, crampi allo stomaco, insofferenza sul lavoro o malesseri legati generalmente allo stress possono indicare la presenza di qualcosa che non va nella propria situazione lavorativa.

Un importantissimo campanello d’allarme tipico dello sviluppo della sindrome da Burnout nel lavoratore è l’incapacità di recuperare le energie e godersi un adeguato riposo durante il weekend.

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Foto di Anna Tarazevich da Pexels

Come curare la sindrome da Burnout

La diagnosi della sindrome da Burnout viene stabilita dal Medico del lavoro o dal proprio psicologo.

Sul luogo di lavoro il problema può essere affrontato chiedendo sostegno al proprio superiore o affidandosi al reparto psicologico dell’azienda.

Il supporto sociale da parte di colleghi, amici, o famiglia si rivela essere di grande aiuto.

Una valida soluzione è rappresentata dalla psicoterapia, molto utile per aiutare l’individuo ad essere maggiormente consapevole del problema e sviluppare una soluzione.

È importante inoltre riuscire ad intervenire tempestivamente già ai primi segnali per evitare il progredire della patologia e la formazione di meccanismi più complessi e difficili da trattare.

Prevenzione della sindrome da Burnout

La prima regola da imparare per essere un buon imprenditore è che un ambiente di lavoro confortevole migliorerà il benessere e la produttività di tutti i lavoratori, portando benefici all’intera azienda. 

Al contrario un ambiente di lavoro disorganizzato, mal gestito o non sicuro influirà tantissimo sul rendimento dei dipendenti.

Il rischio dell’insorgere di malesseri psicologici o sindrome da Burnout aumenta in condizioni di lavoro sfavorevoli per le persone, per questo è fondamentale dedicare tempo e attenzione alla predisposizione di un ambiente lavorativo ottimale.

Curare le relazioni interpersonali, produrre una comunicazione chiara e completa, affidare compiti adatti alla mansione, applicare le necessarie norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, garantire orari consoni e scadenze adeguate, e rispettare tutti gli altri diritti dei lavoratori sono regole base per creare un ambiente positivo in azienda.


Ricorda, per qualsiasi domanda lascia un commento sotto l’articolo!

Se hai bisogno della consulenza esperta di un Medico Competente non esitare a contattarci.

8 commenti su “SINDROME DA BURNOUT”

  1. Ho richiesto “visita a richiesta” ed ottenuta col medico del lavoro per problemi derivanti dall’ambiente di lavoro che mi hanno portato a non riuscire a recarmi più a lavoro.
    Il medico del lavoro ha richiesto perizia psichiatrica (in cui lo psichiatra del servizio nazionale ha dichiarato che non ho patologie psichiatriche tali da necessitare delle sue cure) e nel frattempo ha richiesto all’azienda di mettermi in “lavoro agile” (che prontamente il giorno successivo alla comunicazione del medico al mio datore mi è stata rifiutata senza che nemmeno ne avessi fatto richiesta io) mi ha comunque dichiarato idoneo al lavoro.
    Ora dopo avergli fatto pervenire la dichiarazione dello Psichiatra e dopo che gli ho chiesto di certificare che sono in Burnout dice che l’unica cosa che può fare è quella di dichiararmi inabile al lavoro.

    Perchè non mi dichiara in Burnout? Perchè non mi aiuta? Perchè non tutela la mia salute, anzi, vuole dichiararmi “matto”?

    Si sta comportando bene? é questa la tutela che un medico del lavoro deve garantire ad un lavoratore?

    Grazie per l’attenzione e per l’eventuale risposta

    1. DB, se non sei d’accordo con l’esito della valutazione del medico competente puoi chiedere la revisione da parte di medico della ASL.

  2. Buongiorno, un lavoratore che manifestasse chiaramente tutti i sintomi e i campanelli d’allarme di cui sopra e che non riuscisse ad ottenere supporto dal proprio superiore, che iter dovrebbe seguire per affrontare la situazione?
    Grazie

      1. Gilda,
        Non credo ci sia una procedura. Molto dipende dalle dimensioni dell’azienda…
        Io suggerisco di fare così:
        se il diretto superiore non ascolta, si può chiedere una visita medica (non serve spiegare la motivazione).
        Se la richiesta non ha successo, rifare la richiesta ma con una PEC.
        Se non si muove nulla, si fa richiesta all’INL (o ai sindacati).

        1. Grazie per la risposta, ma …. e se sono proprio i dirigenti la causa del malessere?
          La richiesta di visita medica per il Medico Competente?
          Grazie

          1. come detto prima:
            – si manda una PEC in cui si chiede un appuntamento con il medico del lavoro (il medico è tenuto al segreto professionale)
            Se entro una decina di giorni non si ottiene l’appuntamento, allora è meglio rivolgersi a chi può difendere i diritti dei lavoratori.

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