Infortunio sul lavoro: definizione, denuncia, differenze con la malattia professionale e ruolo della sorveglianza sanitaria
Questo articolo si pone l’obiettivo di chiarire la definizione normativa di infortunio. Evidenziare la sua distinzione rispetto alla malattia professionale e illustrare in dettaglio la procedura di denuncia all’INAIL, comprese le scadenze. Sarà svolto un focus sul ruolo fondamentale della medicina del lavoro e del medico competente nella prevenzione, nella gestione post-evento e nell’obbligatorietà della visita medica di rientro.
COSA SI INTENDE PER INFORTUNIO SUL LAVORO?
COSA SI INTENDE PER INFORTUNIO SUL LAVORO IN ITINERE?
QUALI SONO I TEMPI PER LA DENUNCIA DI UN INFORTUNIO SUL LAVORO?
QUAL’È LA DIFFERENZA TRA INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE?
COME FARE LA DENUNCIA DI INFORTUNIO SUL LAVORO?
DOPO UN INFORTUNIO È OBBLIGATORIA LA VISITA MEDICA AL RIENTRO?
CONCLUSIONI: INFORTUNIO SUL LAVORO
Cosa si intende per infortunio sul lavoro?
Si definisce infortunio sul lavoro ogni evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni.
Affinché l’evento sia riconosciuto come tale, devono coesistere tre elementi fondamentali:
- La causa violenta: Un fattore esterno, rapido e intenso che provoca il danno (es. una caduta, un taglio, un contatto con sostanze tossiche). Questo lo differenzia dalla malattia professionale, che invece agisce in modo lento e progressivo.
- L’occasione di lavoro: Non basta che l’evento accada sul luogo di lavoro; deve esserci un nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e l’incidente (incluso il rischio ambientale).
- Il danno: Deve esserci una lesione che impedisce al lavoratore di svolgere la propria mansione per un determinato periodo.
La gestione dell’infortunio non riguarda solo la fase successiva all’incidente (denuncia e cura), ma è strettamente legata alla prevenzione, campo d’azione della medicina del lavoro.
Un corretto piano di sorveglianza sanitaria è lo strumento principale per ridurre il rischio di infortuni.
Attraverso visite mediche periodiche e accertamenti specifici, si valuta l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica, riducendo la probabilità che condizioni di salute preesistenti possano favorire incidenti.
Il medico competente interviene nel ciclo dell’infortunio in due momenti decisivi:
- Prima dell’evento (Prevenzione): Collabora alla stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), identificando i pericoli che potrebbero causare infortuni e suggerendo misure protettive.
- Dopo l’evento (Rientro): In caso di infortunio grave o assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi, il medico competente deve effettuare una visita medica di rientro o comunque valutare l’idoneità del lavoratore prima della ripresa del lavoro.. Questa visita è fondamentale per verificare che il lavoratore abbia recuperato la piena idoneità alla mansione e possa tornare al lavoro senza rischi per sé o per gli altri.

Cosa si intende per infortunio sul lavoro in itinere?
La copertura assicurativa INAIL non si limita al perimetro aziendale, ma si estende anche al percorso che il lavoratore compie per recarsi al lavoro.
L’infortunio sul lavoro in itinere è quell’evento traumatico che avviene durante il “normale percorso” di andata e ritorno tra:
- L’abitazione del lavoratore e il luogo di lavoro.
- Due luoghi di lavoro diversi (nel caso di rapporti di lavoro plurimi).
- Il luogo di lavoro e il luogo di consumazione dei pasti (qualora non esista una mensa aziendale).
Affinché l’infortunio sia riconosciuto, il percorso deve essere il più breve e diretto possibile. Deviazioni o interruzioni sono ammesse solo se necessarie (es. cause di forza maggiore, esigenze essenziali di vita o adempimento di obblighi familiari, come accompagnare i figli a scuola).
Il mezzo di trasporto: pubblico o privato?
La normativa privilegia l’uso dei mezzi pubblici. L’utilizzo del mezzo privato (auto, moto, bicicletta) è coperto dall’assicurazione INAIL solo se l’uso è considerato necessitato. Ciò avviene quando:
- Non esistono mezzi pubblici che coprano il tragitto.
- Gli orari dei mezzi pubblici non sono compatibili con quelli di lavoro.
- I mezzi pubblici comportano un dispendio di tempo eccessivo.
Quali sono i tempi per la denuncia di un infortunio sul lavoro?
La tempestività è il fattore più critico quando si verifica un incidente in azienda. Sapere quali sono i tempi per la denuncia di un infortunio sul lavoro è fondamentale per il Datore di Lavoro per evitare pesanti sanzioni amministrative, e per il lavoratore per vedersi garantite le tutele INAIL.
Prima di parlare dei tempi dell’azienda, bisogna chiarire l’obbligo del dipendente. Il lavoratore deve informare il datore di lavoro (o il preposto) dell’infortunio sul lavoro immediatamente.
Se il lavoratore omette di dare avviso immediato e il datore di lavoro, non essendo venuto a conoscenza dell’accaduto, non può inoltrare la denuncia all’INAIL nei tempi previsti, il lavoratore perde il diritto all’indennità per i giorni antecedenti a quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell’infortunio.
Le tempistiche per la denuncia telematica all’INAIL variano in base alla gravità dell’evento. I termini decorrono dal momento in cui il datore di lavoro riceve il certificato medico che attesta l’infortunio (il numero identificativo del certificato).
Ecco lo schema delle scadenze:
- Entro 48 ore: È il termine standard per la denuncia di infortuni con prognosi superiore a 3 giorni (escluso quello dell’evento).
- Entro 24 ore: È il termine perentorio in caso di infortunio mortale o con pericolo di morte.
- A fini statistici (entro 48 ore): Per gli infortuni lievi che comportano un’assenza di almeno un giorno (escluso quello dell’evento) ma inferiore a tre giorni, va fatta una comunicazione a fini statistici all’INAIL (sistema SINP).
Attenzione: Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. Tuttavia, questa proroga non vale per gli infortuni mortali.
Qual’è la differenza tra infortunio e malattia professionale?
Entrambi gli eventi rientrano nel campo d’azione della medicina del lavoro, ma sono caratterizzati da dinamiche di manifestazione molto diverse.
La distinzione fondamentale risiede nella causa e nella tempistica con cui il danno si manifesta sul lavoratore.
Si definisce infortunio sul lavoro ogni evento che avviene per causa violenta in occasione di lavoro, dal quale derivi la morte o una inabilità temporanea o permanente.
L’elemento cruciale dell’infortunio è la sua istantaneità. La causa deve essere esterna e agire in modo concentrato nel tempo, provocando il danno in modo immediato o nel breve periodo.
Esempi di infortunio:
- Una caduta da una scala (causa violenta).
- Un taglio subito da un macchinario.
- Un evento traumatico improvviso, come un colpo subito.
A differenza dell’infortunio, la malattia professionale (MP) è una patologia che si sviluppa gradualmente, come conseguenza diretta e necessaria dell’esposizione, prolungata nel tempo, a rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro.
La medicina del lavoro definisce la MP come una patologia in cui l’agente causale agisce in modo lento e diluito nel tempo, richiedendo mesi o anni per manifestare i primi sintomi.
Esempi di malattia professionale:
- Sordità da rumore (ipoacusia) causata da anni di esposizione non protetta.
- Patologie osteoarticolari derivanti da movimentazione manuale dei carichi o posture scorrette mantenute a lungo.
- Malattie respiratorie (come la silicosi) causate da inalazione cronica di polveri.

Come fare la denuncia di infortunio sul lavoro?
La gestione di un infortunio sul lavoro è una delle responsabilità più delicate per il Datore di Lavoro. La denuncia all’INAIL deve essere effettuata in modo telematico, rispettando termini precisi per evitare sanzioni.
La procedura coinvolge tre figure chiave: il Lavoratore, il Medico Curante e, in ultima analisi, il Datore di Lavoro. In seguito, entrano in gioco la medicina del lavoro e il medico competente per la gestione della prevenzione e del rientro
Il processo di denuncia si attiva con i seguenti passaggi:
A. Obbligo del Lavoratore
Il dipendente infortunato deve informare immediatamente il Datore di Lavoro o il suo preposto dell’accaduto, anche per infortuni lievi. Se omette di farlo, perde il diritto all’indennità per i giorni antecedenti la comunicazione.
B. Il Certificato Medico
Il lavoratore deve recarsi in Pronto Soccorso o dal proprio medico curante. Il medico che presta la prima assistenza è obbligato a redigere il certificato medico e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all’INAIL, fornendo all’infortunato il numero identificativo del certificato e la data di rilascio.
La Denuncia Telematica: Obbligo del Datore di Lavoro
Ricevuto il numero identificativo del certificato medico (che attesta l’infortunio sul lavoro), il Datore di Lavoro ha l’obbligo di inviare la denuncia telematica.
Passaggi per la Denuncia INAIL:
- Accesso ai Servizi Online: Il Datore di Lavoro o un suo intermediario (es. Consulente del Lavoro) accede al portale INAIL tramite credenziali.
- Compilazione del Modulo: Viene compilato il modulo telematico (modello 4-bis), inserendo i dati del lavoratore, dell’azienda e, soprattutto, il numero identificativo del certificato medico ricevuto.
- Descrizione dell’Accaduto: È fondamentale descrivere con precisione la dinamica dell’incidente e le circostanze di tempo e luogo (l’occasione di lavoro).
- Invio e Ricevuta: La denuncia viene inviata telematicamente. L’INAIL rilascia una ricevuta elettronica che attesta l’adempimento.
Ricorda i Tempi: La denuncia deve essere inviata entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico se la prognosi è superiore a 3 giorni. Il termine si riduce a 24 ore in caso di pericolo di morte o decesso.
L’Intervento della Medicina del Lavoro Post-Denuncia
Una volta conclusa la procedura burocratica, la gestione dell’infortunio sul lavoro rientra pienamente nell’ambito della medicina del lavoro e della sorveglianza sanitaria.
Sebbene il medico del lavoro non sia responsabile della compilazione della denuncia, i dati dell’infortunio sono cruciali per la sua attività di prevenzione:
- Revisione dei Rischi: L’infortunio segnala una potenziale falla nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Il medico competente analizza la dinamica per suggerire misure correttive e aggiornare il protocollo sanitario.
- Visita di Rientro: Se l’assenza del lavoratore supera i 60 giorni continuativi, la sorveglianza sanitaria obbliga il medico competente a effettuare una visita medica. Questa serve per accertare che l’infortunato abbia recuperato la piena idoneità alla mansione specifica e che il rientro non comporti rischi di ricaduta.
L’integrazione tra l’adempimento amministrativo della denuncia e l’intervento clinico del medico competente è la chiave per un sistema di prevenzione efficace e conforme al D.Lgs 81/08.
Dopo un infortunio è obbligatoria la visita medica al rientro?
Sì, la visita medica di rientro è un obbligo inderogabile della sorveglianza sanitaria dopo un periodo di assenza per motivi di salute che superi una specifica soglia.
La legge stabilisce che il Datore di Lavoro, in collaborazione con il medico competente, debba garantire che il lavoratore riprenda l’attività solo dopo aver verificato la sua piena idoneità, soprattutto a seguito di un infortunio sul lavoro.
La Condizione di Obbligatorietà: i 60 Giorni
L’obbligo della visita medica di rientro dopo 60 giorni è regolato dall’articolo 41, comma 2, lettera e-ter del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza).
La visita è obbligatoria e deve essere svolta prima della ripresa dell’attività lavorativa se:
- L’assenza per motivi di salute è dovuta a un infortunio sul lavoro (o a una malattia professionale o generica).
- L’assenza si è protratta per un periodo superiore a sessanta giorni continuativi.
Se l’assenza per infortunio è inferiore a 60 giorni, la visita non è obbligatoria, ma il Datore di Lavoro deve comunque assicurarsi che il lavoratore sia in grado di riprendere la mansione in sicurezza.
La visita medica di rientro è effettuata dal medico competente nominato dall’azienda. Non è compito del medico curante o del medico legale INAIL, bensì dello specialista in medicina del lavoro che conosce i rischi specifici della mansione assegnata al lavoratore.
Obiettivi della visita:
- Verifica dell’Idoneità: L’obiettivo principale è stabilire se il lavoratore abbia recuperato la capacità psicofisica necessaria per svolgere le proprie mansioni senza rischi.
- Gestione dei Postumi: Il medico del lavoro valuta se l’infortunio sul lavoro ha lasciato postumi che richiedono modifiche alla postazione, l’uso di ausili o l’assegnazione temporanea a mansioni diverse.
- Giudizio di Idoneità: Il medico competente emette un giudizio di idoneità (idoneo, idoneo con prescrizioni/limitazioni, inidoneo temporaneo, inidoneo permanente).
Il lavoratore non può riprendere l’attività lavorativa (e non deve essere lasciato inoperoso) se non ha prima ricevuto il giudizio di idoneità del medico competente in seguito all’assenza di oltre 60 giorni per infortunio.
La visita di rientro non è una mera formalità, ma un elemento fondamentale della sorveglianza sanitaria. Dimostra che il Datore di Lavoro ha adempiuto al suo obbligo di tutelare la salute del dipendente in una fase particolarmente delicata.

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Conclusioni: Infortunio sul lavoro
L’infortunio sul lavoro non è solo un evento imprevisto da gestire in emergenza, ma il segnale di un potenziale vuoto nel sistema di prevenzione aziendale.
Tuttavia, la vera efficacia del sistema si misura nella capacità di prevenire l’incidente prima che accada.
La sorveglianza sanitaria, quando correttamente applicata, diventa uno strumento proattivo per ridurre l’incidenza degli infortuni e migliorare il benessere complessivo in azienda.
Dopo un infortunio, inoltre, il percorso non si esaurisce con la denuncia all’INAIL o con la guarigione clinica: il rientro al lavoro deve essere gestito con attenzione, valutando non solo la capacità fisica, ma anche le possibili ripercussioni psicologiche e organizzative.
Solo un approccio integrato tra sicurezza, salute e responsabilità condivisa può trasformare un momento di crisi in un’opportunità di miglioramento continuo dell’ambiente di lavoro.

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