CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO. SI PUO’? Cosa dice il D. Lgs 81/08?

contestare il giudizio del Medico del Lavoro: Primo piano di un documento ufficiale con l'intestazione "Giudizio di Idoneità" posato su una scrivania. Una penna è appoggiata sopra, a simboleggiare una decisione imminente. Lo sfondo è sfocato e mostra l'ambiente di un ufficio medico. Fotografia realistica, profondità di campo ridotta.

Contestare il giudizio del medico del lavoro, è possibile? Cosa dice la normativa sulla procedura da seguire, quali sono i termini per presentare il ricorso, quanto costa, e se è possibile continuare a lavorare durante l’attesa dell’esito.


Hai ricevuto un giudizio di idoneità o inidoneità alla mansione dal Medico del Lavoro e non sei d’accordo? Una domanda che ci viene rivolta spesso è se sia possibile contestare il giudizio del medico del lavoro, e la risposta è sì, anche se bisogna seguire un iter ben preciso.

La sorveglianza sanitaria è un pilastro della sicurezza sul lavoro, e il Medico Competente (la figura professionale che effettua le visite mediche del lavoro) ha il compito di esprimere un giudizio sull’idoneità del lavoratore alla specifica mansione. 

Tuttavia, la legge tutela il lavoratore se ritiene che il giudizio non sia corretto. La possibilità di contestare il giudizio del medico del lavoro è sancita dall’articolo 41 del D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro

Questo articolo prevede che il lavoratore possa presentare un ricorso contro il giudizio espresso dal medico del lavoro.

Indice:

SI PUÒ CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO?
IN QUALI CASI È POSSIBILE CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO
COSA DICE LA NORMATIVA SULLA PROCEDURA PER CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO
QUALI SONO I TERMINI PER CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO?
A QUALE ENTE BISOGNA PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE PER CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO?
QUANTO COSTA FARE RICORSO AL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO?
DOVE TROVARE LA MODULISTICA PER FARE RICORSO AL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO?
IL MEDICO COMPETENTE PUÒ RIFIUTARE DI RIVEDERE IL SUO GIUDIZIO DOPO UN RICORSO?
E’ POSSIBILE CONTINUARE A LAVORARE DURANTE L’ATTESA DELL'ESITO DEL RICORSO?
CONCLUSIONI: CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO

Si può contestare il giudizio del Medico del Lavoro?

Hai ricevuto un giudizio di idoneità o inidoneità alla mansione dal Medico del Lavoro e non sei d’accordo? 

Una domanda che ci viene rivolta spesso è: si può contestare il giudizio del Medico del Lavoro

La risposta è sì, anche se bisogna seguire un iter ben preciso.

La sorveglianza sanitaria è un pilastro della sicurezza sul lavoro, e il Medico Competente (la figura professionale che effettua le visite mediche del lavoro) ha il compito di esprimere un giudizio sull’idoneità del lavoratore alla specifica mansione. 

Tuttavia, la legge ti tutela se ritieni che il giudizio non sia corretto.

La possibilità di contestare il giudizio del medico del lavoro è sancita dall’articolo 41 del D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Questo articolo prevede che il lavoratore possa presentare un ricorso contro il giudizio espresso dal medico del lavoro.

contestare il giudizio del Medico del Lavoro: Un lavoratore di mezza età con espressione preoccupata, seduto in un ufficio moderno, tiene in mano una busta contenente un giudizio del medico del lavoro. L'illuminazione è soffusa e drammatica, mettendo in risalto la sua ansia. Fotografia realistica, colori naturali.

In quali casi è possibile contestare il giudizio del Medico del Lavoro

La medicina del lavoro e la sorveglianza sanitaria hanno lo scopo di tutelare la tua salute in azienda, ma se ritieni che il Medico Competente non abbia valutato correttamente la tua situazione, hai il diritto di agire.

Vediamo insieme le principali situazioni in cui è possibile contestare il giudizio del Medico del Lavoro.

1. Inidoneità Parziale o Totale non condivisa

Il caso più comune in cui si può contestare il giudizio del Medico del Lavoro si verifica quando il medico competente emette un giudizio di inidoneità (parziale o totale) alla mansione specifica, e tu non sei d’accordo con tale valutazione. 

Magari ritieni di essere pienamente in grado di svolgere le tue mansioni, o che le prescrizioni indicate siano eccessive o non pertinenti.

  • Esempio: Il medico ti dichiara inidoneo alla movimentazione manuale di carichi, ma tu hai un certificato specialistico che attesta la tua piena capacità fisica.
2. Giudizio di idoneità con limitazioni non riconosciute

Potrebbe succedere che il medico del lavoro ti dichiari idoneo alla mansione, ma senza riconoscere o indicare nel giudizio determinate limitazioni o prescrizioni che tu ritieni fondamentali per la tua salute. 

Se non vengono inserite le opportune cautele, potresti essere esposto a rischi.

  • Esempio: Soffri di una patologia che richiede pause frequenti o l’utilizzo di ausili specifici, ma il giudizio di idoneità non ne fa menzione, esponendoti a potenziali peggioramenti.
3. Mancata valutazione di patologie o condizioni preesistenti

A volte, il medico competente potrebbe non aver tenuto in debita considerazione patologie, condizioni di salute preesistenti o specifiche fragilità che, a tuo avviso, dovrebbero influenzare il giudizio di idoneità o richiedere particolari adattamenti del posto di lavoro.

  • Esempio: Hai una malattia cronica che ti causa stanchezza o difficoltà di concentrazione, ma il medico non l’ha considerata rilevante ai fini del giudizio, nonostante il tuo lavoro richieda elevata attenzione.
4. Variazioni delle condizioni di salute post-visita

Se, dopo aver ricevuto il giudizio di idoneità, le tue condizioni di salute subiscono un peggioramento che ritieni possa incidere sulla tua capacità lavorativa, potresti voler richiedere un nuovo accertamento o contestare il giudizio del Medico del Lavoro basandoti sulle nuove evidenze.

  • Esempio: Dopo la visita, subisci un infortunio o ti viene diagnosticata una nuova patologia che limita le tue capacità e rende il precedente giudizio non più valido.
5. Presenza di errori o vizi procedurali

Sebbene meno frequente, contestare il giudizio del Medico del Lavoro  può riguardare anche errori o vizi procedurali nella conduzione della visita medica del lavoro o nell’emissione del giudizio. 

Questo include, ad esempio, la mancata esecuzione di esami specifici previsti dal protocollo sanitario, o una documentazione incompleta.Esempio: Il protocollo di sorveglianza sanitaria per la tua mansione prevedeva un esame audiometrico che non è stato eseguito, e il tuo giudizio di idoneità non tiene conto di un sospetto problema uditivo.

contestare il giudizio del Medico del Lavoro: Un lavoratore è seduto di fronte a un medico competente, che gli sta parlando con un'espressione seria. L'inquadratura è dal punto di vista del lavoratore, focalizzata sul volto del medico e sulla sua cartella clinica. Si percepisce la tensione nel colloquio sulla sorveglianza sanitaria. Fotografia documentaristica.

Cosa dice la normativa sulla procedura per contestare il giudizio del Medico del Lavoro

La legislazione italiana prevede meccanismi chiari per contestare il giudizio del medico del lavoro, garantendo il diritto del lavoratore a far valere le proprie ragioni.

Il principale riferimento normativo per contestare il giudizio del Medico del Lavoro è l’articolo 41, comma 9, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. 

Questo articolo stabilisce esplicitamente la possibilità per il lavoratore (o anche per il datore di lavoro, in casi specifici) di presentare un ricorso  per contestare il giudizio del Medico del Lavoro.

I termini per la contestazione del giudizio

Un aspetto cruciale della normativa riguarda i termini per contestare il giudizio del Medico del Lavoro. Il D.Lgs. 81/08 impone un lasso di tempo limitato per avviare la procedura. 

Il ricorso deve essere proposto entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio del medico competente

È di fondamentale importanza rispettare questa scadenza per non perdere il diritto di contestare il giudizio del medico del lavoro.

La normativa è stata aggiornata con la Legge 13 dicembre 2024, n. 203 entrata in vigore  alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 28 dicembre 2024.

La modifica elimina ogni possibile ambiguità. 

Non si parla più genericamente di “organo di vigilanza”, ma si indica in modo esplicito l’“azienda sanitaria locale”

Questo significa che il ricorso deve essere indirizzato direttamente e senza dubbi ai servizi preposti all’interno dell’ASL di competenza per il territorio in cui si trova l’azienda o il lavoratore.

Di fatto, questa modifica non stravolge la prassi consolidata. Infatti anche prima per contestare il giudizio del Medico del Lavoro ci si rivolgeva ai S.Pre.S.A.L. (Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) delle ASL. 

L’aggiornamento, quindi, legittima e cristallizza a livello normativo una prassi già diffusa e corretta.

Nessun cambiamento nei termini o nella procedura sostanziale:

  • I termini per la contestazione rimangono invariati: 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio.
  • La procedura una volta presentato il ricorso non subisce modifiche sostanziali: l’ASL valuterà il caso, potrà disporre una nuova visita con un collegio medico (della stessa ASL), e il loro giudizio sarà quello definitivo.

Quali sono i termini per contestare il giudizio del Medico del Lavoro?

Il termine imperativo: 30 Giorni per il Ricorso

La legge italiana stabilisce un termine preciso e perentorio per l’impugnazione del giudizio di idoneità al lavoro

Stiamo parlando dell’articolo 41, comma 9, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ovvero il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Secondo questa normativa, il ricorso per contestare il giudizio del Medico del Lavoro deve essere presentato entro e non oltre 30 giorni dalla data in cui il lavoratore riceve la comunicazione del giudizio stesso.

Cosa significa “data di comunicazione del giudizio”?

Significa il giorno in cui viene consegnato o notificato ufficialmente il documento contenente il giudizio di idoneità. È da questa data che decorrono i 30 giorni. 

Non è la data in cui hai fatto la visita, ma quella in cui il giudizio ti viene formalmente comunicato.

Perché è cruciale rispettare i 30 giorni?

Il termine di 30 giorni non è un suggerimento, ma una scadenza perentoria. 

Se non presenti il ricorso per contestare il giudizio del Medico del Lavoro entro questo lasso di tempo:

  • Validità del Giudizio: Il giudizio di idoneità (o inidoneità) rimane valido e vincolante sia per te che per il datore di lavoro.
  • Decadenza dal diritto: Perdi il diritto di contestare il giudizio del Medico del Lavoro tramite la procedura amministrativa prevista. Il giudizio del medico del lavoro diventa definitivo e non più impugnabile per quella via.
contestare il giudizio del Medico del Lavoro: Primo piano di un documento ufficiale con l'intestazione "Giudizio di Idoneità" posato su una scrivania. Una penna è appoggiata sopra, a simboleggiare una decisione imminente. Lo sfondo è sfocato e mostra l'ambiente di un ufficio medico. Fotografia realistica, profondità di campo ridotta.

A quale ente bisogna presentare la documentazione per il ricorso al giudizio del medico del lavoro?

Secondo l’articolo 41, comma 9, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), il ricorso per contestare il giudizio del Medico del Lavoro deve essere presentato all’azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente.

Questa indicazione è stata resa ancora più esplicita e inequivocabile dagli ultimi aggiornamenti normativi, in particolare dalla Legge 13 dicembre 2024, n. 203. Prima di questa modifica, la norma parlava genericamente di “organo di vigilanza territorialmente competente”, una dicitura che, pur riferendosi di fatto all’ASL per questa specifica casistica, poteva generare qualche dubbio interpretativo. 

Ora, la legge specifica chiaramente l’“azienda sanitaria locale”, eliminando ogni ambiguità.

A Quale Ufficio Specifico dell’ASL?

All’interno dell’ASL, l’ufficio deputato a ricevere ed esaminare il  ricorso è generalmente il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.).

Sarà il S.Pre.S.A.L. dell’ASL competente per il territorio in cui si trova l’azienda (o, in alcuni casi, la residenza del lavoratore, se l’attività lavorativa è itinerante e non ha una sede fissa definita per la sorveglianza sanitaria) a gestire la pratica.

Cosa Inviare e Come: La Documentazione per il Ricorso

Per l’istanza di ricorso è necessario preparare una documentazione completa e ben motivata. 

Anche se non si tratta di un “ente” in sé, la precisione della documentazione è cruciale per il successo del ricorso. Inviare la documentazione completa all’ASL è il cuore della procedura per contestare il giudizio del medico del lavoro:

  1. Lettera di Ricorso: Una lettera formale indirizzata all’ASL ( ufficio S.Pre.S.A.L.) in cui si dichiari l’intenzione di contestare il giudizio del medico del lavoro. In questa lettera, si dovrà esporre in modo chiaro e conciso le motivazioni del disaccordo.
  2. Copia del Giudizio di Idoneità: Allegare una copia del giudizio di idoneità rilasciato dal Medico del Lavoro che si intende impugnare. Assicurarsi che sia completo di tutte le informazioni.
  3. Documentazione Medica a Supporto: Questa è la parte più importante per sostenere la tesi del ricorso. E’ importante includere referti medici, certificati specialistici, o qualsiasi altra documentazione clinica che possa supportare la propria posizione e contrastare il giudizio del medico competente.
  4. Copia di un Documento d’Identità
Termini e Modalità di Invio

Ricorda che il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio. Puoi inviare la documentazione tramite:

  • Consegna a mano: Presso gli uffici del S.Pre.S.A.L. dell’ASL, chiedendo una ricevuta di protocollazione.
  • Raccomandata A/R: Per avere una prova certa dell’invio e della ricezione.
  • PEC (Posta Elettronica Certificata): Se si è in possesso di una PEC e l’ASL ne ha una dedicata alla ricezione di tali istanze (modalità preferibile per la certezza legale).

Quanto costa fare ricorso al giudizio del medico del lavoro?

Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente un lavoratore intenzionato a contestare il giudizio del medico del lavoro è il costo della procedura. 

Nell’ambito della medicina del lavoro e della sorveglianza sanitaria, il diritto di ricorso è garantito dalla legge, ma sapere a quali spese si può andare incontro è fondamentale per prendere una decisione consapevole.

La buona notizia è che la normativa, ovvero l’articolo 41 del D.Lgs. 81/08, rende il ricorso amministrativo principalmente gratuito per il lavoratore

Tuttavia, è importante distinguere tra i costi amministrativi diretti e le eventuali spese aggiuntive.

1. Costi Amministrativi (Ricorso all’ASL)

La procedura di ricorso è, per la maggior parte delle ASL, gratuita per il lavoratore. Presentare l’istanza all’Azienda Sanitaria Locale non comporta, di norma, il pagamento di tariffe o diritti amministrativi.

Tuttavia, è bene sapere che alcune ASL, in base a regolamenti regionali o locali, possono richiedere un piccolo contributo per la gestione della pratica o per il costo di eventuali accertamenti specialistici aggiuntivi, anche se questo non è comune. 

Ad esempio, alcune aziende sanitarie locali potrebbero prevedere un ticket per specifiche visite o esami disposti dal collegio medico che valuta il ricorso. 

È sempre consigliabile consultare il sito web dell’ASL di riferimento o contattare il S.Pre.S.A.L. per avere informazioni precise sui costi applicati nella propria zona.

2. Spese per la Consulenza Professionale

Il costo più variabile e significativo nella procedura di ricorso al giudizio espresso dopo la visita medica del lavoro è quello legato all’eventuale consulenza professionale

Se decidi di farti assistere da un avvocato specializzato in diritto del lavoro o da un medico legale per preparare la tua contestazione del giudizio medico competente, dovrai sostenere i loro onorari.

Queste spese non sono obbligatorie, in quanto il ricorso può essere presentato autonomamente, ma possono essere cruciali per aumentare le probabilità di successo, specialmente in casi complessi. 

I costi variano notevolmente in base all’avvocato e alla complessità della pratica, ma possono includere:

  • Parcelle per la consulenza e la stesura del ricorso.
  • Costi per la produzione di una perizia medico-legale di parte, se necessaria.

È sempre consigliabile chiedere un preventivo scritto prima di affidare l’incarico.

3. Spese a carico del datore di lavoro

È importante sottolineare che eventuali accertamenti sanitari aggiuntivi richiesti dal collegio medico dell’ASL per prendere una decisione definitiva sono, in molti casi, a carico del datore di lavoro. La normativa, infatti, pone l’onere economico della sorveglianza sanitaria sull’azienda.

Questo significa che, una volta avviato il ricorso, se l’ASL ritiene necessarie ulteriori indagini per valutare la tua idoneità, i costi di tali esami non ricadranno su di te.

Per rispondere in modo diretto alla domanda, il costo per fare ricorso al giudizio del medico del lavoro può essere:

  • Gratuito per il ricorso amministrativo all’ASL.
  • Variabile e potenzialmente elevato per una consulenza legale o medico-legale

Dove trovare la modulistica per fare ricorso al giudizio del medico del Lavoro?

Se hai deciso di contestare il giudizio del medico del lavoro, avrai bisogno di preparare la documentazione necessaria per avviare il ricorso. Spesso, il primo passo è trovare un modello o un fac-simile di istanza che ti guidi nella compilazione.

La modulistica per contestare il giudizio del medico del lavoro è un documento standard, e ci sono diverse fonti affidabili dove puoi trovarla.

Il Canale Ufficiale: Il Sito Web dell’ASL

Il modo più affidabile e diretto per trovare la modulistica è consultare il sito ufficiale dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente per il tuo territorio. 

L’ASL è l’ente a cui devi presentare il ricorso, come previsto dall’articolo 41 del D.Lgs. 81/08.

Ogni ASL gestisce in autonomia i propri moduli, che sono spesso disponibili nella sezione dedicata alla medicina del lavoro o al Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.). La ricerca sul sito potrebbe richiedere l’uso di parole chiave come:

  • “Modulo ricorso medico competente”
  • “Ricorso art. 41 D.Lgs. 81/08”
  • “Istanza ricorso visita medica lavoro”
  • “Contestazione giudizio medico del lavoro”

Utilizzare questi termini ti aiuterà a individuare rapidamente il documento corretto.

2. Risorse online e modelli generici

In alternativa, puoi trovare numerosi fac-simile e modelli di istanza ricorso visita medica lavoro su siti web specializzati in salute e sicurezza sul lavoro o in diritto del lavoro. 

Questi modelli sono una buona base di partenza perché includono tutti gli elementi essenziali richiesti dalla normativa.

Tuttavia, quando utilizzi un modello generico, ricorda di:

  • Inserire i tuoi dati personali e quelli dell’azienda in modo completo.
  • Specificare l’ASL corretta come destinatario, con l’indirizzo esatto.
  • Adattare il testo per esporre le motivazioni specifiche della tua contestazione.
Contenuto Essenziale della Modulistica

Indipendentemente dalla fonte, un modulo di ricorso completo deve contenere alcune informazioni chiave per avviare correttamente la procedura ricorso:

  • I tuoi dati anagrafici completi.
  • I dati dell’azienda presso cui lavori.
  • I dati del Medico Competente che ha emesso il giudizio.
  • La data della visita medica e la data di ricezione del giudizio che vuoi impugnare (ricorda il termine di 30 giorni!).
  • La descrizione chiara e dettagliata delle motivazioni del ricorso.
  • L’elenco della documentazione allegata (copia del giudizio, referti medici personali, ecc.).

Il medico competente può rifiutare di rivedere il suo giudizio dopo un ricorso?

La risposta a questa domanda è No, per una ragione è di tipo procedurale e normativa.

Il medico competente non è l’organo a cui si presenta il ricorso, né ha la facoltà di opporsi a una revisione del suo giudizio.

Una volta che l’ASL riceve il ricorso, non chiederà al medico competente di ripensare alla sua decisione. 

Al contrario, incaricherà un proprio collegio medico (composto da medici specialisti dell’ASL) di riesaminare il caso. Questo collegio ha il compito di:

  1. Valutare la documentazione presentata dal lavoratore.
  2. Sottoporre il lavoratore a una nuova visita medica, se ritenuto necessario.
  3. Emettere un nuovo giudizio, che sarà definitivo e vincolante.

Questo nuovo giudizio non è una “revisione”, ma una decisione completamente nuova presa da un’autorità superiore e imparziale.

Il medico competente deve solo prendere atto del nuovo giudizio emesso dal collegio medico dell’ASL. 

Il suo giudizio originale viene di fatto superato e sostituito dalla nuova valutazione. 

Non può in alcun modo opporsi a questa decisione, né può rifiutare di accettare la conclusione del collegio medico.

In sintesi, la struttura del ricorso al giudizio del medico del lavoro è stata pensata proprio per garantire l’imparzialità e per fornire un’istanza superiore a cui il lavoratore può rivolgersi. Il medico del lavoro esprime il suo parere, ma è un organo di controllo pubblico (l’ASL) a dare l’ultima parola in caso di disaccordo.

E’ possibile continuare a lavorare durante l’attesa dell’esito del ricorso?

La risposta non è sempre semplice e dipende dal tipo di giudizio iniziale espresso dal medico del lavoro nell’ambito della sorveglianza sanitaria.

1. Se il giudizio è di idoneità o idoneità con prescrizioni

In questo caso, la risposta è generalmente sì, puoi continuare a lavorare

Se il tuo medico competente ti ha dichiarato idoneo (anche con prescrizioni o limitazioni), il giudizio è valido e vincolante fino a quando l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) non si pronuncia sul tuo ricorso

Puoi quindi continuare a svolgere le tue mansioni, nel rispetto delle eventuali prescrizioni indicate.

2. Se il giudizio è di inidoneità temporanea o permanente

Questa è la situazione più critica. 

Se il medico del lavoro ti ha dichiarato inidoneo alla mansione, la normativa non ti consente di continuare a svolgere quel compito.

  • Inidoneità temporanea: Il rapporto di lavoro è sospeso per il periodo di inidoneità. Il datore di lavoro non può assegnarti alle mansioni per cui sei stato dichiarato inidoneo.
  • Inidoneità permanente: Se non ci sono altre mansioni equivalenti a cui potresti essere adibito, l’azienda potrebbe avviare la procedura di licenziamento per giustificato motivo (impossibilità di adibizione al lavoro).

In entrambi i casi, il giudizio di inidoneità è immediatamente efficace. 

La presentazione di un ricorso non sospende automaticamente gli effetti del giudizio originale. 

Di conseguenza, non è possibile continuare a lavorare nelle mansioni per cui sei stato dichiarato inidoneo durante l’attesa dell’esito ricorso visita medica lavoro.

Cosa succede dopo l’esito del ricorso?

L’esito del ricorso è un giudizio definitivo e sostitutivo rispetto a quello del medico competente.

  • Se il ricorso viene accolto e l’ASL ti dichiara idoneo, il giudizio originale viene annullato. Potrai essere reintegrato nelle tue mansioni o adibito a mansioni diverse, a seconda delle nuove indicazioni.
  • Se il ricorso viene respinto, il giudizio di inidoneità originale viene confermato, e le conseguenze sul tuo rapporto di lavoro (sospensione o licenziamento) restano in essere.

Per queste ragioni, è fondamentale conoscere e rispettare la procedura di ricorso

La contestare il giudizio del medico del lavoro è un diritto, ma non esonera dal rispetto del giudizio iniziale finché non interviene la decisione definitiva dell’ASL. Per avere certezza sul tuo specifico caso, è sempre consigliabile chiedere una consulenza professionale.

Conclusioni:  Contestare il giudizio del Medico del Lavoro

Contestare il giudizio del Medico del Lavoro è un diritto garantito dalla legge, un aspetto fondamentale della medicina del lavoro e della sorveglianza sanitaria.

La normativa, in particolare l’articolo 41 del D.Lgs. 81/08, fornisce al lavoratore gli strumenti per presentare un ricorso per contestare il giudizio del medico del lavoro.

È essenziale ricordare che la procedura ricorso visita medica lavoro ha termini ben precisi: la contestazione deve essere presentata all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) entro e non oltre 30 giorni dalla ricezione del giudizio. 

Il costo amministrativo di tale ricorso è solitamente gratuito, mentre il medico competente non può rifiutarsi di rivedere il proprio giudizio, poiché la decisione finale spetta a un collegio medico dell’ASL.

Inoltre, è cruciale comprendere che un giudizio di inidoneità temporanea o permanente ha effetti immediati e non permette di continuare a svolgere le proprie mansioni durante l’attesa dell’esito del ricorso. 

Per questo motivo, agire prontamente e con cognizione di causa è la chiave per tutelare la propria salute e la propria posizione lavorativa. 

Sebbene la procedura sia definita, in casi complessi, il supporto di una consulenza professionale può essere un valore aggiunto per affrontare al meglio ogni fase del processo.


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12 commenti su “CONTESTARE IL GIUDIZIO DEL MEDICO DEL LAVORO. SI PUO’? Cosa dice il D. Lgs 81/08?”

  1. Buongiorno, lavoro come addetto alle pulizie part time. In seguito ad attività lavorativa (camminata intensa in grande edificio pubblico), e solo dopo essa, con uso di scarpe proprie, ho riscontrato dolore a un piede. Lo stesso dolore non è presente al di fuori del lavoro. Ho eseguito vari esami e infine una visita con uno specialista, il quale mi ha prescritto dei plantari ortopedici per metatarsalgia. Ho fatto, dopo alcuni mesi, una visita straordinaria con il medico competente, poiché non siamo sottoposti a sorveglianza sanitaria, e ho richiesto delle scarpe antinfortunistiche più i plantari, da usare esclusivamente con esse, a spese del datore di lavoro. Nel giudizio di idoneità, il medico ha prescritto le scarpe, a carico del datore di lavoro, compatibili con plantari già in mio possesso. Tuttavia io non ho mai detto di avere già i plantari, e tutt’ora non li ho, proprio perché ritengo che debbano essere forniti insieme alle scarpe, come adattamento necessario del dpi per i miei problemi di salute. Secondo voi, ci sono gli estremi per contestare il giudizio del medico competente presso l’ASL, per ottenere anche i plantari? Ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti

    1. Buongiorno, si certo puoi contestare il giudizio. Ma ti consiglio di provare a parlare con il medico del lavoro aziendale e chiedergli se può aggiungere oltre alle scarpe ortopediche anche i plantari associati. Buona giornata

      1. Preciso che il medico si è già pronunciato su questo, in un mail precedente al giudizio, dicendo che la prescrizione riguarda esclusivamente la scarpa antinfortunistica, obbligatoria per legge nello svolgimento della mia mansione e quindi a carico dell’azienda. A parte il fatto che lavoro con questa azienda dal 2022, e non mi hanno mai fornito la suddetta scarpa (pur avendomi chiesto il numero), il medico prosegue dicendo che il plantare, invece, prescritto dal mio ortopedico, resta a mio carico in quanto deve essere utilizzato in modo continuativo e non soltanto durante l’attività lavorativa (dispositivo medico personale e non lavorativo). Quindi in sintesi mi dice di acquistare delle scarpe antinfortunistiche compatibili col plantare (che non ho), e che l’azienda le rimborserà sulla base della sua prescrizione.

        1. I dispositivi sono a carico dell’azienda, quindi devono fornirglieli loro, se non lo fanno violano l’Art. 77 del D.Lgs 81/08, e in più stanno violando delle specifiche prescrizioni del Medico del Lavoro, e sono a rischio di sanzioni.
          Le conviene inviare una PEC nella quale ribadisce la necessità di quel materiale prescritto dal Medico Competente, in caso non le vengano forniti può segnalare questa violazione all’Ispettorato del Lavoro o all’Asl di competenza del suo territorio.

      2. Buongiorno se il ricorso avverso un giudizio di idoneita al lavoro con prescrizioni con scadenza trimestrale, viene riconfermata dall asl la scadenza quale e’ se nel verbale asl non si scrive niente?

  2. Buonasera. Da 10 annia lavoro in un azienda tessile, come cucitrice lineare e qualche ora con forbice. A settembre mi hanno cambiato di mansione. Mi hanno messo cucire a mano con ago. Avendo una rizoartrosi bilaterale , mi sono lamentata. Nonostante ciò , ho dovuto chiedere malattia x ben due volte xké questo lavoro mi provoca infiammazione con perdita della sensibilità. Ho chiesto una visita medica. Il giudizio è stato : idonea alla mansione di addetto alla cucitura .- evitare attività di cucitura a mano e stiro continuativo.
    Il direttore dell’ azienda mi ha detto che questo giudizio vale tutto o nulla, nel senso che x loro il lavoro a mano posso farlo , basta che non siano 8 ore di fila.
    A me dopo un ora la mano perde il tatto.
    Posso fare ricorso?

    1. Certo, puoi fare ricorso ma entro 30 giorni dalla data di notifica dell’esito della visita medica. In caso richiedi una nuova visita e specificando ciò che ti è stato detto dal datore di lavoro e se non dovesse andare bene il giudizio del medico puoi avviare una procedura di contestazione.
      Ti conviene sempre fare richieste via PEC che hanno valore legale.

  3. Buongiorno, mi chiamo Gabriele e faccio l’elettricista da circa 30 anni.
    Dall’età di 26 anni sono affetto da diabete mellito con terapia insulinica.
    Ho sempre effettuato la visita dal medico del lavoro senza particolari problemi, ma quest’anno la dottoressa mi ha vietato lavori in quota e la guida del mezzo di lavoro.
    Preciso che ho appena rinnovato la patente per 5 anni poiché la relazione dei miei specialisti afferma la mancanza di qualsiasi complicanza e un ottimo compenso.
    Adesso io mi chiedo, se gli anni passati potevo lavorare senza prescrizioni adesso perché no?
    Il problema principale è che sebza quei requisiti il mio datore di lavoro può licenziarmi e io mi ritroverò alla bella età di 56 anni in mezzo a una strada.
    Non mi sembra giusto.

    1. Buongiorno, mi spiace per la situazione, purtroppo non avendo sotto mano la cartella sanitaria risulta difficile dare una risposta completa.
      Quello che ti posso dire è che se gli esami ti sono stati fatti in una giornata in cui, con la terapia che assumi, i tuoi valori erano nel range stabilito per legge e tu assumi la tua terapia secondo tempistiche e dosaggi prescritti non ci sono motivi per cui non ti debbano dichiarare idoneo alla mansione che ricopri.
      Ti consiglio di richiedere una nuova visita al medico del lavoro aziendale, tramite PEC (IL PIU’ PRESTO POSSIBILE), avendo la cura di assumere la terapia che ti hanno prescritto anche il giorno della visita come fai sempre. In caso di risposta negativa puoi (ENTRO 30 GIORNI DALLA NOTIFICA DELLA NON IDONEITA’) contestare la inidoneità direttamente all’Ufficio SPRESAL dell’ASL di competenza della tua città.
      Tienici informati. Saluti 

  4. Buonasera,sono una dipendente multiservizi aeroportuale presso Autogrill Spa,ho fatto ricorso avverso il medico competente che mi aveva dichiarata inabile assoluta temporaneamente , ovvero per due mesi,ho fatto la visita di controllo il 17/07/25,io avevo richiesto delle limitazioni perché ho una rizoartrosi di grado avanzato e sono in lista d’attesa per l’intervento di trapeziectomia artoplastica, inoltre le risonanze effettuate alla colonna lombare e alla spalla hanno evidenziato rispettivamente quattro vertebre schiacciate,una discopatia degenerativa,varie protrusioni e artrosi su tutta la colonna lombare e un’ampia lacerazione della cuffia dei rotatori,ma nonostante il medico competente fosse a conoscenza di tutte le mie problematiche mi ha ritenuta idonea alla mansione specifica,ho effettuato la visita alla Asl di competenza e ad oggi né l’azienda, né il medico competente hanno inviato la documentazione richiesta ed è passato più di un mese, più numerosi solleciti, l’ultimo dei quali è stato inviato il giorno della visita,io sono in malattia,ma ho quasi finito i giorni di comporto,come devo fare? Grazie infinite e a risentirci.

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