PESO MASSIMO SOLLEVABILE: 9 ASPETTI ESSENZIALI PER LA TUA SICUREZZA SUL LAVORO

peso massimo sollevabile: Un uomo muscoloso di 25 anni e una donna di 55 anni (entrambi in abiti da lavoro) sono posizionati uno accanto all'altra. L'uomo solleva un peso simbolico di 25 kg, la donna un peso simbolico di 10 kg, a rappresentare la variazione del limite per età e sesso.

Peso Massimo Sollevabile: Normativa, limiti individuali e il ruolo essenziale del Medico Competente nella prevenzione dei rischi da Movimentazione Manuale Carichi.


Qual è il peso massimo sollevabile da un lavoratore senza rischi per la salute? Spesso si sente citare il limite dei 25 kg come se fosse una soglia legale invalicabile. 

In realtà, la normativa italiana, in particolare il D.Lgs. 81/2008, non fissa un valore unico e universale. 

Non esiste un limite fisso perché il peso massimo sollevabile dipende da un’ampia varietà di fattori, tra cui l’età, il sesso, le condizioni fisiche individuali, ma anche l’organizzazione del lavoro, l’altezza del carico, la frequenza dell’operazione e la presenza o meno di ausili. Per questo motivo, la Medicina del Lavoro e la Sorveglianza Sanitaria giocano un ruolo cruciale nella definizione di limiti di sollevamento specifici e sicuri per ogni lavoratore.

QUAL È IL PESO MASSIMO SOLLEVABILE DA UN LAVORATORE?
IL RUOLO DELLA MEDICINA DEL LAVORO E DEL MEDICO COMPETENTE
COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO?
QUAL’È LA NORMATIVA SULLA MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI?
CHE COS’È IL METODO NIOSH PER SOLLEVAMENTO CARICHI?
QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO PER LA MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI?
POSSO RIFIUTARMI DI SOLLEVARE UN CARICO TROPPO PESANTE?
ESISTE UN LIMITE DI ETÀ PER SOLLEVARE PESI SUL LAVORO?
QUAL’È IL PESO MASSIMO SOLLEVABILE DALLE DONNE IN GRAVIDANZA?
CONCLUSIONI: PESO MASSIMO SOLLEVABILE

Qual è il peso massimo sollevabile da un lavoratore?

Una delle domande più frequenti nei luoghi di lavoro — e tra i professionisti della sicurezza — è: qual è il peso massimo sollevabile da un lavoratore senza rischi per la salute?
Spesso si sente citare il famoso limite di 25 kg, come se fosse una soglia legale invalicabile. 

In realtà, non esiste un valore unico e universale per il peso massimo sollevabile: dipende da numerosi fattori, tra cui l’età, il sesso, le condizioni fisiche del lavoratore, ma anche l’organizzazione del lavoro, la posizione del carico, la frequenza dell’operazione e la presenza di ausili.

Perché non esiste un limite fisso?

La normativa italiana — in particolare il D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro — non fissa un peso massimo assoluto. 

L’Allegato XXXIII richiama invece la norma ISO 11228-1, che introduce il concetto di Massa di Riferimento:

  • 25 kg per un uomo di età compresa tra i 18 e i 45 anni,
  • 20 kg per una donna o per un uomo oltre i 45 anni,
  • 15 kg per una donna oltre i 45 anni.

Tuttavia, questi valori valgono solo in condizioni ideali: carico sollevato frontalmente, ad altezza vita, con maniglie, senza torsioni del tronco e con frequenza molto bassa (es. un carico ogni 5 minuti).
In tutti gli altri casi — ad esempio sollevare da terra, con il busto ruotato o in spazi ristretti — il peso massimo sollevabile si riduce drasticamente, anche a 5-10 kg.

peso massimo sollevabile: Un lavoratore adulto (uomo, 30-40 anni) in un magazzino moderno, solleva frontalmente una cassa. L'immagine deve mostrare la postura corretta, e la cassa deve avere chiaramente il numero 25 kg stampato sopra. Luce pulita, stile fotografico industriale.

Il ruolo della medicina del lavoro e del medico competente

Qui entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato: la valutazione individuale del lavoratore.
Il medico competente, figura chiave della medicina del lavoro, ha il compito di effettuare la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a rischi specifici, tra cui la movimentazione manuale dei carichi (MMC).

Durante la visita medica, il medico del lavoro valuta:

  • la forza muscolare,
  • la mobilità articolare,
  • la presenza di patologie della colonna vertebrale (es. lombalgie, ernie),
  • la capacità funzionale del lavoratore.

Sulla base di questi elementi, il medico competente può:

  • dichiarare l’idoneità alla mansione del lavoratore all’attività con o senza limitazioni,
  • prescrivere limiti individuali al peso massimo sollevabile,
  • suggerire misure di prevenzione personalizzate.

Questo significa che due lavoratori della stessa età e sesso possono avere limiti diversi, in base al loro stato di salute. La sorveglianza sanitaria non è quindi un adempimento burocratico, ma uno strumento fondamentale per prevenire infortuni e malattie professionali, soprattutto a carico della schiena.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

Il datore di lavoro è obbligato a:

  1. Valutare il rischio MMC per ogni mansione, utilizzando metodi riconosciuti (es. ISO 11228-1);
  2. Coinvolgere il medico competente nella valutazione del rischio, soprattutto se sono previsti carichi superiori a 10-15 kg;
  3. Adottare misure di prevenzione: ausili meccanici (carrelli, sollevatori), formazione, rotazione dei compiti;
  4. Rispettare le prescrizioni del medico del lavoro, anche se indicano un peso massimo sollevabile inferiore ai valori di riferimento.

Qual’è la normativa sulla movimentazione manuale carichi?

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è una delle principali cause di infortuni e malattie professionali nei luoghi di lavoro, soprattutto a carico della colonna vertebrale. 

Per questo, la normativa italiana prevede obblighi precisi per la valutazione, prevenzione e gestione del rischio MMC. 

La normativa di riferimento: D.Lgs. 81/2008 e Allegato XXXIII

La disciplina della MMC in Italia è contenuta nel Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), in particolare:

  • Articolo 167: definisce la movimentazione manuale dei carichi e impone al datore di lavoro di valutare i rischi derivanti da tali operazioni.
  • Allegato XXXIII: fornisce i criteri per la valutazione del rischio MMC, richiamando esplicitamente la norma tecnica ISO 11228-1.

L’obiettivo è evitare danni alla schiena causati da sforzi eccessivi, posture incongrue o movimenti ripetitivi.

Peso massimo sollevabile: non esiste un limite unico

Una credenza diffusa è che 25 kg sia il “limite legale” per il peso massimo sollevabile. In realtà, la legge non fissa un valore assoluto.

L’ISO 11228-1 introduce il concetto di Massa di Riferimento, che varia in base a:

  • Sesso (uomo/donna),
  • Età (sotto o sopra i 45 anni),
  • Condizioni di sollevamento (altezza, distanza, torsione, frequenza, presenza di maniglie).

Tuttavia, se il carico viene sollevato da terra, con il busto ruotato o senza ausili, il peso massimo sollevabile può scendere anche a 5–10 kg.

Che cos’è il Metodo NIOSH per sollevamento carichi?

Sviluppato dall’National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) negli Stati Uniti, il Metodo NIOSH è stato aggiornato nel 1994 per fornire una formula scientifica che calcoli il Recommended Weight Limit (RWL), ovvero il peso raccomandato che un lavoratore può sollevare in condizioni specifiche senza aumentare significativamente il rischio di lesioni alla schiena.

L’obiettivo non è stabilire un limite fisso, ma adattare il peso massimo sollevabile alle condizioni reali di lavoro.

Come funziona il Metodo NIOSH?

Il metodo si basa su una formula ergonomico-matematica:

RWL = LC × HM × VM × DM × AM × FM × CM

Dove:

  • LC (Load Constant) = 23 kg (costante di carico, equivalente ai 25 kg della norma ISO)
  • HM = moltiplicatore per la distanza orizzontale del carico dal corpo
  • VM = moltiplicatore per l’altezza di presa
  • DM = moltiplicatore per la distanza verticale di sollevamento
  • AM = moltiplicatore per l’asimmetria (torsione del tronco)
  • FM = moltiplicatore per la frequenza di sollevamento
  • CM = moltiplicatore per la presa (qualità delle maniglie)

Il risultato è il peso massimo sollevabile in quella specifica situazione.
Ad esempio: un carico sollevato da terra, con torsione del busto e ad alta frequenza, potrebbe avere un RWL di appena 6–8 kg, ben al di sotto dei 23 kg di partenza.

In Italia, la normativa di riferimento per la MMC è il D.Lgs. 81/2008, in particolare l’Allegato XXXIII, che richiama la norma ISO 11228-1.
Tuttavia, il Metodo NIOSH è spesso utilizzato come supporto tecnico da consulenti, RSPP e medici del lavoro, soprattutto in contesti complessi (es. sanità, logistica, edilizia).

Offre infatti una valutazione quantitativa e personalizzabile, utile per:

  • confrontare diverse modalità di sollevamento,
  • progettare postazioni di lavoro più sicure,
  • giustificare l’uso di ausili meccanici.

Bisogna ricordarsi però che il Metodo NIOSH valuta il rischio “medio”, ma non considera le condizioni individuali del lavoratore.
È qui che interviene la medicina del lavoro, che attraverso il medico del lavoro che valuta lo stato di salute, le capacità funzionali al sollevamento per adattare il peso massimo sollevabile alle reali capacità del singolo.

Ad esempio, un infermiere con una pregressa ernia lombare potrebbe avere un limite individuale di 10 kg, anche se il calcolo NIOSH o ISO indica 15 kg.
In questi casi, il medico del lavoro emette un giudizio di idoneità con prescrizioni, che il datore di lavoro è obbligato a rispettare.

peso massimo sollevabile: Un lavoratore che si ferma davanti a un carico evidentemente troppo pesante e ingombrante, incrocia le braccia e guarda il suo superiore, simboleggiando il diritto di rifiuto di fronte a un rischio grave e immediato.
Quando utilizzare il Metodo NIOSH in azienda?

Il Metodo NIOSH è particolarmente utile quando:

  • i carichi sono variabili o non standardizzati;
  • le operazioni di sollevamento avvengono in condizioni non ideali (spazi ristretti, torsioni, alte frequenze);
  • si deve giustificare l’acquisto di ausili (es. sollevatori per pazienti);
  • si collabora con il medico competente per definire limiti individuali al peso massimo sollevabile.

Quali sono i fattori di rischio per la movimentazione manuale carichi?

La Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) rappresenta una delle principali cause di disturbi muscolo-scheletrici e infortuni sul lavoro. Per prevenire le patologie del rachide, il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) e l’Allegato XXXIII impongono una valutazione del rischio basata su una molteplicità di fattori, ben oltre la semplice individuazione del peso massimo sollevabile.

La corretta identificazione di questi fattori è cruciale e ricade nella sfera d’azione della Medicina del Lavoro e della Sorveglianza Sanitaria, coordinate dal Medico Competente.

Ecco i principali fattori di rischio nella MMC, suddivisi in categorie normative:

1. Caratteristiche del Carico

Il rischio non dipende solo dalla massa, ma anche da come l’oggetto si presenta e come deve essere maneggiato:

  • Peso Eccessivo: Sebbene il peso massimo sollevabile raccomandato in condizioni ottimali sia di 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne, un carico è considerato rischioso anche se la sua massa, in associazione ad altri fattori, supera la capacità fisica del lavoratore.
  • Ingombro e Forma: Carichi troppo grandi, difficili da afferrare o con spigoli vivi aumentano la distanza dal tronco, sovraccaricando la colonna vertebrale.
  • Instabilità: Carichi con contenuto che rischia di spostarsi (liquidi, materiali sfusi) o in equilibrio precario rendono il movimento imprevedibile e pericoloso.
  • Posizionamento Scomodo: Il carico deve essere sollevato o maneggiato lontano dal tronco, oppure richiede una torsione o inclinazione del busto.
2. Sforzo Fisico e Postura Richiesta

Lo sforzo richiesto per la mansione è un fattore determinante per l’insorgenza di patologie. I rischi aumentano se:

  • Sforzo Eccessivo: Lo sforzo supera la capacità fisica del lavoratore.
  • Torsioni del Tronco: L’azione può essere eseguita solo con un movimento di rotazione o torsione della schiena. La torsione, anche con carichi leggeri, è un fattore di altissimo rischio.
  • Movimenti Bruschi: L’attività richiede scatti o movimenti veloci e non graduali.
  • Frequenza Elevata: L’attività di sollevamento è troppo frequente o prolungata, senza pause sufficienti per il recupero fisiologico.
3. Caratteristiche dell’Ambiente di Lavoro e dell’Attività

L’ambiente in cui viene eseguita la MMC influisce sulla sicurezza e sulla postura del lavoratore:

  • Spazi Inadeguati: Spazio libero (in particolare verticale) insufficiente che impedisce movimenti corretti.
  • Superfici Pericolose: Pavimenti scivolosi, sconnessi, con dislivelli o scale.
  • Condizioni Microclimatiche: Temperature, umidità o ventilazione inadeguate che aumentano l’affaticamento del lavoratore.
  • Ritmo Imposto: Un ritmo di lavoro troppo serrato, non modulabile dal lavoratore, può portare a sforzi eseguiti in fretta e in modo errato.
4. Fattori Individuali di Rischio e Sorveglianza Sanitaria

Questi fattori sono la chiave di volta della Medicina del Lavoro e richiedono l’intervento diretto del Medico Competente. Il rischio non è statico ma varia in base alla salute e alle caratteristiche del singolo:

  • Inidoneità Fisica: Condizioni di salute preesistenti (es. precedenti patologie del rachide, ernie) o inidoneità temporanea (come la gravidanza, per la quale i limiti di sollevamento si riducono drasticamente).
  • Età e Sesso: L’età (soprattutto i lavoratori giovani e quelli oltre i 45/50 anni) e il sesso influenzano il peso massimo sollevabile raccomandato.
  • Formazione Insufficiente: Mancanza di adeguate conoscenze e addestramento sulle tecniche di sollevamento sicure.

Il Medico del Lavoro (o Medico Competente), attraverso la Sorveglianza Sanitaria (visite periodiche, preventive e su richiesta), ha il compito fondamentale di:

  1. Valutare i Fattori Individuali: Considerare lo stato di salute e l’anamnesi del lavoratore esposto al rischio MMC.
  2. Esprimere il Giudizio di Idoneità: Stabilire se il lavoratore è idoneo, parzialmente idoneo (imponendo ad esempio un peso massimo sollevabile inferiore a quello generale) o non idoneo alla mansione specifica, garantendo così la tutela della salute in ogni fase della vita lavorativa.

Posso rifiutarmi di sollevare un carico troppo pesante?

È una domanda cruciale per la sicurezza in molti settori: Posso rifiutarmi di sollevare un carico troppo pesante? La risposta, secondo la normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08), è complessa ma tendenzialmente affermativa. Il diritto a tutelare la propria salute prevale sull’obbligo di eseguire la mansione, soprattutto se non sono state rispettate le misure di prevenzione.

Il principio fondamentale è stabilito dall’articolo 21 del D.Lgs. 81/08, che impone ai lavoratori l’obbligo di “prendersi cura della propria salute e sicurezza”. 

Più direttamente, l’articolo 43 riconosce al lavoratore esposto a rischio grave e immediato (come il sollevamento di un peso massimo sollevabile chiaramente eccessivo) la facoltà di interrompere l’attività.

In pratica, se ti viene richiesto di movimentare un carico che, in base alla tua formazione e alla valutazione dei rischi, ritieni possa causare un danno immediato alla tua salute (in particolare alla schiena), hai il diritto e persino il dovere di:

  1. Informare Immediatamente il tuo superiore e, se presente, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
  2. Richiedere Ausili Meccanici per evitare la Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC).
  3. Rifiutarti di Eseguire la Mansione se, dopo la segnalazione, il rischio persiste e non sono state adottate misure correttive.

Esiste un limite di età per sollevare pesi sul lavoro?

La normativa italiana, in linea con la Medicina del Lavoro, non stabilisce un limite di età massimo invalicabile, ma definisce limiti di peso massimo sollevabile che variano sensibilmente in base all’età del lavoratore, oltre che al sesso e alla frequenza dell’attività.

Questo approccio dinamico serve a tutelare sia l’organismo in fase di sviluppo (minori) sia il corpo soggetto all’invecchiamento (lavoratori anziani).

I Limiti di Peso Variano con l’Età (D.Lgs. 81/08 e ISO 11228)

Il D.Lgs. 81/08 e le norme tecniche di riferimento (ISO 11228) riconoscono che la capacità fisica di sollevamento si evolve nel tempo. I limiti di peso raccomandati in condizioni ottimali (sollevamento occasionale, schiena dritta) sono inferiori per i lavoratori giovani e per quelli con età avanzata.

Ecco una tabella riassuntiva che illustra come il peso massimo sollevabile consigliato in condizioni ottimali diminuisca con l’età:

Età del LavoratoreUomini (Occasionale)Donne (Occasionale)
16 – 18 anni (Adolescenti)19 kg12 kg
20 – 35 anni (Picco massimo)25 kg15 kg
35 – 50 anni21 kg13 kg
Oltre 50 anni16 kg10 kg

Nota Bene: Questi sono limiti di riferimento in condizioni ottimali. Se il sollevamento è frequente o avviene con posture scorrette (torsione, carico lontano dal corpo), il limite raccomandato si riduce drasticamente, anche al di sotto dei 3 kg.

Qual’è il peso massimo sollevabile dalle donne in gravidanza?

La regola generale è che le lavoratrici in stato di gravidanza sono soggette a limitazioni molto severe, che portano spesso al divieto totale di movimentazione manuale dei carichi.

Il Limite Legale: Il Divieto di Sollevamento Pesi

La normativa impone il divieto di adibire le lavoratrici al “trasporto e sollevamento di pesi”, oltre che ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri.

Questo divieto ha due fasi principali, che definiscono il peso massimo sollevabile in base all’avanzamento della gravidanza:

Primi 6 Mesi di Gravidanza:

  • Carico Occasionale: Il limite massimo raccomandato è di circa 10 kg.
  • Carico Frequente/Ripetitivo: Il limite si abbassa drasticamente a circa 5 kg o meno.

A Partire dal settimo Mese di Gravidanza (e fino a 7 mesi dopo il parto):

  • Il Divieto è Assoluto. Il peso massimo sollevabile è pari a 0 kg. La lavoratrice deve essere immediatamente allontanata da tutte le mansioni che comportano il sollevamento o il trasporto di pesi.

Questi limiti sono intesi come soglie di rischio e il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare misure immediate per eliminare la Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) non appena la gravidanza viene comunicata.

Conclusioni: Peso massimo sollevabile

La gestione del peso massimo sollevabile sul lavoro non è mai una questione di cifre fisse, ma un delicato equilibrio tra esigenze produttive e tutela della salute del lavoratore. La normativa, con il D.Lgs. 81/08 e la norma ISO 11228-1, stabilisce limiti di riferimento (25 kg per l’uomo adulto in condizioni ideali), ma sottolinea che ogni situazione lavorativa e ogni lavoratore sono unici.

Il vero pilastro della prevenzione è la Medicina del Lavoro. Attraverso la Sorveglianza Sanitaria, il Medico Competente personalizza il rischio, considerando fattori come l’età (con limiti ridotti per giovani e anziani), il sesso e lo stato di salute individuale (come nel caso delle donne in gravidanza, per le quali il sollevamento di pesi è quasi totalmente vietato).

La sicurezza richiede un approccio collaborativo: il datore di lavoro deve investire in attrezzature meccaniche e formazione; il medico del lavoro deve definire con precisione i limiti individuali; e il lavoratore deve essere consapevole dei propri diritti e, se necessario, rifiutarsi di eseguire mansioni che mettano a rischio la sua incolumità fisica. Solo rispettando queste prescrizioni si garantisce un ambiente lavorativo non solo conforme alla legge, ma realmente protettivo per il benessere del personale.


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2 commenti su “PESO MASSIMO SOLLEVABILE: 9 ASPETTI ESSENZIALI PER LA TUA SICUREZZA SUL LAVORO”

  1. Buongiorno

    Lavoro in un corriere espresso come impiegato, che si occupa anche di pacchi anonimi o senza indirizzo etc e che per forza interagisce con il magazzino e quindi ogni giorno mi capita di sollevare pacchi leggeri o pesanti per me

    Io ho quasi 60 anni, peso 50kg per 172cm di altezza, per me 16kg sono veramente impegnativi e a volte non ce la faccio proprio, gia 10kg è tanto, spesso mi aiutano. E dovendo lavorare almeno altri 8 anni, le forze andranno scemando piano piano… C’è un modo legale per sapere quanti kg posso sollevare ? Visita medica forse?

    1. Si certo, deve richiedere una visita medica con il medico del lavoro aziendale, esporre la sua situazione specificando che ha delle difficoltà a sollevare pesi e specificando che questi sforzi non sono previsti nella sua mansione.
      Il medico potrebbe richiederle visite specialistiche (si ricordi che i costi sono sempre a carico del datore di lavoro e non a carico suo).

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