RISCHIO LAVORI IN QUOTA: 9 COSE CHE DEVI SAPERE PER LA TUA SICUREZZA

Rischio Lavori in quota: Vista dal basso di un lavoratore sospeso in aria, con un'imbracatura di sicurezza completa, mentre pulisce le finestre di un grattacielo moderno. La foto è scattata in una giornata di sole, con il riflesso delle nuvole sul vetro.

Rischio Lavori in Quota: dalla normativa del D.lgs 81/08 alle misure di prevenzione cruciali, la sicurezza è un sistema integrato che combina formazione, l’uso di DPI (come le imbracature anticaduta) e l’importanza della medicina del lavoro e della sorveglianza sanitaria per proteggere i lavoratori.


Il rischio lavori in quota è una delle principali cause di infortuni gravi e mortali in ambito lavorativo. 

Secondo il D.lgs 81/08, si definisce come qualsiasi attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile. La sicurezza lavori in quota non deve mai essere data per scontata, ma richiede un’attenta valutazione dei rischi e l’adozione di misure preventive specifiche.

COSA SI INTENDE PER RISCHIO LAVORI IN QUOTA?
QUAL È IL PRINCIPALE RISCHIO LAVORI IN QUOTA?
QUAL È LA DIFFERENZA TRA RISCHIO LAVORI IN QUOTA E RISCHIO LAVORO IN ALTEZZA?
QUALI SONO I LAVORI CONSIDERATI A RISCHIO LAVORI IN QUOTA?
DA QUALE ALTEZZA SCATTA L'OBBLIGO DI UTILIZZARE DPI ANTICADUTA PER IL RISCHIO LAVORI IN QUOTA?
QUALI DPI SONO OBBLIGATORI PER RIDURRE IL RISCHIO LAVORI IN QUOTA?
IL RISCHIO LAVORI IN QUOTA PREVEDE UNA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA?
QUALI SONO I LAVORI EDILI CONSIDERATI IN QUOTA?
COSA SI INTENDE PER SINDROME DA SOSPENSIONE INERTE?
CONCLUSIONI: RISCHIO LAVORI IN QUOTA

Cosa si intende per Rischio Lavori in quota?

Il rischio lavori in quota è una delle principali cause di infortuni gravi e mortali in ambito lavorativo. 

Ma cosa si intende esattamente per “lavoro in quota”? 

Secondo il D.lgs 81/08, si tratta di qualsiasi attività che esponga il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile.

Il rischio lavori in quota non riguarda solo i lavori su tetti, ponteggi o piattaforme, ma anche l’uso di scale portatili o l’accesso a silos e cisterne. 

La sicurezza non può essere data per scontata. Richiede un’attenta valutazione dei rischi e l’adozione di misure preventive specifiche.

La medicina del lavoro gioca un ruolo cruciale nella gestione del rischio di caduta dall’alto

Oltre alle misure tecniche, come l’uso di DPI (imbracature, cordini, caschi), è fondamentale tutelare la salute fisica dei lavoratori e ridurre il rischio lavori in quota.

È qui che entra in gioco la sorveglianza sanitaria. Questo processo, gestito dal medico del lavoro (o medico competente), mira a verificare l’idoneità fisica del lavoratore a svolgere mansioni ad alto rischio. 

Condizioni mediche preesistenti, come problemi cardiaci, vertigini o epilessia, possono infatti aumentare notevolmente il rischio lavori in quota.

Il medico competente effettua visite periodiche per assicurarsi che il lavoratore mantenga i requisiti psicofisici necessari. 

Questa attività non è un mero adempimento burocratico, ma una misura di prevenzione attiva che riduce la probabilità di incidenti.

Rischio Lavori in quota: Un operaio con imbracatura di sicurezza e casco di protezione che si prepara a salire su un ponteggio. La luce del mattino illumina la scena, mettendo in risalto la struttura metallica. Dettagli realistici sull'equipaggiamento e sull'abbigliamento da lavoro.

Qual è il principale tipologia di rischio lavori in quota?

Il principale rischio lavori in quota è la caduta dall’alto, che è la causa più comune di infortuni gravi e mortali in vari settori lavorativi, tra cui edilizia, agricoltura e manutenzione. 

La normativa, in particolare il D.lgs 81/08, definisce come “lavoro in quota” qualsiasi attività che espone un lavoratore al rischio di cadere da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile.

Per prevenire questo rischio, è fondamentale adottare un approccio integrato che combina misure tecniche, organizzative e sanitarie:

  • Valutazione dei rischi: Il datore di lavoro deve analizzare l’ambiente di lavoro per identificare i pericoli e pianificare le misure preventive.
  • DPI: L’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) come imbracature anticaduta, caschi e cordini è essenziale. 
  • DPC: Altrettanto importanti sono i dispositivi di protezione collettiva (DPC), come ponteggi, parapetti e reti di sicurezza, che proteggono più lavoratori contemporaneamente.

Formazione: Un corso per i lavori in quota certificato è obbligatorio. Questo tipo di formazione fornisce ai lavoratori le competenze pratiche per utilizzare correttamente i DPI e conoscere le procedure di emergenza.

Qual è la differenza tra rischio lavori in quota e rischio lavoro in altezza?

Molti usano i termini “lavoro in quota” e “lavoro in altezza” come sinonimi, ma dal punto di vista della medicina del lavoro e della normativa sulla sicurezza, c’è una distinzione fondamentale.

Lavoro in Quota: La Definizione Normativa

La differenza principale si basa sulla definizione legale stabilita dal D.lgs 81/08

L’Articolo 107 del Testo Unico sulla Sicurezza definisce il lavoro in quota non genericamente come un lavoro “in alto”, ma come “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile“.

Questa definizione è cruciale perché non si limita ai soli lavori edili o su ponteggi, ma si applica a qualsiasi mansione, anche temporanea, che espone il lavoratore al rischio di una caduta dall’alto di oltre due metri, come ad esempio:

  • Lavori su tetti o coperture.
  • Interventi su piattaforme aeree (PLE).
  • Utilizzo di scale a pioli in determinate condizioni.
  • Lavori in prossimità di scavi profondi più di due metri.

Il concetto chiave è il rischio di caduta, non l’altezza in sé. Anche un lavoro svolto a 2.5 metri da terra rientra nella categoria dei lavori in quota e richiede specifiche misure di prevenzione e protezione.

Lavoro in Altezza

Il termine “lavoro in altezza” non ha una definizione normativa precisa nel D.lgs 81/08. 

Viene comunemente usato in modo più generico per descrivere qualsiasi lavoro che si svolge a una certa distanza dal suolo.A differenza del lavoro in quota, che è definito da una soglia metrica e un rischio specifico, il concetto di “lavoro in altezza” non attiva automaticamente tutti gli obblighi normativi.

Quali sono i lavori considerati a rischio lavori in quota?

Per rischio lavori in quota si intendono tutte quelle attività che espongono il lavoratore a un rischio di caduta dall’alto di oltre due metri. Questa definizione, sancita dal D.lgs 81/08, copre una vasta gamma di mansioni al di fuori della percezione comune, che non si limitano all’edilizia, ma includono anche settori come l’industria, l’agricoltura e i servizi.

Ecco alcuni dei principali lavori a rischio che richiedono specifiche misure di prevenzione, formazione e sicurezza:

  • Edilizia e Manutenzione: I lavori su ponteggi, tetti e coperture sono i più evidenti. Rientrano anche le attività di montaggio e smontaggio di strutture, o la manutenzione di facciate e serramenti.
  • Installazioni e Impianti: Lavori su antenne, torri di telecomunicazione o linee elettriche, dove si utilizzano piattaforme aeree (PLE), cestelli elevatori o si ricorre a tecniche di lavori su fune.
  • Agricoltura e Industria: Attività di potatura di alberi ad alto fusto, lavori su silos, serbatoi e cisterne. Anche la manutenzione di macchinari o impianti industriali complessi, che richiedono l’accesso a passerelle elevate o scale fisse, è considerata a rischio.

Logistica: L’uso di carrelli elevatori e altre attrezzature per lo stoccaggio di merci ad altezze elevate può comportare un rischio caduta dall’alto.

Rischio Lavori in quota: Un lavoratore su una scala portatile che si protende per raggiungere qualcosa, mostrando una situazione di potenziale rischio lavori in quota. La luce crea un'ombra lunga e drammatica.

Da quale altezza scatta l’obbligo di utilizzare DPI anticaduta per il rischio lavori in quota?

L’obbligo di utilizzare DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) anticaduta non è arbitrario, ma si basa su una soglia precisa stabilita dalla legge italiana. 

Secondo il D.lgs 81/08, il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, l’uso di questi dispositivi diventa obbligatorio quando un lavoratore è esposto al rischio di caduta dall’alto da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile.

Questo limite di due metri è cruciale e definisce il confine tra un lavoro a un’altezza generica e un vero e proprio lavoro in quota

Non si tratta solo di ponteggi e gru, ma di qualsiasi attività che superi questa soglia, come ad esempio:

  • Lavori su piattaforme elevatrici.
  • Accesso a serbatoi o silos.
  • Lavori su tetti e coperture.
  • Montaggio di strutture complesse.

La sicurezza lavori in quota non si esaurisce con l’uso di DPI anticaduta come imbracature anticaduta, cordini e caschi. 

È un processo integrato che coinvolge diverse figure e misure preventive, a partire dalla valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro.

Attraverso la sorveglianza sanitaria, il medico competente verifica che il lavoratore non soffra di patologie che potrebbero compromettere la sua sicurezza in quota, come:

  • Vertigini o disturbi dell’equilibrio: Possono causare disorientamento e perdita di stabilità.
  • Malattie cardiovascolari: Possono portare a svenimenti o malori improvvisi.
  • Epilessia: Le crisi possono mettere in serio pericolo il lavoratore e i suoi colleghi.

Il giudizio di idoneità rilasciato dal medico del lavoro è quindi un elemento essenziale del sistema di prevenzione e rappresenta un’ulteriore garanzia per la sicurezza di chi opera in altezza. 

In questo modo, si completa il cerchio della prevenzione, proteggendo il lavoratore sia con i giusti strumenti tecnici che con un’attenta valutazione della sua salute.

Quali DPI sono obbligatori per prevenire i rischi lavori in quota?

Per garantire la sicurezza lavori in quota, il D.lgs 81/08 richiede l’uso di specifici DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), oltre alle misure di protezione collettiva. La scelta e l’uso di questi dispositivi dipendono dalla valutazione specifica del rischio di caduta dall’alto, ma un sistema standard di protezione anticaduta include i seguenti elementi.

Componenti del Sistema Anticaduta
  1. Imbracatura di sicurezza: È il principale DPI anticaduta. Serve a distribuire la forza dell’impatto in caso di caduta su diverse parti del corpo, riducendo il rischio di lesioni gravi. Deve essere omologata secondo le normative europee (es. EN 361) e adatta alla corporatura del lavoratore.
  2. Sistema di collegamento: Include cordini anticaduta, connettori e assorbitori di energia. I cordini possono essere a lunghezza fissa o retrattili, e la loro funzione è quella di collegare l’imbracatura a un punto di ancoraggio. L’assorbitore di energia riduce l’impatto sul corpo in caso di caduta.
  3. Punto di ancoraggio: Sebbene non sia un DPI, l’ancoraggio è un elemento cruciale del sistema di protezione. Deve essere un punto strutturale sicuro e certificato, in grado di sopportare la forza generata dalla caduta.

Oltre al sistema anticaduta principale, altri DPI possono essere obbligatori a seconda dell’attività e dell’ambiente:

  • Casco di protezione: Essenziale per proteggere la testa sia in caso di caduta che dal rischio di caduta di oggetti dall’alto.
  • Guanti da lavoro: Offrono protezione contro tagli, abrasioni e per una presa sicura.
  • Calzature antinfortunistiche: Con suola antiscivolo per garantire stabilità.

Mentre i DPI proteggono il lavoratore in caso di infortunio, la medicina del lavoro agisce sulla prevenzione. 

La sorveglianza sanitaria, gestita dal medico del lavoro (o medico competente), verifica l’idoneità fisica del lavoratore a svolgere i lavori in quota

Questo è un aspetto critico, poiché anche i migliori DPI per il rischio lavori in quota non possono proteggere un lavoratore che ha un malore o perde l’equilibrio a causa di una patologia non diagnosticata. Il medico competente assicura che il lavoratore sia fisicamente in grado di operare in sicurezza, integrando la protezione fornita dai DPI.

Rischio Lavori in quota: Un operaio con la tuta da lavoro arancione su una piattaforma aerea (PLE) mentre esegue un intervento di manutenzione su una linea elettrica. La foto è scattata da un'angolazione insolita per enfatizzare l'altezza e il senso di rischio.

Il rischio lavori in quota prevede una formazione sulla sicurezza?

La formazione sulla sicurezza per i lavori in quota non è una semplice raccomandazione, ma un requisito legale tassativo, stabilito dall’articolo 37 del D.lgs 81/08

L’obiettivo è duplice: da un lato, adempiere a un obbligo di legge, dall’altro, dotare i lavoratori delle conoscenze e delle competenze pratiche necessarie per operare in sicurezza.

La durata di un corso di sicurezza per il lavoro in quota varia a seconda del programma e della specifica attività, ma la formazione di base ha una durata standard di 8 ore, suddivise tra una parte teorica e una pratica.

Generalmente, un corso lavori in quota completo è strutturato in questo modo:

  • Parte Teorica (4 ore): In questa sezione si affrontano gli argomenti fondamentali, come la normativa del D.lgs 81/08 relativa al rischio lavori in quota, l’analisi del rischio di caduta dall’alto, e la teoria dietro l’uso e l’ispezione dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), come imbracature di sicurezza e cordini anticaduta.
  • Parte Pratica (4 ore): Questa è la parte più importante per la sicurezza lavori in quota. I partecipanti mettono in pratica le conoscenze acquisite, imparando a indossare correttamente i DPI lavori in quota, a scegliere i punti di ancoraggio e a gestire le procedure di emergenza.

È importante sottolineare che la formazione iniziale non è sufficiente per tutta la vita lavorativa. 

Per mantenere l’attestato valido, è previsto un aggiornamento obbligatorio ogni 5 anni, la cui durata è solitamente di 4 ore.

Inoltre, per attività più complesse come i lavori su fune, la formazione richiesta è più estesa e può arrivare a 28 ore, come specificato nell’Allegato XXI del D.lgs 81/08

Parte Teorica: Le Basi della Sicurezza

La sezione teorica del corso lavori in quota fornisce la conoscenza fondamentale per comprendere e gestire i pericoli. Gli argomenti principali includono:

  • Conoscenza della Normativa: I lavoratori apprendono le basi legali che regolano la sicurezza sul lavoro e, in particolare, il rischio di caduta dall’alto, compresi i diritti e i doveri di datori di lavoro e dipendenti.
  • Identificazione del Rischio: Si impara a riconoscere le situazioni di pericolo, come la scelta errata di un punto di ancoraggio, l’usura di un DPI anticaduta o la presenza di condizioni meteo avverse che possono aumentare il rischio lavori in quota.
  • Classificazione dei DPI: Vengono illustrati i diversi tipi di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) anticaduta e i DPI lavori in quota, come imbracature di sicurezza, cordini anticaduta, caschi e connettori. Si spiega la loro funzione e il loro corretto utilizzo.
Parte Pratica: Applicazione delle Conoscenze

Questa sezione è cruciale per la formazione e la sicurezza per prevenire i rischio lavori in quota. I partecipanti si esercitano in situazioni reali e apprendono a:

  • Corretto Utilizzo dei DPI: I partecipanti si esercitano a indossare correttamente l’imbracatura di sicurezza, a regolare i cordini anticaduta e a usare i sistemi di collegamento e gli assorbitori di energia. Vengono anche istruiti sulle procedure di ispezione quotidiana dei propri DPI per prevenire il rischio lavori in quota per verificarne l’integrità prima di ogni utilizzo..
  • Scegliere l’Ancoraggio Corretto: Si impara a identificare e utilizzare punti di ancoraggio stabili, verificando l’integrità strutturale.
  • Procedure di Emergenza: Si affronta il tema del salvataggio. Un lavoratore infortunato, sospeso dopo una caduta, rischia la “sindrome da sospensione inerte”. Per questo motivo, la formazione sulla sicurezza include l’addestramento alle procedure di salvataggio rapide ed efficaci, anche in autonomia se necessario.

Simulazioni Pratiche: Vengono svolte esercitazioni su strutture come ponteggi o scale, per mettere in pratica le tecniche apprese in un ambiente controllato.

Quali sono i lavori edili considerati in quota?

I lavori edili considerati in quota sono tutte quelle attività che, per loro natura, espongono il lavoratore al rischio di caduta dall’alto da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile. 

Questa definizione è il fondamento normativo del D.lgs 81/08 per la sicurezza lavori in quota.

Nel settore edile, il rischio lavori in quota è onnipresente e riguarda numerose mansioni. Ecco le principali:

  • Montaggio e Smontaggio di Ponteggi: L’installazione e la rimozione di ponteggi sono attività intrinsecamente ad alto rischio, che richiedono l’uso di DPI anticaduta e una formazione specifica.
  • Lavori su Tetti e Coperture: Interventi di costruzione, riparazione o manutenzione su tetti, coperture e abbaini. La presenza di superfici inclinate e scivolose aumenta notevolmente il rischio caduta dall’alto.
  • Utilizzo di Piattaforme Aeree (PLE) e Cestelli Elevatori: Lavori di installazione o manutenzione su facciate, che richiedono l’uso di macchinari per raggiungere altezze elevate.
  • Lavori di Demolizione: La demolizione di strutture in elevazione, come camini, edifici o parti di essi, espone i lavoratori a rischi sia di caduta che di crollo.

Lavori su Scale e Passerelle Sospese: Anche attività di ispezione o verniciatura, che avvengono su strutture temporanee come scale aeree o passerelle, rientrano nella categoria dei lavori in quota.

Cosa si intende per sindrome da sospensione inerte?

La sindrome da sospensione inerte, conosciuta anche come “sindrome da sospensione da imbracatura”, è una condizione medica grave e potenzialmente fatale che può verificarsi a seguito di una caduta dall’alto quando un lavoratore rimane sospeso in un’imbracatura di sicurezza per un periodo prolungato.

Quando una persona rimane appesa in un’imbracatura senza poter muoversi, la pressione esercitata dalle cinghie sulle vene femorali e inguinali può ostacolare il ritorno del sangue venoso verso il cuore. Questo fenomeno causa una stasi sanguigna negli arti inferiori.

Il corpo risponde con una serie di reazioni fisiologiche negative:

  1. Riduzione della circolazione: Il sangue non fluisce correttamente, causando accumulo di tossine e una riduzione dell’ossigenazione degli organi vitali.
  2. Shock ortostatico: Quando il lavoratore viene finalmente calato a terra, il sangue accumulato negli arti inferiori può tornare improvvisamente al cuore. Questo flusso rapido può sovraccaricare il cuore e portare a un’ipotensione acuta, con conseguenze fatali.
  3. Danni agli organi: La mancanza di ossigeno e l’accumulo di tossine possono causare danni permanenti a reni e cervello.

Questa sindrome è un’emergenza assoluta e richiede un intervento di salvataggio immediato, come spiegato durante un corso lavori in quota.

Conclusioni: Rischio lavori in quota

In conclusione, la gestione del rischio lavori in quota non è un semplice adempimento burocratico, ma un sistema di prevenzione integrato che coinvolge vari aspetti per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

La definizione normativa, stabilita dal D.lgs 81/08, chiarisce che il vero rischio non è l’altezza in sé, ma il pericolo di caduta dall’alto da una quota superiore ai due metri. 

Per questo motivo, la sicurezza dei lavori in quota si basa su pilastri essenziali:

  • Valutazione dei Rischi: Un’attenta analisi per identificare i pericoli e pianificare le misure preventive.
  • Formazione: Un corso lavori in quota certificato è obbligatorio per dotare i lavoratori delle competenze teoriche e pratiche necessarie a usare correttamente i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) anticaduta e a gestire le emergenze.
  • Sorveglianza Sanitaria: La medicina del lavoro e il medico competente giocano un ruolo cruciale, verificando l’idoneità fisica del lavoratore e prevenendo rischi legati a condizioni mediche preesistenti, come vertigini o epilessia.

Ogni elemento, dai DPI lavori in quota come le imbracature di sicurezza alla formazione e alle visite del medico del lavoro, contribuisce a creare un ambiente lavorativo più sicuro. Ignorare anche uno solo di questi aspetti può mettere a serio rischio la vita dei lavoratori.


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