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RLS – RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA: 10 COSE CHE DEVI SAPERE – Novità ottobre 2025

Aggiornato il 04/11/2026
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS: Un RLS che, con un volto serio e professionale, esamina un documento sulla valutazione dei rischi mentre si trova in un'area di produzione .

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS: Diritti, strumenti pratici e limiti del RLS: come viene eletto, cosa può chiedere al datore di lavoro, quanta formazione serve e quali responsabilità rischia davvero.


Quando entriamo in un’azienda per il primo sopralluogo, una delle prime domande che facciamo è: «Chi è il vostro RLS?». A volte la risposta arriva subito, con il nome di una persona che conosce reparti, macchine e lamentele dei colleghi.

Altre volte scopriamo che l’RLS esiste solo sulla carta, eletto anni fa e mai più coinvolto. Nella nostra esperienza di medici del lavoro, questa differenza si riflette quasi sempre nella qualità della prevenzione.

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è la voce dei lavoratori dentro il sistema di prevenzione aziendale disegnato dal D.Lgs. 81/2008. Non è un tecnico, né un ispettore: è un lavoratore con diritti precisi di accesso, informazione e consultazione.

E di questa voce c'è bisogno: secondo la Relazione annuale INAIL 2025 le denunce di malattia professionale sono state 98.312, in crescita dell'11,3% sul 2024 e al livello più alto degli ultimi 26 anni, mentre le denunce di infortunio sono state circa 600.000.

Chi è l’RLS e come viene eletto o designato

Il punto di partenza è l‘art. 47 del D.Lgs. 81/2008: in ogni azienda o unità produttiva è eletto o designato l’RLS.

Le regole cambiano con le dimensioni:

  • fino a 15 lavoratori: il rappresentante è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure individuato per più aziende a livello territoriale o di comparto;
  • oltre 15 lavoratori: è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda; in loro assenza, è eletto dai lavoratori al loro interno;
  • numero minimo: uno fino a 200 lavoratori, tre da 201 a 1.000, sei oltre 1.000, salvo diversa previsione della contrattazione collettiva.

Ma una domanda fondamentale è: chi “nomina” l’RLS.

Non è il datore di lavoro: l’elezione è un diritto dei lavoratori e la legge non sanziona il datore se nessuno viene eletto. In quel caso, come prevede l’art. 47 comma 8, operano i rappresentanti territoriali.

Il datore ha però un obbligo preciso, fissato dall’art. 18, comma 1, lettera aa): comunicare all’INAIL il nominativo del rappresentante neoeletto o designato, tramite il servizio telematico “Dichiarazione RLS“.

Secondo la prassi ricostruita da Dottrina per il Lavoro sulle circolari INAIL 11/2009 e 43/2009, la scadenza è il 31 marzo dell’anno successivo, e non serve ripetere la comunicazione se viene confermata la stessa persona.

L’omissione comporta una sanzione amministrativa prevista dall’art. 55 (importo base 50-300 euro, rivalutato periodicamente). Il quadro completo degli adempimenti è nella nostra guida sugli obblighi del datore di lavoro in medicina del lavoro.

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS: Un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) in un cantiere edile, con casco e giubbotto ad alta visibilità, che parla con un operaio mostrando un documento sulla sicurezza

Cosa può fare in concreto un RLS: i diritti dell’art. 50

Il cuore della figura è l’art. 50 del D.Lgs. 81/2008, che attribuisce al RLS prerogative più ampie di quanto molti datori di lavoro immaginino. In particolare, il rappresentante:

  • accede ai luoghi di lavoro;
  • è consultato in modo preventivo e tempestivo sulla valutazione dei rischi e sulla designazione di RSPP, addetti alle emergenze e medico competente;
  • riceve informazioni e documentazione su rischi e misure di prevenzione;
  • formula proposte e partecipa alla riunione periodica;
  • può fare ricorso alle autorità competenti se ritiene le misure adottate non idonee a tutelare salute e sicurezza.

Il comma 4 aggiunge un diritto che genera spesso attriti: l’RLS può ricevere copia del Documento di Valutazione dei Rischi, da consultare solo in azienda. Ne parliamo nella guida al Documento di Valutazione dei Rischi; il nostro consiglio operativo è semplice: consegnarlo a chi lo chiede è un obbligo, non una concessione, e coinvolgerlo prima dell’aggiornamento evita contestazioni dopo.

Vale anche per la valutazione dello stress lavoro-correlato, dove la consultazione dei lavoratori è parte del metodo. Negli appalti, infine, il comma 5 prevede la consegna del DUVRI ai rappresentanti di committente e appaltatori.

C’è poi il rapporto con noi medici competenti. Come Medicolavoro.org ha già illustrato nell’articolo sul Medico Competente aziendale, l’RLS va consultato sulla nomina del medico; partecipa inoltre alla riunione periodica e, nelle unità produttive fino a 15 lavoratori, può chiederne la convocazione; nella nostra pratica è un interlocutore prezioso durante il sopralluogo dei luoghi di lavoro.

Un limite va chiarito subito: dalla sorveglianza sanitaria l’RLS, come il datore di lavoro, riceve solo risultati anonimi e collettivi, mai le cartelle sanitarie individuali, coperte dal segreto professionale.

Abbiamo approfondito questo confine in privacy e medicina del lavoro; del resto, l’art. 50 comma 6 impone allo stesso rappresentante la riservatezza su dati e segreto industriale.

Quanto queste prerogative vengano esercitate davvero è un’altra questione.

L’Inchiesta-RLS, indagine campionaria pubblicata dall’INAIL nel luglio 2026 e coordinata dal Politecnico di Milano, offre le prime evidenze: il 38% dei RLS aziendali intervistati opera in contesti “bloccati”, a bassa maturità della prevenzione, mentre il 36% lavora in sistemi “virtuosi”, ad alta maturità e partecipazione.

Coincide con quanto osserviamo sul campo: lo stesso diritto vale molto o quasi nulla a seconda della cultura aziendale.

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS: Primo piano di un RLS che parla con un medico competente in un ufficio, con un laptop aperto che mostra un report di sorveglianza sanitaria .

RLS, RLST e RLSSP: tre figure per contesti diversi

Accanto al rappresentante aziendale, la legge prevede altre due figure:

  • RLST, rappresentante territoriale (art. 48): esercita le competenze per le aziende del territorio o del comparto prive di un proprio RLS, con modalità definite dagli accordi collettivi nazionali; deve seguire almeno 64 ore di formazione iniziale entro tre mesi dalla nomina e 8 ore di aggiornamento annuo;
  • RLSSP, rappresentante di sito produttivo (art. 49): opera in porti, centri intermodali, impianti siderurgici, cantieri superiori a 30.000 uomini-giorno e contesti complessi con interferenze e oltre 500 lavoratori in media, ed è individuato tra gli RLS delle aziende del sito.

L’Inchiesta-RLS dell’INAIL fotografa bene il peso della rappresentanza territoriale: secondo cui dei 174 RLST intervistati circa il 60% opera in imprese artigiane e il 38,5% in edilizia. Nelle piccole imprese l’RLS territoriale è una risorsa che vediamo ancora sottovalutata.

Formazione, permessi e durata del mandato del RLS

L’art. 37, commi 10 e 11, del D.Lgs. 81/2008 riconosce al RLS una formazione particolare: un corso iniziale di 32 ore, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda, e un aggiornamento annuale che prevede:

  • 4 ore nelle imprese da 15 a 50 lavoratori;
  • 8 ore nelle imprese con più di 50 lavoratori;
  • modalità definite dalla contrattazione collettiva nazionale nelle imprese con meno di 15 lavoratori.

Quest’ultima voce è una novità: l’aggiornamento anche sotto i 15 lavoratori è stato introdotto dall’art. 5 del D.L. 159/2025, convertito dalla L. 198/2025, che rinvia ai contratti collettivi nazionali nel rispetto del principio di proporzionalità, tenendo conto di dimensione e livello di rischio.

La legge non fissa quindi un monte ore: chi parla di “4 ore obbligatorie” per le microimprese anticipa ciò che spetta al CCNL.

Abbiamo analizzato il provvedimento nel nostro articolo sul Decreto Sicurezza sul Lavoro 2026; per la formazione in generale rimandiamo al Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, ricordando che quella del rappresentante resta disciplinata dall’art. 37.

Su permessi e compenso il D.Lgs. 81/2008 è essenziale: non prevede un’indennità specifica, ma garantisce (art. 50) il tempo necessario all’incarico senza perdita di retribuzione, affidando il monte ore alla contrattazione. Nella prassi, si trovano spesso 12 ore annue fino a 5 dipendenti, 30 da 6 a 15 e 40 oltre 15, ma diversi CCNL prevedono valori differenti: va sempre verificato il proprio contratto.

Anche il mandato di tre anni, spesso dato per scontato, non è scritto nel D.Lgs. 81/2008: con l’Interpello n. 16/2014 il Ministero del Lavoro ha chiarito che non esiste una scadenza legale e che, scaduto il mandato contrattuale, l’RLS resta operativo fino alla nuova elezione. Il triennio è una prassi da verificare nel proprio CCNL.

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS: Un operaio che indossa guanti e occhiali di protezione mentre lavora, con un RLS sullo sfondo che osserva attentamente l'operazione in un'officina meccanica .

Incompatibilità, tutele e responsabilità: i limiti del RLS

L’unica incompatibilità espressa è quella dell’art. 50 comma 7: l’RLS non può essere RSPP né addetto al servizio di prevenzione e protezione. Abbiamo dedicato una guida al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Per logica e per prassi, sconsigliamo anche di eleggere il datore di lavoro, un dirigente o un preposto: chi dirige e vigila non può rappresentare con serenità chi viene diretto e vigilato.

Sul fronte delle tutele, l’art. 50 vieta che il rappresentante subisca pregiudizi per la propria attività e gli riconosce le tutele delle rappresentanze sindacali.

Con la Circolare n. 23/2023, inoltre, l’INAIL ha chiarito che gli infortuni del RLS nell’esercizio delle funzioni sono tutelati come infortuni in occasione di lavoro.

Per il quadro generale rimandiamo alla guida sull’infortunio sul lavoro.

Infine la responsabilità, dove serve prudenza. L’RLS non è un garante della sicurezza come datore di lavoro, dirigente e preposto, ma non è immune per le proprie condotte omissive: con la sentenza n. 38914/2023 la Cassazione penale (Sez. IV), come ricostruito dal Bollettino ADAPT, ha ritenuto responsabile di omicidio colposo in cooperazione colposa anche un rappresentante, in un caso di lavoratore adibito a mansioni diverse senza formazione.

Il contesto era particolare, ma il messaggio è chiaro: segnalare per iscritto, partecipare attivamente alla riunione periodica e, se serve, ricorrere alle autorità competenti sono strumenti di tutela, non gesti di ostilità. Su cosa accade quando interviene la vigilanza rimandiamo all’articolo sull’ispezione sul lavoro.

FAQ

L’RLS è obbligatorio in tutte le aziende?

La legge prevede che in ogni azienda o unità produttiva sia eletto o designato un RLS, ma l’elezione è un diritto dei lavoratori: se non lo eleggono, il datore non è sanzionato e le funzioni sono svolte dal rappresentante territoriale (RLST).

L’RLS viene pagato di più?

Il D.Lgs. 81/2008 non prevede un’indennità specifica: garantisce il tempo necessario all’incarico senza perdita di retribuzione. Il monte ore di permessi è fissato dalla contrattazione collettiva, quindi va verificato nel proprio CCNL.

Quanto dura il mandato del RLS?

La legge non fissa una durata: il triennio deriva dalla contrattazione collettiva. Secondo l’Interpello n. 16/2014 del Ministero del Lavoro, alla scadenza l’RLS continua a operare fino alla nuova elezione.

L’RLS può vedere le cartelle sanitarie dei colleghi?

No. Dalla sorveglianza sanitaria riceve solo risultati anonimi e collettivi; le cartelle individuali restano coperte dal segreto professionale del medico competente.

Le imprese con meno di 15 lavoratori devono aggiornare l’RLS?

Sì: il D.L. 159/2025, convertito dalla L. 198/2025, ha esteso l’obbligo di aggiornamento anche a queste imprese, demandandone le modalità alla contrattazione collettiva nazionale. La legge non fissa un numero di ore.

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