Agricoltura, Edilizia e Trasporti, i settori più a rischio vibrazioni, ma seguendo un’adeguata sorveglianza sanitaria è possibile prevenire i danni al lavoratore.
Il rischio vibrazioni meccaniche è un nemico silenzioso ma pericoloso per chi lavora a contatto con macchinari vibranti o mezzi di trasporto pesanti.
Che si tratti di vibrazioni mano-braccio o vibrazioni corpo intero, l’esposizione alle vibrazioni può causare gravi danni alla salute, come patologie muscolo-scheletriche, sindrome di Raynaud e disturbi alla colonna vertebrale.
Vedremo come valutare correttamente il rischio vibrazioni, quali sono i limiti di esposizione previsti dal D.Lgs 81/2008 e quali misure adottare per ridurre il rischio.
Indice:
COS’È IL RISCHIO VIBRAZIONI?
QUALI SONO LE TIPOLOGIE DI RISCHIO VIBRAZIONI?
QUALI SONO I VALORI DI RISCHIO PER LE VIBRAZIONI?
CHI DEVE VALUTARE IL RISCHIO VIBRAZIONI?
QUANDO È OBBLIGATORIA LA SORVEGLIANZA SANITARIA PER LE VIBRAZIONI?
QUALI SONO I DANNI DA VIBRAZIONI AL CORPO INTERO?
VIBRAZIONI: IN QUALE RANGE DI FREQUENZA DIVENTANO DANNOSE?
QUAL È LA DIFFERENZA TRA VIBRAZIONI E FREQUENZE?
QUALI MANSIONI SONO PIÙ SOGGETTI A RISCHI VIBRAZIONI?
COME RIDURRE L'ESPOSIZIONE ALLE VIBRAZIONI SUL LAVORO?
CONCLUSIONI: RISCHIO VIBRAZIONI SUL LAVORO
Cos’è il rischio vibrazioni?
Il rischio vibrazioni è uno dei principali fattori di rischio presenti in molti settori lavorativi, soprattutto in quelli che prevedono l’utilizzo di macchinari o mezzi di trasporto.
Cos’è esattamente il rischio vibrazioni? Si tratta dell’esposizione del lavoratore a vibrazioni meccaniche, che possono essere trasmesse al corpo umano attraverso due modalità principali:
- vibrazioni mano-braccio: si verificano quando un lavoratore utilizza utensili manuali vibranti, come martelli pneumatici o smerigliatrici
- vibrazioni corpo intero: interessano chi guida veicoli o macchinari pesanti, come trattori, escavatori o camion
Entrambe le tipologie possono causare gravi effetti delle vibrazioni sul corpo umano, tra cui patologie muscoloscheletriche, sindrome di Raynaud (mani bianche) e disturbi della colonna vertebrale.
Secondo il D.Lgs 81/2008, il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare e gestire il rischio vibrazioni per garantire la sicurezza dei dipendenti.
Questo include la valutazione del rischio vibrazioni, l’adozione di misure di prevenzione rischio vibrazioni e, se necessario, l’attivazione della sorveglianza sanitaria tramite il medico competente.

Quali sono le tipologie di rischio vibrazioni?
Come abbiamo visto nel capitolo precedente, il rischio vibrazioni si manifesta in due principali tipologie, ciascuna con caratteristiche specifiche e conseguenze diverse per la salute dei lavoratori.
Conoscere queste tipologie è fondamentale per una corretta valutazione del rischio vibrazioni e per implementare efficaci misure di prevenzione rischio vibrazioni.
1. Vibrazioni mano-braccio
Le vibrazioni mano-braccio si verificano quando un lavoratore utilizza utensili manuali vibranti, come trapani, smerigliatrici, martelli pneumatici o motoseghe.
Queste vibrazioni vengono trasmesse direttamente alle mani e alle braccia, causando possibili danni a muscoli, nervi e articolazioni.
Tra gli effetti delle vibrazioni sul corpo umano, le patologie più comuni includono la sindrome di Raynaud (nota anche come “mani bianche”), disturbi neurologici e dolori cronici alle articolazioni.
2. Vibrazioni corpo intero
Le vibrazioni corpo intero interessano invece tutto il corpo del lavoratore e si verificano principalmente durante la guida di veicoli o macchinari pesanti, come trattori agricoli, escavatori, camion o mezzi industriali.
Queste vibrazioni possono provocare problemi alla colonna vertebrale, disturbi muscoloscheletrici e affaticamento generale.
L’esposizione a vibrazioni corpo intero è particolarmente critica nei settori di:
- agricoltura
- edilizia
- trasporti
Per ridurre il rischio vibrazioni sul lavoro, è importante scegliere attrezzature progettate per minimizzare le oscillazioni meccaniche, programmare pause regolari e utilizzare strumenti di misurazione avanzati per monitorare l’esposizione vibrazioni.

Quali sono i valori di rischio per le vibrazioni?
Per garantire la sicurezza dei lavoratori esposti a vibrazioni meccaniche, è fondamentale conoscere i valori di rischio per le vibrazioni stabiliti dalla normativa vigente. Questi valori definiscono i limiti massimi di esposizione alle vibrazioni e rappresentano una guida essenziale per la valutazione del rischio vibrazioni e la sua corretta gestione.
Secondo il D.Lgs 81/2008, i valori di rischio per le vibrazioni sono suddivisi in due categorie:
Vibrazioni Mano-Braccio
- Valore d’azione giornaliero: 2,5 m/s² (misurato come accelerazione equivalente ponderata in frequenza).
- Limite di esposizione giornaliero: 5 m/s².
Superare questi valori indica un’elevata probabilità di insorgenza di patologie come la sindrome di Raynaud o danni muscolo-scheletrici alle mani e alle braccia.
Vibrazioni Corpo Intero
- Valore d’azione giornaliero: 0,5 m/s².
- Limite di esposizione giornaliero: 1,15 m/s².
L’esposizione a vibrazioni corpo intero oltre questi limiti può causare problemi alla colonna vertebrale, disturbi muscolari e affaticamento generale.
Cosa fare se si superano i valori di rischio?
Se i livelli di esposizione alle vibrazioni superano i valori d’azione, il datore di lavoro deve intervenire immediatamente per ridurre il rischio. Le azioni includono:
- La sostituzione di attrezzature con modelli meno vibranti.
- L’utilizzo di DPI antivibrazione per proteggere i lavoratori.
- La formazione del personale sui rischi associati alle vibrazioni.
- L’attivazione della sorveglianza sanitaria vibrazioni tramite il medico competente.
Se si superano i limiti di esposizione vibrazioni, l’esposizione deve essere interrotta fino a quando non vengono adottate misure correttive efficaci.

Chi deve valutare il rischio vibrazioni?
La valutazione del rischio vibrazioni è un obbligo normativo fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori esposti a vibrazioni meccaniche.
Ma chi ha la responsabilità di effettuare questa valutazione?
Secondo il D.Lgs 81/2008, il datore di lavoro è il principale responsabile della gestione del rischio vibrazioni sul lavoro.
Il ruolo del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha l’obbligo di:
- Identificare le attività lavorative che comportano l’esposizione a vibrazioni, come l’utilizzo di macchinari vibranti o la guida di veicoli pesanti.
- Effettuare una corretta valutazione del rischio vibrazioni, considerando sia le vibrazioni mano-braccio che le vibrazioni corpo intero.
- Adottare misure preventive per ridurre l’esposizione alle vibrazioni e garantire il rispetto dei limiti di esposizione vibrazioni previsti dalla normativa.
Supporto del medico competente
Nel caso in cui i livelli di esposizione alle vibrazioni superino i valori d’azione previsti dal D.Lgs 81/2008, il datore di lavoro deve avvalersi del medico competente per attivare la sorveglianza sanitaria vibrazioni. Il medico competente ha il compito di monitorare lo stato di salute dei lavoratori e individuare eventuali patologie correlate, come disturbi muscolo-scheletrici o la sindrome di Raynaud.
Ruolo del responsabile della sicurezza
In alcune aziende, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) o un consulente esterno specializzato può supportare il datore di lavoro nella valutazione del rischio vibrazioni. Questi professionisti utilizzano strumenti di misurazione vibrazioni per calcolare i livelli di esposizione e redigono relazioni dettagliate per documentare i risultati.
Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria per le vibrazioni?
La sorveglianza sanitaria vibrazioni è un elemento fondamentale per proteggere i lavoratori esposti a vibrazioni meccaniche, garantendo il monitoraggio della loro salute e prevenendo malattie professionali. Ma quando diventa obbligatoria questa misura di sicurezza? Secondo il D.Lgs 81/2008, la sorveglianza sanitaria è richiesta in specifiche situazioni legate all’esposizione alle vibrazioni.
Quando si attiva la sorveglianza sanitaria?
La sorveglianza sanitaria vibrazioni è obbligatoria nei seguenti casi:
Superamento dei valori d’azione
Quando i livelli di esposizione alle vibrazioni superano i valori d’azione giornalieri previsti dalla normativa:
- Per le vibrazioni mano-braccio: 2,5 m/s².
- Per le vibrazioni corpo intero: 0,5 m/s².
In questi casi, il datore di lavoro deve avviare la sorveglianza sanitaria tramite il medico competente, che valuterà lo stato di salute dei lavoratori e monitorerà eventuali segni di patologie correlate, come la sindrome di Raynaud o disturbi muscolo-scheletrici.
Superamento dei limiti di esposizione
Se i livelli di esposizione alle vibrazioni superano i limiti di esposizione giornalieri (5 m/s² per le vibrazioni mano-braccio e 1,15 m/s² per le vibrazioni corpo intero), l’esposizione deve essere immediatamente interrotta fino a quando non vengono adottate misure correttive.
Inoltre, la sorveglianza sanitaria diventa obbligatoria per tutti i lavoratori coinvolti.
Richiesta del lavoratore
Anche su richiesta del lavoratore, il medico competente può attivare la sorveglianza sanitaria se vi sono motivi ragionevoli per ritenere che l’esposizione alle vibrazioni possa compromettere la sua salute.
La sorveglianza sanitaria prevede:
- Visite mediche periodiche per monitorare lo stato di salute del lavoratore.
- Esami specifici per individuare eventuali patologie causate dalle vibrazioni meccaniche, come problemi neurologici, muscolari o vascolari.
- Consigli personalizzati per ridurre il rischio vibrazioni sul lavoro e migliorare il benessere del lavoratore.
Il Medico Competente ha il compito di valutare i risultati delle visite mediche e fornire raccomandazioni al datore di lavoro per migliorare le condizioni di lavoro. In caso di rischi elevati, il medico può suggerire l’utilizzo di DPI antivibrazione o la riduzione del tempo di esposizione alle vibrazioni.

Quali sono i danni da rischio vibrazioni al corpo intero?
Le vibrazioni corpo intero rappresentano uno dei principali fattori di rischio vibrazioni sul lavoro, soprattutto per i lavoratori che guidano veicoli o utilizzano macchinari pesanti, come trattori, escavatori o camion. Ma quali sono i danni da vibrazioni al corpo intero e come possono influenzare la salute dei lavoratori?
Principali effetti delle vibrazioni corpo intero
L’esposizione a vibrazioni corpo intero può causare una serie di problemi fisici, che variano in base all’intensità, alla durata dell’esposizione e alle condizioni individuali del lavoratore. Tra i danni da vibrazioni al corpo intero, i più comuni includono:
Problemi alla colonna vertebrale
Le vibrazioni trasmesse attraverso il sedile o la superficie di appoggio possono provocare disturbi alla colonna vertebrale, come lombalgie, ernie discali e degenerazioni articolari. Questi problemi sono particolarmente frequenti nei conducenti di mezzi pesanti e operatori di macchinari industriali.
Disturbi muscoloscheletrici
L’esposizione prolungata alle vibrazioni può causare affaticamento muscolare, rigidità articolare e dolori cronici. Questi sintomi possono compromettere la mobilità e la capacità di svolgere attività quotidiane.
Affaticamento generale
Le vibrazioni corpo intero possono aumentare lo stress fisico e mentale, causando stanchezza e riducendo la concentrazione. Questo può portare a un maggior rischio di incidenti sul lavoro.
Problemi digestivi e circolatori
In alcuni casi, l’esposizione prolungata alle vibrazioni può influenzare il sistema digestivo e circolatorio, causando disturbi come nausea, mal di testa e alterazioni della pressione sanguigna.
Fattori che aggravano i danni
I danni da vibrazioni al corpo intero possono essere aggravati da:
- L’utilizzo di sedili non ergonomici o mal progettati.
- La mancanza di pause regolari durante l’esposizione.
- L’assenza di dispositivi di protezione, come DPI antivibrazione.
Come prevenire i danni da vibrazioni?
Per ridurre il rischio vibrazioni e prevenire i danni al corpo intero, è fondamentale:
- Utilizzare macchinari e veicoli progettati per minimizzare le vibrazioni.
- Installare sistemi di ammortizzazione sui sedili e sulle cabine.
- Rispettare i limiti di esposizione vibrazioni stabiliti dal D.Lgs 81/2008.
- Attivare la sorveglianza sanitaria vibrazioni per monitorare lo stato di salute dei lavoratori.
Vibrazioni: in quale range di frequenza diventano dannose?
Le vibrazioni meccaniche possono rappresentare un serio rischio vibrazioni sul lavoro, soprattutto quando si manifestano in determinati range di frequenza. Ma in quale range le frequenze delle vibrazioni diventano dannose per il corpo umano? La risposta dipende dal tipo di esposizione: vibrazioni mano-braccio o vibrazioni corpo intero.
Range Dannoso per le Vibrazioni Mano-Braccio
Per le vibrazioni mano-braccio, le frequenze più dannose si trovano generalmente nell’intervallo di 6,3 – 1.250 Hz. Questo range è particolarmente critico perché:
- Coincide con le frequenze naturali delle mani e delle braccia, aumentando il rischio di risonanza.
- Può causare patologie come la sindrome di Raynaud (mani bianche), lesioni muscolo-scheletriche e disturbi neurologici.
Queste frequenze sono tipicamente generate da utensili manuali vibranti, come trapani, smerigliatrici o martelli pneumatici.
Range Dannoso per le Vibrazioni Corpo Intero
Per le vibrazioni corpo intero, le frequenze più dannose si collocano nell’intervallo di 0,5 – 80 Hz. In questo range:
- Le vibrazioni possono causare danni alla colonna vertebrale, problemi muscoloscheletrici e affaticamento generale.
- Le frequenze tra 4 – 8 Hz sono particolarmente pericolose, poiché corrispondono alle frequenze naturali del corpo umano, aumentando il rischio di risonanza e amplificando gli effetti negativi.
Queste vibrazioni sono tipicamente associate alla guida di veicoli pesanti, trattori, escavatori o camion.

Come Misurare e Valutare le Frequenze Dannose
Per determinare se le frequenze delle vibrazioni rientrano nei range dannosi, è necessario utilizzare strumenti di misurazione vibrazioni specifici, come accelerometri e analizzatori di frequenza. Questi strumenti consentono di calcolare l’accelerazione equivalente ponderata in frequenza, un parametro chiave per la valutazione del rischio vibrazioni.
Qual è la differenza tra vibrazioni e frequenze?
Nel contesto del rischio vibrazioni sul lavoro, spesso si parla di vibrazioni meccaniche e delle loro frequenze. Ma qual è esattamente la differenza tra questi due termini? Comprendere questa distinzione è fondamentale per una corretta valutazione del rischio vibrazioni e per implementare efficaci misure di prevenzione.
Cosa sono le vibrazioni?
Le vibrazioni meccaniche sono oscillazioni o movimenti ripetitivi di un oggetto attorno a una posizione di equilibrio. Nel settore lavorativo, queste possono essere trasmesse al corpo umano attraverso:
- Attrezzi manuali vibranti (es. trapani, martelli pneumatici) → vibrazioni mano-braccio.
- Sedili o superfici di appoggio durante la guida di veicoli pesanti (es. trattori, camion) → vibrazioni corpo intero.
Le vibrazioni rappresentano il fenomeno fisico generale e possono variare in intensità, direzione e durata. L’esposizione alle vibrazioni può causare danni alla salute, come disturbi muscolo-scheletrici, patologie neurologiche o problemi alla colonna vertebrale.
Cosa sono le frequenze?
Le frequenze sono una caratteristica specifica delle vibrazioni e indicano il numero di oscillazioni complete che avvengono in un secondo. Si misurano in Hertz (Hz) e determinano quanto velocemente o lentamente avviene il movimento oscillatorio.
- Per le vibrazioni mano-braccio, le frequenze dannose si trovano generalmente nell’intervallo di 6,3 – 1.250 Hz.
- Per le vibrazioni corpo intero, le frequenze critiche sono comprese tra 0,5 – 80 Hz, con particolare attenzione al range di 4 – 8 Hz, che coincide con le frequenze naturali del corpo umano.
Le frequenze influenzano direttamente l’impatto delle vibrazioni sul corpo umano: frequenze più alte tendono a colpire le mani e le braccia, mentre frequenze più basse interessano il corpo intero.
Perché la differenza è importante?
Comprendere la differenza tra vibrazioni e frequenze è essenziale per valutare correttamente i rischi associati. Ad esempio:
- Le vibrazioni definiscono il fenomeno generale e vengono misurate in termini di accelerazione (m/s²).
- Le frequenze aiutano a identificare quali range sono più dannosi per specifiche parti del corpo, consentendo di adottare misure mirate di prevenzione rischio vibrazioni.
Come misurare vibrazioni e frequenze?
Per monitorare sia le vibrazioni che le frequenze, è necessario utilizzare strumenti di misurazione vibrazioni avanzati, come accelerometri e analizzatori di frequenza. Questi strumenti permettono di calcolare l’accelerazione ponderata in frequenza, un parametro chiave per la valutazione del rischio vibrazioni secondo il D.Lgs 81/2008
Quali mansioni sono più soggetti a rischi vibrazioni?
Il rischio vibrazioni sul lavoro è particolarmente rilevante per alcune mansioni che prevedono l’utilizzo di macchinari vibranti o la guida di veicoli pesanti. Ma quali sono le mansioni più soggette a rischi vibrazioni ? Identificarle è fondamentale per una corretta valutazione del rischio vibrazioni e per implementare efficaci misure di prevenzione rischio vibrazioni.
Mansioni con vibrazioni mano-braccio
Le vibrazioni mano-braccio colpiscono principalmente i lavoratori che utilizzano utensili manuali vibranti. Tra le mansioni più esposte:
- Operatori edili: utilizzo di martelli pneumatici, trapani e smerigliatrici.
- Addetti alla manutenzione industriale: impiego di avvitatori, seghe circolari e altre attrezzature vibranti.
- Tagliapietre e scalpellini: uso di strumenti per la lavorazione della pietra.
- Boscaioli: utilizzo di motoseghe e decespugliatori.
Queste attività espongono i lavoratori a frequenze dannose (6,3 – 1.250 Hz), aumentando il rischio di patologie come la sindrome di Raynaud (mani bianche) e disturbi muscolo-scheletrici.

Mansioni con vibrazioni corpo intero
Le vibrazioni corpo intero interessano invece i lavoratori che conducono veicoli o operano su macchinari pesanti. Le mansioni più a rischio includono:
- Conducenti di mezzi pesanti: autisti di camion, autobus e mezzi industriali.
- Operatori agricoli: guida di trattori, mietitrebbiatrici e altre macchine agricole.
- Lavoratori edili: utilizzo di escavatori, pale meccaniche e rulli compressori.
- Operatori di carrelli elevatori: movimentazione di merci in magazzini e stabilimenti.
Queste attività espongono i lavoratori a frequenze comprese tra 0,5 e 80 Hz, con particolare attenzione al range critico di 4 – 8 Hz, che può causare danni alla colonna vertebrale e affaticamento generale.

Settori a maggior rischio vibrazioni
Alcuni settori presentano un’alta incidenza di rischio vibrazioni a causa delle specifiche attività svolte:
- Agricoltura: uso intensivo di macchinari agricoli vibranti.
- Edilizia: lavori di demolizione, perforazione e movimentazione terra.
- Trasporti: guida prolungata di veicoli pesanti su terreni irregolari.
- Industria manifatturiera: utilizzo di macchinari vibranti per la produzione e la manutenzione.
Come ridurre il rischio per queste mansioni?
Per proteggere i lavoratori esposti a rischi vibrazioni, è importante:
- Utilizzare macchinari progettati per ridurre le vibrazioni.
- Fornire DPI antivibrazione, come guanti speciali o sedili ammortizzati.
- Pianificare pause regolari per ridurre l’esposizione alle vibrazioni.
Attivare la sorveglianza sanitaria per monitorare lo stato di salute dei lavoratori.
Come ridurre l’esposizione alle vibrazioni sul lavoro?
Ridurre l’esposizione alle vibrazioni sul lavoro è fondamentale per proteggere la salute dei lavoratori e garantire il rispetto delle normative vibrazioni lavoro previste dal D.Lgs 81/2008 . Ma quali sono le strategie più efficaci per minimizzare il rischio vibrazioni ? Ecco alcune soluzioni pratiche e misure preventive.
Sostituzione di attrezzature obsolete
Uno dei modi migliori per ridurre l’esposizione alle vibrazioni è sostituire macchinari e utensili obsoleti con modelli moderni, progettati per ridurre al minimo le vibrazioni. Ad esempio:
- Utilizzare trapani o smerigliatrici con tecnologie antivibrazione.
- Scegliere trattori agricoli e veicoli industriali dotati di sistemi di ammortizzazione avanzati.
Uso di DPI antivibrazione
I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) antivibrazione sono essenziali per proteggere i lavoratori dalle vibrazioni dannose. Tra i DPI più comuni:
- Guanti antivibrazione per le vibrazioni mano-braccio .
- Sedili ammortizzati per la guida di veicoli pesanti, utili per ridurre le vibrazioni corpo intero .
Riduzione del tempo di esposizione
Limitare il tempo di utilizzo di macchinari vibranti è una strategia chiave per ridurre il rischio vibrazioni :
- Pianificare turni di lavoro alternati per distribuire l’esposizione tra più operatori.
- Introdurre pause regolari per permettere al corpo di recuperare.
Implementare queste misure non solo aiuta a prevenire malattie professionali legate alle vibrazioni, ma garantisce anche il rispetto delle normative vigenti.

Conclusioni: Rischio vibrazioni sul lavoro
Il rischio vibrazioni sul lavoro rappresenta una sfida importante per la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto in settori come l’agricoltura, l’edilizia, i trasporti e l’industria manifatturiera.
Per garantire la protezione dei lavoratori, è fondamentale adottare misure preventive efficaci. Tra queste, spiccano la sostituzione di attrezzature obsolete con modelli progettati per ridurre le vibrazioni, l’utilizzo di DPI antivibrazione, la pianificazione di pause regolari e l’attivazione della sorveglianza sanitaria vibrazioni quando necessario.
Ridurre l’esposizione alle vibrazioni non solo protegge la salute dei lavoratori, ma contribuisce anche al rispetto delle normative vigenti e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Implementare strategie mirate, come l’utilizzo di sedili ammortizzati o la limitazione del tempo di utilizzo di macchinari vibranti, può fare la differenza nel lungo termine.

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