Esonero dal lavoro notturno: guida completa su diritti, patologie ammesse, ruolo del medico competente e procedure per ottenerlo
Il lavoro notturno rappresenta una sfida complessa per l’equilibrio psicofisico e la salute a lungo termine dei lavoratori.
Per questo motivo, la normativa italiana prevede l’esonero dal lavoro notturno per tutelare specifiche categorie di dipendenti e garantire che i turni non aggravino condizioni patologiche preesistenti.
In questo approfondimento di medicina del lavoro, analizzeremo chi ha diritto a essere esentato dai turni di notte, dal ruolo decisivo del medico competente nella sorveglianza sanitaria fino alle tutele specifiche previste dalla Legge 104 per l’assistenza ai disabili e i limiti di età per professioni usuranti come quella degli infermieri.
Comprendere come richiedere l’accertamento dell’inidoneità è fondamentale per proteggere il proprio benessere e assicurare una corretta ricollocazione professionale.
CHI PUÒ ESSERE ESONERATO DAL LAVORO NOTTURNO?
IL LAVORO NOTTURNO PUÒ ESSERE OBBLIGATORIO DOPO I 50 ANNI?
L’ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO PER ASSISTENZA DISABILI È POSSIBILE? (LEGGE 104)
QUALI PATOLOGIE DANNO DIRITTO ALL'ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO?
LIMITE ETÀ PER LAVORO NOTTURNO INFERMIERI
ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO PER ANSIA E DEPRESSIONE
CONCLUSIONI: ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO
Chi può essere esonerato dal lavoro notturno?
Secondo il Decreto Legislativo 66/2003 (attuativo della direttiva europea 93/104/CE), è considerato lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore del proprio turno quotidiano tra le 24:00 e le 5:00, oppure lavora per almeno 80 giorni notturni all’anno.
L’esonero dal lavoro notturno non è automatico, ma scatta in presenza di specifiche condizioni sanitarie accertate attraverso la sorveglianza sanitaria obbligatoria.
Categorie con Diritto all’esonero dal lavoro notturno
1. Lavoratrici in stato di gravidanza
Le donne in gravidanza hanno diritto all’esonero dal lavoro notturno dal momento dell’accertamento dello stato fino al compimento di un anno di vita del bambino, previa presentazione di certificato medico.
L’esonero è totale e non richiede accertamenti del medico del lavoro.
2. Lavoratori con patologie accertate dal medico competente
L’esonero dal lavoro notturno può essere disposto dal medico competente quando, in sede di sorveglianza sanitaria, emergono condizioni patologiche aggravate dal lavoro notturno. Rientrano in questa categoria:
- Patologie cardiovascolari significative
- Disturbi del sonno cronici non compensati
- Patologie metaboliche (es. diabete scompensato)
- Condizioni oncologiche in fase attiva di trattamento
- Gravi disturbi psichiatrici o dell’umore
- Altre patologie riconosciute come incompatibili con il ritmo circadiano alterato
Il medico competente, figura chiave della medicina del lavoro, svolge un ruolo decisivo nell’iter di esonero dal lavoro notturno:
- Visita preventiva e periodica: durante la sorveglianza sanitaria, valuta l’idoneità alla mansione notturna
- Accertamento dell’inidoneità: se riscontra patologie aggravate dal lavoro notturno, emette giudizio di “inidoneità temporanea o permanente alla mansione notturna”
- Proposta di idonea ricollocazione: suggerisce mansioni diurne compatibili con lo stato di salute del lavoratore
- Aggiornamento periodico: rivaluta la condizione sanitaria per verificare l’eventuale superamento delle controindicazioni

Il lavoro notturno può essere obbligatorio dopo i 50 anni?
In realtà sì; non esiste un limite anagrafico automatico che esoneri i lavoratori dal turno notturno al compimento dei 50 anni. L’esonero dal lavoro notturno non dipende dall’età anagrafica, ma esclusivamente dalla valutazione clinica effettuata dal medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria.
Scopriamo nel dettaglio come funziona questo meccanismo tutelante nella medicina del lavoro italiana.
Perché non esiste un esonero automatico per età?
Contrariamente a una diffusa credenza, il Decreto Legislativo 66/2003 e il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) non prevedono limiti d’età per lo svolgimento del lavoro notturno.
Un lavoratore di 55, 60 o anche 65 anni può continuare a svolgere mansioni notturne purché risulti idoneo secondo il giudizio del medico competente.
L’unico esonero dal lavoro notturno automatico riguarda:
- Le lavoratrici in stato di gravidanza (dalla dichiarazione fino al compimento di un anno del bambino)
- I genitori di figli con disabilità grave (ai sensi della L. 104/1992)
Per tutte le altre situazioni, inclusa l’età avanzata, l’esonero dal lavoro notturno scatta solo in presenza di controindicazioni sanitarie accertate.
La sorveglianza sanitaria per i lavoratori notturni è obbligatoria e prevede controlli periodici più ravvicinati rispetto ai lavoratori diurni.
È proprio in questa fase che il medico competente – figura specializzata in medicina del lavoro – svolge un ruolo cruciale:
- Valutazione individuale: analizza l’impatto del lavoro notturno su sonno, ritmo circadiano, apparato cardiovascolare e metabolico
- Accertamento di patologie aggravate: identifica condizioni come ipertensione non compensata, diabete scompensato, disturbi del sonno cronici, patologie cardiovascolari
- Giudizio di idoneità: emette parere di “idoneità con prescrizioni”, “idoneità parziale” o “inidoneità temporanea/permanente al lavoro notturno”
- Proposta di ricollocazione: in caso di inidoneità, suggerisce mansioni diurne compatibili con lo stato di salute
Quando scatta l’esonero dal lavoro notturno per lavoratori over 50?
L’esonero dal lavoro notturno per un lavoratore over 50 avviene solo quando il medico competente accerta, tramite visita del lavoro straordinaria o periodica, è si può avviare la pratica attraverso questa procedura:
- Segnalazione: il lavoratore informa il datore di lavoro e il medico competente di sintomi o patologie potenzialmente aggravate dal turno notturno
- Visita straordinaria: il medico competente programma accertamenti clinici mirati (es. polisonnografia, ecocardiogramma, esami metabolici)
- Giudizio di inidoneità: se confermata l’incompatibilità, il medico emette formale giudizio di inidoneità al lavoro notturno
- Ricollocazione: il datore di lavoro è obbligato a offrire una mansione diurne equivalente; in assenza, si applicano le tutele contrattuali (mantenimento retributivo)
L’esonero dal lavoro notturno per assistenza disabili è possibile? (Legge 104)
L’esonero dal lavoro notturno per assistenza disabili è possibile?
Sì, assolutamente sì. La normativa italiana riconosce un diritto soggettivo all’esonero dal lavoro notturno ai lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, ai sensi dell’articolo 33 della Legge 104/1992.
A differenza dell’esonero sanitario valutato dal medico competente, questa forma di esonero è di natura amministrativa e non richiede accertamenti clinici.
L’esonero dal lavoro notturno per assistenza a disabili trova fondamento in due testi normativi complementari:
- Legge 104/1992, art. 33, comma 3: riconosce il diritto dei lavoratori con familiari portatori di handicap grave a fruire di permessi retribuiti e, in via prioritaria, a essere esonerati dal lavoro notturno e dai turni festivi
- Decreto Legislativo 66/2003, art. 12: recepisce tale diritto stabilendo che il datore di lavoro deve esonerare il lavoratore dal turno notturno su sua richiesta, previa documentazione
Procedura Operativa per Richiedere l’Esonero
- Documentazione preliminare
Ottieni il verbale di riconoscimento dell’handicap grave con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, L. 104/1992) rilasciato dall’INPS. - Formalizzazione della richiesta
Invia al datore di lavoro una richiesta scritta (raccomandata o PEC) allegando:- Copia del verbale INPS
- Autocertificazione dello stato di familiare assistente
- Eventuale documentazione che attesti l’incompatibilità oraria
- Obbligo del datore di lavoro
Il datore deve esonerare il lavoratore dal lavoro notturno e ricollocarlo in mansione diurna equivalente, senza penalizzazioni retributive o di carriera (art. 21, D.Lgs. 66/2003). - Sorveglianza sanitaria post-esonero
Il medico competente continuerà a effettuare la sorveglianza sanitaria periodica per la nuova mansione diurna, nel rispetto dei principi della medicina del lavoro.
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Quali patologie danno diritto all’esonero dal lavoro notturno?
È cruciale chiarire un concetto spesso frainteso: nessuna patologia dà automaticamente diritto all’esonero dal lavoro notturno.
L’esonero dal lavoro notturno scatta solo quando il medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/2008, emette un giudizio di inidoneità specifico per la mansione notturna.
Patologie Cardiovascolari
Il lavoro notturno altera il ritmo sonno-veglia, aumenta il rischio di ipertensione e stress cardiaco.
Il medico competente valuta l’esonero dal lavoro notturno in presenza di:
- Ipertensione arteriosa non compensata (valori sistolici >140 mmHg o diastolici >90 mmHg nonostante terapia)
- Cardiopatie ischemiche documentate (pregresso infarto, angina instabile)
- Aritmie cardiache significative (fibrillazione atriale non controllata, blocchi atrioventricolari)
- Scompenso cardiaco cronico
- Cardiopatie valvolari emodinamicamente significative
Patologie Metaboliche ed Endocrine
L’alterazione del ritmo circadiano interferisce con il metabolismo glucidico e lipidico:
- Diabete mellito tipo 1 o 2 scompensato (HbA1c >8% nonostante terapia ottimizzata)
- Ipoglicemie ricorrenti nei soggetti in terapia insulinica
- Obesità patologica (BMI >40) associata a sindrome delle apnee ostruttive del sonno non trattata
- Disfunzioni tiroidee non compensate (ipotiroidismo severo con TSH elevato)
Disturbi del Sonno e Neuropsichiatrici
Il lavoro notturno richiede un’inversione forzata del ciclo sonno-veglia, spesso impossibile in queste condizioni:
- Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) grave non trattata con CPAP
- Insonnia cronica primaria refrattaria alle terapie
- Narcolessia
- Disturbi dell’umore gravi
- Epilessia non completamente controllata dalla terapia antiepilettica
- Disturbi d’ansia generalizzati con attacchi di panico ricorrenti
Patologie Oncologiche e Immunologiche
- Neoplasie in fase attiva di trattamento (chemioterapia, radioterapia) con marcata astenia
- Immunodepressione significativa (es. terapia con cortisonici a lungo termine, immunosoppressori)
- Malattie autoimmuni sistemiche attive (lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide con interessamento d’organo)
Altre Condizioni Valutate Caso per Caso
- Gravi patologie gastrointestinali (ulcera peptica attiva, malattia di Crohn in fase acuta)
- Patologie renali croniche avanzate (stadio ≥3B con clearance <45 ml/min)
- Gravidanza a rischio (non rientra nell’esonero automatico, ma valutata dal medico competente)

Limite età per lavoro notturno infermieri
Il Decreto Legislativo 66/2003, che disciplina il lavoro notturno in Italia, non stabilisce alcun limite d’età per lo svolgimento di turni notturni.
Un infermiere di 60, 65 o anche 70 anni può continuare a svolgere mansioni notturne purché risulti idoneo secondo il giudizio del medico competente nominato ai sensi del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) anche se soggetto a rischi.
Anche il CCNL Comparto Sanità 2022-2024 non introduce un esonero automatico per età. Tuttavia, per il personale che ha superato i 60 anni di età, il contratto prevede:
- Riduzione del numero e della durata dei turni notturni
- Priorità nella trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale
- Maggiore flessibilità nell’organizzazione dei turni
Attenzione: queste sono misure agevolative, non un diritto all’esonero dal lavoro notturno automatico.
Diversi sindacati hanno lamentato l’assenza di un “esonero certo dai turni di notte” per gli over 62 nel contratto definitivo.
L’esonero dal lavoro notturno per gli infermieri può avvenire in tre scenari ben distinti:
1. Esonero Sanitario (Valutazione del Medico Competente)
È il caso più frequente per gli infermieri con patologie aggravate dal lavoro notturno. Il medico competente effettua la sorveglianza sanitaria obbligatoria e può emettere un giudizio di inidoneità specifica al lavoro notturno quando accerta che:
- Patologie cardiovascolari (ipertensione non compensata, cardiopatie ischemiche)
- Disturbi del sonno cronici (apnee notturne non trattate)
- Diabete scompensato con rischio di ipoglicemie notturne
- Patologie oncologiche in fase attiva di trattamento
- Gravi disturbi psichiatrici non stabilizzati
sono incompatibili con il ritmo circadiano alterato tipico dei turni ospedalieri.
2. Esonero Amministrativo (Legge 104/1992)
Gli infermieri che assistono familiari con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992 hanno diritto a essere esonerati dal lavoro notturno su semplice richiesta documentata, senza necessità di valutazione del medico competente.
Procedura per Richiedere l’Esonero dal Lavoro Notturno per Motivi Sanitari
- Visita su richiesta del lavoratore: l’infermiere segnala al datore di lavoro e al medico competente sintomi o patologie potenzialmente aggravate dal turno notturno (art. 41, comma 2, lettera c, D.Lgs. 81/2008)
- Accertamenti clinici mirati: il medico competente può richiedere esami specialistici (polisonnografia, ecocardiogramma, esami metabolici) per valutare l’impatto del lavoro notturno sulla patologia
- Giudizio scritto di inidoneità: se confermata l’incompatibilità, il medico emette formalmente il giudizio di “idoneità con limitazioni: esonero dal lavoro notturno”
- Ricollocazione obbligatoria: il datore di lavoro (ASL, ospedale, struttura privata) deve assegnare una mansione diurna equivalente senza penalizzazioni retributive o di carriera
Buone Pratiche per Infermieri Over 50/60
- Non attendere sintomi gravi: richiedi tempestivamente una visita straordinaria al medico competente se avverti affaticamento cronico, disturbi del sonno o peggioramento di patologie preesistenti
- Documenta clinicamente: porta al medico competente referti specialistici aggiornati e descrivi l’impatto del turno notturno sulla tua condizione
- Conosci i tuoi diritti contrattuali: se hai superato i 60 anni, puoi richiedere la riduzione dei turni notturni prevista dal CCNL sanità 2022-2024

Esonero dal lavoro notturno per ansia e depressione
E’ possibile richiederlo, ma non è automatico. La sola diagnosi di disturbo d’ansia o depressione non garantisce di per sé l’esonero dal lavoro notturno.
È il medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/2008, a valutare caso per caso se la patologia è aggravata o resa incontrollabile dal ritmo circadiano alterato, dal sonno frammentato e dallo stress tipici dei turni notturni.
È essenziale chiarire un equivoco diffuso: nessuna patologia psichiatrica dà diritto automatico all’esonero dal lavoro notturno.
L’esonero dal lavoro notturno scatta solo quando il medico competente accerta, tramite valutazione clinica mirata, che:
- Il lavoro notturno aggrava significativamente i sintomi
- La patologia non è adeguatamente compensata nonostante la terapia
- L’alterazione del ritmo sonno-veglia compromette la stabilità clinica
- Persiste un rischio concreto per la salute del lavoratore o per la sicurezza altrui (es. in mansioni a rischio)
Procedura Operativa per Richiedere l’Esonero dal Lavoro Notturno
Richiedi una visita straordinaria al medico competente (art. 41, comma 2, lettera c, D.Lgs. 81/2008) segnalando il peggioramento dei sintomi correlato al turno notturno:
Porta documentazione clinica aggiornata:
- Relazione dello psichiatra/neuropsichiatra curante
- Elenco terapie in corso con dosaggi
- Eventuali cartelle cliniche di ricoveri psichiatrici
- Scale di valutazione (HAM-D/HAM-A) se disponibili
Descrivi l’impatto lavorativo:
- Difficoltà a dormire diurno (sonno non ristoratore)
- Aumento degli attacchi di panico durante il turno
- Calo dell’attenzione con rischio per la sicurezza (es. infermieri, autisti)
- Peggioramento dell’umore nelle ore notturne
Ottieni il giudizio scritto di “idoneità con limitazioni: esonero dal lavoro notturno”
Consegna il giudizio al datore di lavoro: obbligato a ricollocarti in mansione diurna equivalente senza penalizzazioni retributive (art. 21, D.Lgs. 66/2003)
Conclusioni: Esonero dal lavoro notturno
In conclusione, l’esonero dal lavoro notturno non è un beneficio concesso automaticamente, ma un diritto tutelato che poggia su basi normative e cliniche rigorose.
Mentre per alcune categorie, come le lavoratrici in stato di gravidanza o i caregiver che assistono familiari con disabilità grave (Legge 104), l’esonero ha una natura prevalentemente amministrativa, per la maggior parte dei lavoratori il percorso passa attraverso la medicina del lavoro.
Il medico competente rimane la figura centrale in questo processo: attraverso la sorveglianza sanitaria, egli ha il compito di valutare se l’età avanzata o la presenza di specifiche patologie — siano esse cardiovascolari, metaboliche o psichiatriche come ansia e depressione — risultino incompatibili con i ritmi del turno di notte.
Per i professionisti più esposti, come gli infermieri, è essenziale monitorare costantemente il proprio stato di salute e conoscere le tutele previste dai contratti collettivi.
Ricordate che la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro sono prioritarie: in presenza di condizioni che rendono il lavoro notturno un rischio per il proprio benessere, richiedere una visita straordinaria è il primo passo fondamentale per ottenere una ricollocazione in mansioni diurne, garantendo così la continuità professionale senza compromettere la propria integrità psicofisica.

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