Quali sono i rischi lavoro-correlati dei parrucchieri?

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Ultimo aggiornamento: 14/02/2025

Stare in piedi tutto il giorno, eseguire movimenti ripetitivi e maneggiare prodotti chimici espone il parrucchiere a dei rischi per la Salute.

Se hai assunto dei dipendenti nel tuo Salone di Parrucchieri sei obbligato a predisporre la Sorveglianza Sanitaria, ovvero l’insieme delle visite mediche necessarie per controllare la salute dei tuoi lavoratori e proteggerli dai rischi collegati alla mansione lavorativa: vediamo quali sono i rischi lavoro-correlati dei parrucchieri.

In questo articolo vediamo nel dettaglio tutti i rischi lavoro-correlati dei parrucchieri:

Il DVR: la mappa dei rischi del salone

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è obbligatorio per qualsiasi attività con almeno un lavoratore, come previsto dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla Sicurezza, tuttora in vigore e aggiornato di recente con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 213/2025 e dal DL 159/20258.

Nel salone deve fotografare rischi concreti: le sostanze usate, le posture, gli strumenti taglienti, il microclima, persino l’organizzazione dei turni.

Abbiamo già spiegato in dettaglio come si costruisce e si aggiorna questo documento nella nostra guida al Documento di Valutazione dei Rischi o DVR, ma qui vale la pena ribadirlo: un DVR generico, copiato da un modello standard senza sopralluogo reale, è quasi peggio di non averlo, perché dà al titolare una falsa sensazione di sicurezza. Ricordiamo inoltre che il datore di lavoro resta il primo responsabile della prevenzione, con obblighi precisi che abbiamo riepilogato nella pagina Datore di Lavoro: quali obblighi per la medicina del lavoro.

Rischio biomeccanico: il nemico numero uno, e spesso ce ne accorgiamo troppo tardi

rischi lavoro-correlati dei parrucchieri rischio biomeccanico

Il principale rischio per la Salute che incorrono i parrucchieri è senza dubbio quello legato al fatto di svolgere il lavoro interamente in piedi, durante tutta la giornata, quello che in gergo tecnico viene chiamato “rischio biomeccanico”.

Se dovessimo indicare il rischio che più frequentemente porta un parrucchiere nel nostro ambulatorio, non avremmo dubbi: il sovraccarico biomeccanico, cioè il logoramento progressivo di articolazioni e tendini causato da posture incongrue e movimenti ripetuti nel tempo.

Anni di lavoro in piedi, braccia sollevate all’altezza delle spalle, movimenti fini e ripetuti di taglio e piega ne sono la causa diretta.

I dati confermano quello che vediamo quotidinamente: nel 2025 le malattie professionali del sistema muscolo-scheletrico restano la prima causa di denuncia all’INAIL, in crescita del 10,9% sul 2024 e pari al 75,4% del totale delle denunce.

Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, in particolare, rappresenta circa il 71% delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL nel 2024, secondo l’Italian Journal of Occupational and Environmental Hygiene.

Sempre l’IJOEHY, in un lavoro del 2025 di Guerrera e colleghi, descrive la nuova piattaforma INAIL “Move On”, che raccoglie oltre 200 schede di valutazione del rischio da sovraccarico degli arti superiori.

Insistiamo tanto sull’ergonomia della postazione: sgabelli regolabili per il cliente, poltrone ad altezza variabile, pause reali.

Ne parliamo diffusamente in Movimenti Ripetitivi Arti Superiori e in Rischio Ergonomico: 8 aspetti da sapere; e poiché in salone si movimentano anche scatoloni di prodotti in magazzino, rimandiamo anche a Peso Massimo Sollevabile

Rischio chimico e cancerogeno: dalle dermatiti alla classificazione IARC

rischi lavoro-correlati dei parrucchieri rischio chimico

Un altro rischio importante a cui è sottoposto chi lavora all’interno di un salone di parrucchieri è il rischio chimico.

Il secondo grande fronte è quello chimico. Tinture, decoloranti, ammoniaca, persolfati, lacche: il parrucchiere maneggia ogni giorno sostanze che possono irritare cute e vie respiratorie.

Nel comparto acconciatura l’incidenza di dermatiti professionali è stimata circa dieci volte superiore rispetto ad altri settori. Non è un caso che le allergie da contatto siano il motivo più frequente per cui, dopo la nostra valutazione, un giovane apprendista scopre di non poter proseguire il mestiere: un tema che abbiamo trattato a fondo in Allergie Professionali Cutanee.

Sul versante respiratorio un articolo pubblicato su IJERPH, documenta nei saloni superamenti dei limiti di esposizione per formaldeide, ammoniaca e composti organici volatili totali. E qui arriviamo al punto che molti titolari ignorano: l’IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nella sua Monografia Vol. 57 classifica l’occupazione di parrucchiere e barbiere come probabilmente cancerogena per l’uomo (Gruppo 2A), sulla base di studi di coorte europei che mostravano un eccesso di rischio di cancro alla vescica.

È una classificazione storica ma tuttora valida, che una revisione sistematica del 2022 di Babić e colleghi sul Journal of Occupational Health ha ripreso analizzando l’associazione tra attività di acconciatura, patologie oncologiche e riproduttive.

Non serve allarmare: serve gestire il rischio. La strategia è quella che descriviamo in Rischio Chimico: le strategie essenziali: ventilazione adeguata, prodotti conformi, sostituzione delle sostanze più pericolose e uso corretto dei guanti.

Su questo fronte è utile conoscere la guida INAIL “Il rischio da sostanze pericolose per acconciatori ed estetiste”, del 2021, che ha aggiornato il vecchio opuscolo del 2004. Va inoltre ricordato che la normativa cosmetica europea è in evoluzione: il Regolamento (CE) 1223/2009 è stato modificato dal nuovo Regolamento (UE) 2026/78, che introduce restrizioni su alcune sostanze CMR applicabili dal 1° maggio 2026.

Il tema tocca da vicino anche le colleghe estetiste, di cui parliamo in Rischi Estetista.

Rischio biologico, tagli e scottature: i pericoli “banali” che finiscono in infortunio

rischi lavoro-correlati dei parrucchieri rischio biologico

Altro fattore di rischio da non sottovalutare è quello legato al rischio biologico.

C’è poi tutta una categoria di rischi che i titolari tendono a definire “banali”, finché non si traducono in un infortunio. Forbici, rasoi e ferri caldi provocano tagli e ustioni; il contatto con cute lesa o piccole ferite del cliente comporta un rischio biologico reale cioè la possibilità di esposizione a sangue o liquidi biologici potenzialmente infetti che impone l’uso sistematico dei guanti.

Anche se non esistono dati nazionali aggregati per il codice ATECO dell’acconciatura, ricordiamo che nel 2025 l’INAIL ha registrato complessivamente 597.710 infortuni denunciati a livello nazionale, in aumento dell’1,4% sul 2024: un promemoria del fatto che gli infortuni “minori” esistono anche dove nessuno se li aspetta.

Il rischio biologico in salone è generalmente contenuto, ma non nullo: lo abbiamo inquadrato in Rischio Biologico: i 4 livelli di rischio. La difesa più efficace resta la corretta scelta e il corretto uso dei dispositivi di protezione, dai guanti in nitrile alle mascherine durante le decolorazioni, come spieghiamo in DPI: Dispositivi di Protezione Individuale. Il nostro consiglio operativo: i guanti vanno cambiati tra un cliente e l’altro, non riutilizzati per risparmiare, perché il guanto “riciclato” diventa esso stesso un veicolo di sensibilizzazione cutanea.

Stress lavoro-correlato e burnout

rischi lavoro-correlati dei parrucchieri rischio stress

Un altro rischio che ha un impatto negativo sulla Salute del lavoratore è quello legato allo stress cronico sul lavoro.

Un aspetto spesso trascurato nel DVR dei saloni è lo stress lavoro-correlato. Ritmi serrati nei weekend, contatto emotivo continuo con la clientela, gestione dei reclami e stagionalità del lavoro sono fattori psicosociali che, sommati, possono sfociare in burnout, cioè in uno stato di esaurimento fisico ed emotivo cronico legato allo stress lavorativo non gestito.

La valutazione di questo rischio è un obbligo di legge, non un optional, e va condotta con metodo: ne abbiamo descritto gli aspetti chiave in Stress Lavoro Correlato: 9 aspetti chiave.

Ci troviamo spesso davanti a titolari convinti che “lo stress non si misura”: in realtà esistono strumenti validati, e ignorarli significa lasciare scoperta una parte importante della salute dei propri collaboratori.

Medico competente, sorveglianza sanitaria e formazione: cosa deve fare il datore

Tutti questi rischi convergono su un punto: la sorveglianza sanitaria, cioè il programma di visite mediche periodiche e accertamenti mirati che verificano nel tempo l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica. Quando la valutazione dei rischi lo richiede (esposizione a chimici, sovraccarico biomeccanico), il datore deve nominare un medico competente, figura di cui spieghiamo compiti e responsabilità in Il Medico Competente Aziendale.

Sarà lui a decidere periodicità e contenuti delle visite, secondo quanto previsto agli artt. 41 e 42 del D.Lgs. 81/2008.

Quando la sorveglianza sanitaria è davvero obbligatoria, e per chi, lo abbiamo chiarito nella guida Sorveglianza Sanitaria: quando è obbligatoria e per chi. Il suo valore, nella nostra esperienza, è soprattutto preventivo: intercettare i segnali precoci di una malattia professionale prima che diventi invalidante, tema che approfondiamo in Malattia Professionale: i segnali precoci rilevabili.

Infine la formazione.

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha abrogato e sostituito i precedenti accordi del 2011, 2012 e 2016, introducendo tra l’altro l’obbligo di formazione anche per il datore di lavoro quando non riveste il ruolo di RSPP (il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, la figura che coordina in azienda le misure di prevenzione). Per i saloni è una novità concreta da non ignorare.

FAQ

Un piccolo salone con un solo dipendente deve fare il DVR?

Sì. L’obbligo del DVR scatta con almeno un lavoratore, senza soglie dimensionali, come previsto dal D.Lgs. 81/2008. Anche il titolare che lavora da solo con un apprendista è tenuto a valutare e documentare i rischi.

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i parrucchieri?

Dipende dall’esito della valutazione dei rischi. Poiché nel comparto sono presenti rischio chimico e sovraccarico biomeccanico, nella quasi totalità dei casi la sorveglianza sanitaria è dovuta e richiede la nomina di un medico competente. I criteri li abbiamo spiegati in Sorveglianza Sanitaria: quando è obbligatoria e per chi.

È vero che fare il parrucchiere aumenta il rischio di tumore?

L’IARC classifica l’occupazione di parrucchiere/barbiere nel Gruppo 2A, probabilmente cancerogena, sulla base di studi che mostravano un eccesso di rischio di cancro alla vescica. È un rischio da gestire con ventilazione, prodotti conformi e DPI, non un destino ineluttabile.

Quali DPI servono davvero in un salone?

Principalmente guanti (preferibilmente in nitrile, monouso), da cambiare tra un cliente e l’altro, e protezione respiratoria durante le lavorazioni più aggressive come le decolorazioni. Ne parliamo in DPI: Dispositivi di Protezione Individuale.

Cos’è il burnout e come si previene in un salone?

Il burnout è uno stato di esaurimento fisico ed emotivo cronico causato da stress lavorativo non gestito nel tempo. Nel comparto acconciatura si previene innanzitutto attraverso la valutazione formale del rischio da stress lavoro-correlato, un obbligo di legge spesso trascurato nei DVR dei piccoli saloni, come descriviamo in Stress Lavoro Correlato: 9 aspetti chiave.

Il salone non è un ambiente “leggero”, ma un luogo di lavoro dove chimica, ergonomia e psicologia si intrecciano ogni giorno. La buona notizia è che quasi tutti questi rischi sono gestibili con misure semplici e a basso costo, purché il datore smetta di vivere la prevenzione come un adempimento e la usi come strumento per far durare più a lungo, e meglio, la carriera dei propri collaboratori.

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