Qual è il rischio del magazziniere? Un’analisi completa dei pericoli biomeccanici, chimici e organizzativi e il ruolo cruciale della Sorveglianza Sanitaria.
La mansione di magazziniere, cruciale nella moderna logistica e fondamentale per la catena di approvvigionamento di ogni azienda, espone i lavoratori a una serie complessa di pericoli che richiedono un’attenta valutazione e prevenzione.
Comprendere a fondo il rischio del magazziniere è il primo passo per garantire un ambiente di lavoro non solo sicuro, ma anche pienamente conforme alla normativa sulla sicurezza, in particolare al D.Lgs. 81/08.
I principali rischi per la salute fisica di questi operatori non si limitano ai soli incidenti acuti.
Essi si concentrano, infatti, su fattori biomeccanici derivanti dalla Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC), su pericoli legati all’utilizzo di attrezzature come i carrelli elevatori, e su rischi ambientali come sbalzi termici e rumore.
In contesti specifici, come quelli che trattano farmaci o merci deperibili, è inoltre indispensabile considerare i pericoli chimici e biologici.
Una gestione efficace di questo complesso quadro di rischi è essenziale per la tutela della salute del personale.
QUALI SONO I PRINCIPALI RISCHI PER LA SALUTE FISICA DI UN MAGAZZINIERE?
COME SI VALUTA IL RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI (MMC) PER GLI ADDETTI AL MAGAZZINO?
QUALE RISCHIO È SOTTOPOSTO PRINCIPALMENTE L'OPERATORE CHE UTILIZZA I CARRELLI?
QUALI SONO LE MALATTIE PROFESSIONALI PIÙ COMUNI TRA I MAGAZZINIERI E COME VENGONO RICONOSCIUTE?
QUAL E' IL RISCHIO DEL MAGAZZINIERE NOTTURNO?
CON QUALE FREQUENZA UN MAGAZZINIERE DEVE FARE LA VISITA MEDICA DEL LAVORO?
CONCLUSIONI: RISCHIO DEL MAGAZZINIERE
Quali sono i principali rischi per la salute fisica di un magazziniere?
La mansione di magazziniere, essenziale nella moderna logistica, espone i lavoratori a una serie complessa di pericoli che richiedono un’attenta valutazione e prevenzione. Comprendere il rischio del magazziniere è il primo passo per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme al D.Lgs. 81/08.
Il principale rischio del magazziniere si concentra su fattori biomeccanici, ambientali e, in contesti specifici, chimici e biologici.
1. Rischio da Sovraccarico Biomeccanico e Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC)
Questo è in assoluto il rischio del magazziniere più critico. L’attività quotidiana di sollevamento, spinta, tiro e trasporto di colli, anche se supportata da mezzi meccanici, espone la colonna vertebrale e gli arti a un carico eccessivo. Le patologie più comuni includono:
- Lombalgie e sciatalgie: derivanti da posture incongrue e sforzi ripetuti.
- Ernie discali: spesso riconosciute come malattie professionali.
- Patologie degli arti superiori: come la sindrome del tunnel carpale, tendiniti e la periartrite scapolo-omerale, causate da movimenti ripetitivi (ad esempio, durante il picking veloce).
2. Rischi Chimici e Biologici (Magazzini con Merci Pericolose)
Nei magazzini che trattano sostanze classificate come pericolose (prodotti chimici, farmaci, rifiuti, o alimenti specifici), emergono rischi aggiuntivi e più insidiosi:
- Rischio Chimico: Il magazziniere può essere esposto a sostanze tossiche, irritanti o corrosive. L’esposizione può avvenire per inalazione (vapori da sversamenti o rotture), per contatto cutaneo o per ingestione accidentale. È cruciale la corretta gestione delle schede di dati di sicurezza (SDS) e l’uso di Dispositivi di protezione individuale DPI specifici (guanti, maschere, occhiali).
- Rischio Biologico: Si manifesta in magazzini che gestiscono prodotti organici, scarti o merci soggette a decomposizione (es. logistica del freddo o rifiuti sanitari). Il rischio è legato all’esposizione a batteri, muffe o agenti patogeni, specie in caso di pulizia e movimentazione.
3. Rischi Legati all’Uso di Attrezzature e Rischi Ambientali
L’utilizzo frequente di carrelli elevatori, transpallet e piattaforme comporta un elevato rischio infortunistico (urti, investimenti, schiacciamenti), ma anche rischi per la salute a lungo termine:
- Esposizione a Vibrazioni: Le vibrazioni trasmesse al corpo intero (dalla guida di carrelli) o al sistema mano-braccio possono generare disturbi vascolari, neurologici e muscolari, e questo rappresenta quello che viene definito: Rischio Vibrazioni
- Rischio Rumore: Il transito continuo di mezzi e l’uso di macchinari possono superare le soglie di sicurezza.
- Sbalzi Termici: Tipici dei magazzini che utilizzano celle frigorifere o operano in aree non climatizzate.

Come si valuta il rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) per gli addetti al magazzino?
La corretta valutazione del rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) è un pilastro fondamentale nella gestione del rischio del magazziniere.
Questa attività, che espone gli operatori a carichi biomeccanici elevati, deve essere analizzata secondo precisi standard scientifici e normativi, come richiesto dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08).
Il Metodo di Valutazione: L’Indice di Sollevamento NIOSH
Per determinare l’entità del rischio del magazziniere legato alla MMC, la medicina del lavoro adotta prevalentemente il metodo basato sulle equazioni del NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health).
Il calcolo NIOSH mira a definire un Indice di Sollevamento (LI). Questo indice mette in relazione il peso effettivamente sollevato dal magazziniere con il Peso Limite Raccomandato (RWL), ovvero il peso massimo che un lavoratore può sollevare in condizioni ideali senza rischio per la schiena.
Se il valore risultante è > 1 indica una situazione di rischio elevato che richiede interventi correttivi urgenti.
Fattori Considerati nella Valutazione MMC
La valutazione non si limita al solo peso del collo, ma tiene conto di diversi fattori che possono aumentare il rischio del magazziniere:
- Caratteristiche del Carico: Peso, dimensioni, presa (es. scatole con maniglie vs. sacchi informi).
- Rischio Fisico: Frequenza, durata delle operazioni di sollevamento e periodi di recupero.
- Ambiente di Lavoro: Spazi ristretti, pavimenti scivolosi o sbalzi termici.
- Fattori Individuali: Età, sesso, formazione e condizioni fisiche del lavoratore.

A quale rischio è sottoposto principalmente l’operatore che utilizza i carrelli?
L’utilizzo quotidiano e prolungato di carrelli elevatori (muletti) espone il lavoratore a una serie di pericoli che vanno ben oltre il solo infortunio traumatico. All’interno del complesso panorama del rischio del magazziniere, l’operatore di carrelli è esposto principalmente al Rischio Vibrazioni Meccaniche e ai conseguenti disturbi muscoloscheletrici.
1. Il Rischio Vibrazioni Meccaniche: Il Pericolo Silenzioso
Il rischio predominante per chi guida il carrello elevatore è l’esposizione alle vibrazioni meccaniche trasmesse al corpo intero (WBV – Whole Body Vibration). Queste vibrazioni sono generate dal mezzo stesso e amplificate dalle irregolarità della pavimentazione del magazzino.
L’esposizione cronica alle vibrazioni ha effetti deleteri sul corpo, in particolare sul sistema muscoloscheletrico, aumentando significativamente il rischio del magazziniere di sviluppare:
- Lombalgie croniche e danni al rachide: L’alternanza di compressioni e distensioni sulla colonna vertebrale, soprattutto a livello lombare e cervicale, è la conseguenza più grave e frequente.
- Problemi circolatori: A causa della continua sollecitazione dei tessuti.
2. Rischio Posturale e Sovraccarico Biomeccanico
Oltre alle vibrazioni, la mansione impone spesso posture fisse e innaturali:
- Posture Incongrue: Per effettuare manovre, in particolare in retromarcia o durante lo stoccaggio in alto, l’operatore è costretto a torsioni e flessioni del tronco e del collo che aggravano il sovraccarico biomeccanico.
- Rischio da Infortunio: Permane sempre l’alto rischio traumatico legato a collisioni, ribaltamenti e caduta di carichi, che richiede l’obbligo di formazione specifica (patentino) e il rispetto rigoroso delle procedure di sicurezza.
Quali sono le malattie professionali più comuni tra i magazzinieri e come vengono riconosciute?
Il rischio del magazziniere non si limita agli infortuni acuti, ma si estende alle patologie croniche che si sviluppano nel tempo a causa dell’esposizione continuativa a specifici fattori di rischio. Queste, se riconosciute, sono classificate come malattie professionali.
Le patologie più comuni tra gli addetti al magazzino sono legate al sovraccarico biomeccanico e alla Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC).
Le Malattie Professionali più Frequenti
Le patologie tipiche che colpiscono il sistema muscoloscheletrico del magazziniere includono:
- Patologie del Rachide (Mal di Schiena Cronico):
- Ernie Discali Lombo-sacrali e Cervicali: Causate dallo stress meccanico e dalle posture incongrue durante il sollevamento o la guida dei carrelli. Sono tra le malattie più frequentemente indennizzate dall’INAIL.
- Patologie degli Arti Superiori:
- Sindrome del Tunnel Carpale (STC): Molto comune in attività di picking e imballaggio che richiedono movimenti ripetitivi e forzati del polso e della mano.
- Tendiniti e Tendinopatie della Spalla (es. Periartrite Scapolo-Omerale) e del Gomito (Epicondilite): Derivanti da sforzi e vibrazioni ripetute.
- Patologie legate a Vibrazioni e Rumore:
- Danni all’Apparato Uditivo (Ipoacusia): Se l’ambiente è particolarmente rumoroso.
- Disturbi Vascolari e Neurologici: Nelle mani e nelle braccia per chi utilizza attrezzature vibranti.
Affinché una patologia sia riconosciuta come malattia professionale, è necessario che vi sia un rapporto di causa-effetto tra l’attività lavorativa svolta e la malattia contratta.
Il primo presidio è la medicina del lavoro. Il Medico Competente ha il compito di proteggere il lavoratore prima che la malattia si manifesti.
Attraverso la sorveglianza sanitaria periodica, il medico del lavoro monitora lo stato di salute (es. la funzionalità del rachide o degli arti superiori) e verifica l’insorgenza di sintomi iniziali.
Se il rischio è elevato, il Medico Competente può prescrivere esami diagnostici preventivi (ad esempio elettromiografie per la STC) e può imporre limitazioni alla mansione per proteggere il lavoratore.
2. L’Indennizzo INAIL
Il riconoscimento formale della malattia professionale e il diritto all’indennizzo passano dall’INAIL. Le malattie professionali possono essere riconosciute in due modi:
- Malattie Tabellate: Sono incluse in liste specifiche per le quali si presume l’origine lavorativa se il lavoratore svolge la mansione indicata (es. patologie da sovraccarico biomeccanico).
- Malattie Non Tabellate: Il lavoratore o l’azienda deve dimostrare esplicitamente il nesso causale tra la malattia e il rischio del magazziniere.
In entrambi i casi, la documentazione clinica raccolta durante la sorveglianza sanitaria e la valutazione dei rischi da parte del Medico Competente sono elementi probatori fondamentali per supportare la richiesta di riconoscimento.
Qual è il rischio del magazziniere notturno?
Il lavoro notturno introduce fattori di stress e rischio aggiuntivi che intensificano il rischio del magazziniere standard (come MMC e vibrazioni). La gestione di questi pericoli rientra nelle competenze specifiche della medicina del lavoro, con un focus particolare sul benessere psicofisico del dipendente.
I principali rischi per la salute del magazziniere che opera in orario notturno sono:
1. Rischio Cronobiologico e Sonno-Veglia
Il rischio più significativo deriva dall’alterazione del ritmo circadiano. Lavorare contro l’orologio biologico può portare a:
- Disturbi del Sonno: Insonnia, sonno non ristoratore e sonnolenza sul posto di lavoro, che aumenta drasticamente il rischio di infortuni (es. errori nella guida di carrelli elevatori).
- Problemi Gastrointestinali e Metabolici: L’alimentazione in orari non convenzionali e lo stress cronico possono favorire gastriti, ulcere e sindrome metabolica.
- Aumento del Rischio Cardiovascolare: Studi di medicina del lavoro indicano una correlazione tra lavoro notturno e un maggiore rischio di ipertensione e malattie cardiache.
2. Rischio Psicosociale e di Sicurezza
Il turno notturno impone condizioni lavorative uniche che possono compromettere la sicurezza e la salute mentale:
- Isolamento e Stress: La ridotta presenza di colleghi e supervisori può aumentare la percezione di isolamento e stress lavorativo correlato.
- Vigilanza Ridotta: La naturale tendenza alla sonnolenza tra le 2:00 e le 5:00 del mattino riduce i tempi di reazione e la capacità di attenzione, rendendo il rischio del magazziniere di commettere errori o subire infortuni più alto.
La legge italiana (D.Lgs. 66/2003, recepito dal D.Lgs. 81/08) considera i lavoratori notturni una categoria a rischio che necessita di tutela rafforzata.
Il Medico Competente svolge un ruolo essenziale nella gestione del rischio del magazziniere notturno attraverso la sorveglianza sanitaria specifica:
- Visite Periodiche Speciali: La periodicità della visita non è la stessa dei lavoratori diurni. Il medico del lavoro è tenuto a valutare l’idoneità al lavoro notturno con una cadenza specifica (ogni due anni, salvo diverse indicazioni dell’MC).
- Accertamenti Mirati: Vengono eseguiti esami specifici per monitorare i principali sistemi coinvolti (cardiovascolare, metabolico e digestivo).
- Informazione e Prevenzione: Il Medico Competente fornisce indicazioni sul corretto stile di vita, sulle abitudini alimentari e sulle strategie per migliorare l’igiene del sonno (es. gestione delle ore di riposo post-turno).

Con quale frequenza un magazziniere deve fare la visita medica del lavoro?
La frequenza con cui un magazziniere deve sottoporsi alla visita medica del lavoro non è fissa, ma dipende direttamente dal livello di rischio del magazziniere e dal giudizio espresso dal Medico Competente (MC), come stabilito dal D.Lgs. 81/08.
In generale la frequenza è annuale per la maggior parte dei magazzinieri, dato che sono esposti a rischi che richiedono una sorveglianza più intensa, come:
- Rischio Vibrazioni (dovuto all’uso intenso di carrelli elevatori).
- Rischio Chimico o Biologico (in magazzini specializzati).
- Lavoro Notturno (il lavoratore notturno, per legge, deve essere sottoposto a visita periodica almeno ogni due anni, ma spesso la frequenza viene aumentata dal MC).
Il rischio del magazziniere può essere inferiore per alcune mansioni, quindi il Medico Competente aziendale può decidere di visitare il lavoratore ogni due anni.
È fondamentale sottolineare che l’unica figura che può stabilire con precisione la frequenza delle visite è il Medico Competente.
Il medico del lavoro, dopo aver analizzato il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale e le condizioni di salute individuali (anamnesi e risultati degli accertamenti), può:
- Aumentare la Frequenza: Se rileva patologie preesistenti o condizioni di salute (es. problemi alla schiena) che rendono il lavoratore più vulnerabile al rischio del magazziniere, il Medico Competente può disporre visite più ravvicinate (es. annuali anche in assenza di obbligo specifico) per monitorare l’idoneità.
- Diminuire la Frequenza: Solo in casi eccezionali e motivati, e sempre nel rispetto dei limiti minimi stabiliti dalla normativa per i rischi specifici.
Conclusioni: Rischio del magazziniere
La gestione del rischio del magazziniere richiede un approccio proattivo.
Dalle patologie muscoloscheletriche derivanti dalla Movimentazione Manuale dei Carichi e dalle vibrazioni, ai pericoli specifici legati al lavoro notturno o alla movimentazione di sostanze chimiche, il panorama dei rischi è complesso e in continua evoluzione.
La chiave per la tutela della salute è una rigorosa applicazione della normativa sulla sicurezza e la costante collaborazione tra Datore di Lavoro e Medico Competente.
Attraverso la valutazione dettagliata dei rischi (come l’uso del metodo NIOSH per la MMC) e una sorveglianza sanitaria mirata, con visite la cui frequenza è adattata al rischio individuale, è possibile non solo prevenire infortuni acuti, ma soprattutto l’insorgenza di malattie professionali.
Investire nella sicurezza e nella salute del magazziniere significa garantire un ambiente di lavoro più produttivo, sostenibile e tutelato.

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