Visita medica per cambio mansione? Approfondisci obblighi legali, procedure e i diritti fondamentali di lavoratori e aziende per garantire la piena idoneità al nuovo ruolo e la sicurezza sul posto di lavoro.
Il cambio mansione è un evento comune nella vita lavorativa di un individuo e all’interno di qualsiasi azienda.
Ma cosa significa esattamente e, soprattutto, quali implicazioni ha per la salute e la sicurezza del lavoratore?
In Italia, come previsto dal D.Lgs. 81/08, la medicina del lavoro gioca un ruolo fondamentale per garantire che ogni cambio di mansione avvenga nel rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori.
Indice:
COS’È E COME FUNZIONA IL CAMBIO MANSIONE?
PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE LA VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE?
E’ OBBLIGATORIA LA VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE?
COSA PREVEDE LA VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE?
CHI PAGA LA VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE?
VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE: COSA SUCCEDE SE IL MEDICO GIUDICA IL LAVORATORE NON IDONEO AL CAMBIO MANSIONE?
QUAL’È LA DIFFERENZA TRA VISITA MEDICA PREVENTIVA E VISITA PER CAMBIO MANSIONE?
IL DATORE DI LAVORO PUÒ RIFIUTARSI DI FAR FARE LA VISITA PER CAMBIO MANSIONE?
COSA SUCCEDE SE IL LAVORATORE SI RIFIUTA DI FARE LA VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE?
CONCLUSIONI: VISITA MEDICA PER CAMBIO MANSIONE
Cos’è e come funziona il cambio mansione?
Quando un lavoratore viene assegnato a una mansione diversa o a un nuovo reparto, spesso è sottoposto a rischi specifici differenti da quelli a cui era esposto precedentemente.
Per questo motivo, la normativa italiana rende obbligatoria la visita medica per cambio di mansione.
Questa non è una semplice formalità, ma un momento cruciale della sorveglianza sanitaria.
Come funziona?
Segnalazione del Datore di Lavoro: Il datore di lavoro, in quanto responsabile della sicurezza e salute dei lavoratori, comunica al medico competente l’intenzione di procedere con un cambio di mansione per un dipendente e che bisogna predisporre una visita medica per cambio mansione per quel lavoratore.
NUOVA MANSIONE IN AZIENDA?
In caso di introduzione di una nuova mansione che non era prevista precedentemente nel DVR il datore di lavoro è obbligato per legge ad aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) tenendo conto della nuova posizione specificando i relativi rischi specifici.
Visita Medica Preventiva/Specifica: Il medico del lavoro, ovvero il medico competente designato dall’azienda, effettua una visita medica preventiva o specifica. L’obiettivo di questa visita medica per cambio mansione è valutare l’idoneità del lavoratore a svolgere le nuove attività. Durante la visita, il medico valuta lo stato di salute generale del dipendente e la sua capacità di affrontare i nuovi compiti, che potrebbero comportare l’esposizione a fattori di rischio diversi (ad esempio, movimentazione manuale dei carichi, utilizzo di nuove attrezzature, esposizione a rumore o vibrazioni).
Esami Specifici: A seconda della natura della nuova mansione, il medico competente può richiedere accertamenti sanitari e esami diagnostici mirati. Ad esempio, per un passaggio a una mansione che comporta maggiore stress visivo, potrebbero essere necessari test della vista più approfonditi.
Giudizio di Idoneità: Al termine della visita medica per cambio mansione, il medico del lavoro rilascia un giudizio di idoneità specifico per la nuova mansione. Questo può essere:
- Idoneità: Il lavoratore può svolgere la nuova mansione senza problemi.
- Idoneità con prescrizioni/limitazioni: Il lavoratore può svolgere la mansione, ma con determinate precauzioni o adattamenti.
- Inidoneità temporanea o permanente: Il lavoratore non è idoneo a svolgere quella specifica mansione. In questi casi, la medicina del lavoro supporta il datore di lavoro nella ricerca di una ricollocazione lavorativa idonea.

Perché è così importante la Visita Medica per Cambio Mansione?
La visita medica per cambio mansione è fondamentale per diverse ragioni:
- Tutela della Salute del Lavoratore: Previene l’insorgenza di nuove malattie professionali o l’aggravamento di condizioni preesistenti legate ai nuovi rischi.
- Conformità Normativa: Assicura che l’azienda rispetti gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 in materia di sorveglianza sanitaria.
- Prevenzione degli Infortuni: Un lavoratore idoneo e consapevole dei nuovi rischi è meno propenso a subire infortuni.
- Efficienza e Produttività: Un lavoratore in salute e idoneo alla mansione è più produttivo e meno soggetto ad assenze per malattia.
E’ obbligatoria la visita medica per cambio mansione?
Una delle domande più frequenti in materia di medicina del lavoro è: “È obbligatoria la visita medica per cambio mansione?”. La risposta è chiara e netta: sì, è obbligatoria nella maggior parte dei casi e rappresenta un pilastro fondamentale della sorveglianza sanitaria in Italia.
Il D.Lgs. 81/08, Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, stabilisce precisi obblighi per il datore di lavoro e per il medico competente in relazione ai cambi di mansione. L’articolo 41, comma 2, lettera d-bis), del Decreto, prevede espressamente che venga effettuata la visita medica per cambio mansione, qualora questo comporti l’esposizione a rischi specifici diversi o ulteriori rispetto a quelli già valutati.
Perché questa obbligatorietà?
E’ importante che ogni lavoratore sia sempre idoneo alla mansione che svolge. Un cambio di mansione può significare:
- Esposizione a nuovi rischi: La nuova mansione potrebbe comportare l’uso di attrezzature diverse, l’esposizione a sostanze chimiche, a rumore, a vibrazioni, a carichi fisici o posture differenti, che prima non erano presenti.
- Modifica del profilo di rischio: Anche se la mansione non è radicalmente diversa, il contesto o le modalità operative potrebbero alterare il profilo di rischio.
La visita medica per cambio di mansione diventa quindi un momento cruciale di prevenzione, mirato a tutelare la salute del lavoratore prima che inizi a svolgere le nuove attività.
Cosa prevede la visita medica per cambio mansione?
La visita medica per cambio di mansione, come stabilito dal D.Lgs. 81/08, ha come obiettivo principale quello di valutare che il lavoratore sia in grado di svolgere in sicurezza e senza pregiudizio per la propria salute i compiti legati alla mansione diversa che andrà a ricoprire. Questo significa identificare e prevenire potenziali rischi legati alla nuova esposizione.
Il medico del lavoro, o più precisamente il medico competente designato dall’azienda, è il professionista incaricato di condurre questa valutazione approfondita.
La visita medica per cambio di mansione segue un percorso strutturato, che può variare leggermente in base alla specificità della nuova mansione e ai relativi rischi specifici:
- Anamnesi Approfondita:
- Anamnesi lavorativa: Il medico competente raccoglie informazioni dettagliate sulle precedenti mansioni svolte dal lavoratore, sulle esposizioni a rischi (passati e presenti) e su eventuali malattie professionali o infortuni sul lavoro.
- Anamnesi patologica remota e prossima: Vengono indagate le condizioni di salute generali del lavoratore, le patologie pregresse, le terapie in corso e lo stile di vita, per capire se ci sono condizioni preesistenti che potrebbero essere aggravate o interagire con i rischi specifici della nuova mansione.
- Esame Obiettivo Generale e Mirato:
- Il medico del lavoro esegue un esame clinico completo.
- Viene posta particolare attenzione agli apparati e organi che potrebbero essere maggiormente sollecitati o esposti a rischio nella nuova mansione. Ad esempio, per un passaggio a una mansione che prevede la movimentazione manuale carichi, l’attenzione sarà focalizzata sull’apparato muscolo-scheletrico, etc.
- Accertamenti Sanitari e Esami Strumentali Specifici:
A seconda dei rischi specifici individuati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e delle valutazioni preliminari, il medico competente può richiedere accertamenti sanitari e esami diagnostici mirati.
Questi possono includere:
- Esami ematici e urinari.
- Spirometria (per rischi respiratori).
- Audiometria (per rischio rumore).
- Elettrocardiogramma (ECG).
- Visita oculistica o test visivi specifici (per videoterminalisti o mansioni di precisione).
- Test per alcol e droghe (in mansioni che lo prevedono per legge).
- Valutazione dei Rischi Specifici della Nuova Mansione:
Il medico competente analizza i fattori di rischio presenti nella nuova mansione, confrontandoli con lo stato di salute del lavoratore. Questo può includere valutazioni ergonomiche, stress lavoro-correlato, esposizione a agenti fisici, chimici o biologici.
- Rilascio del Giudizio di Idoneità:
Al termine di tutte le valutazioni, il medico del lavoro formula il giudizio di idoneità specifico per la nuova mansione.
Le possibili conclusioni sono:
- Idoneità: Il lavoratore può svolgere la mansione.
- Idoneità con prescrizioni/limitazioni: Il lavoratore è idoneo, ma con determinate condizioni o adattamenti della mansione per tutelare la sua salute (es. limiti di peso, pause aggiuntive, uso di DPI specifici).
- Inidoneità temporanea o permanente: Il lavoratore non è ritenuto idoneo a svolgere quella specifica mansione, a causa di condizioni di salute incompatibili con i rischi. In questi casi, il medico competente fornisce indicazioni al datore di lavoro per una possibile ricollocazione lavorativa.

Chi paga la visita medica per cambio mansione?
Una delle domande più comuni, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, in tema di medicina del lavoro è: “Chi paga la visita medica per cambio mansione?”. La risposta è chiara e definita dalla normativa italiana sulla salute e sicurezza sul lavoro, ovvero il D.Lgs. 81/08.
In Italia, il principio fondamentale è che i costi della sorveglianza sanitaria – e quindi anche della visita medica per cambio mansione – sono interamente a carico del datore di lavoro. Questo è un aspetto cruciale e non derogabile della normativa.
L’articolo 41, comma 6, del D.Lgs. 81/08 stabilisce esplicitamente che “le spese relative agli accertamenti sanitari di cui al presente articolo sono a carico del datore di lavoro”. Ciò significa che ogni costo sostenuto per la visita medica per cambio mansione, inclusi eventuali accertamenti sanitari specifici o esami diagnostici richiesti dal medico competente, deve essere coperto dall’azienda.
Perché questa attribuzione di costo al datore di lavoro?
La logica dietro questa disposizione è duplice:
- Obbligo di Tutela: La legge impone al datore di lavoro l’obbligo primario di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro. La sorveglianza sanitaria è uno strumento essenziale per adempiere a questo obbligo.
- Prevenzione dei Rischi: La visita medica per cambio mansione è un atto preventivo, finalizzato a garantire che il lavoratore sia idoneo alla nuova mansione e non corra rischi specifici. Essendo un onere legato alla gestione dei rischi aziendali, è giusto che sia l’azienda a sostenerne i costi.
Nessun Costo per il Lavoratore
È fondamentale sottolineare che il lavoratore non deve sostenere alcuna spesa per la visita medica per cambio mansione. Né il costo della visita in sé, né quello di eventuali esami aggiuntivi (come audiometrie, spirometrie, esami del sangue specifici, ecc.) possono essere addebitati al dipendente. Questo vale sia per le visite mediche preventive che per quelle periodiche o per le visite a richiesta del lavoratore stesso, purché rientrino negli obblighi di sorveglianza sanitaria previsti per la specifica mansione.
Visita medica per cambio mansione: Cosa succede se il medico giudica il lavoratore non idoneo al cambio mansione?
Quando un lavoratore si sottopone alla visita medica per cambio mansione, l’obiettivo principale della medicina del lavoro è valutare l’idoneità alla nuova mansione. Ma cosa accade se il medico competente formula un giudizio di inidoneità? Questa è una situazione che solleva spesso dubbi e preoccupazioni, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.
Il D.Lgs. 81/08 fornisce indicazioni chiare su come procedere in questi casi, garantendo la tutela della salute del lavoratore e cercando soluzioni lavorative adeguate.
Il Giudizio di Inidoneità del Medico Competente
Il medico del lavoro, dopo aver effettuato l’anamnesi, l’esame obiettivo e gli eventuali accertamenti sanitari specifici in relazione ai rischi specifici della mansione diversa, può esprimere un giudizio di:
- Inidoneità temporanea: Il lavoratore non è idoneo per un periodo limitato, con possibilità di recupero delle capacità in futuro.
- Inidoneità permanente: Il lavoratore non è idoneo a svolgere quella specifica mansione in modo definitivo.
Questo giudizio è il risultato di un’attenta valutazione che tiene conto dello stato di salute del lavoratore e delle incompatibilità riscontrate con i requisiti psico-fisici della nuova mansione.
Se il medico competente giudica il lavoratore non idoneo al cambio mansione, la prima e più importante conseguenza è che il lavoratore non può essere adibito alla nuova mansione. Il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare scrupolosamente tale giudizio, pena gravi sanzioni.
A questo punto, la responsabilità del datore di lavoro si sposta sulla ricerca di soluzioni alternative, sempre nel rispetto dei principi della sorveglianza sanitaria:
- Ricerca di una Ricollocazione Lavorativa: L’azienda ha il dovere di tentare di ricollocare il lavoratore in una mansione compatibile con il suo stato di salute. Si cercano mansioni che non presentino i rischi specifici per i quali è stata accertata l’inidoneità. Questa nuova posizione dovrà essere compatibile con le capacità residue del lavoratore, come indicate dal medico competente.
- Adeguamento della Mansione Esistente: In alcuni casi, potrebbe non essere necessario un completo cambio mansione. Se il giudizio è di idoneità con prescrizioni o limitazioni (un caso meno grave dell’inidoneità piena), il datore di lavoro deve attuare le modifiche organizzative o tecniche suggerite dal medico del lavoro per rendere la mansione compatibile con le condizioni del lavoratore.
- Collaborazione con il Medico Competente: Il medico competente non si limita a esprimere un giudizio, ma collabora con il datore di lavoro fornendo indicazioni e suggerimenti per la ricollocazione lavorativa o per l’adattamento della mansione. Questa sinergia è fondamentale per trovare la soluzione migliore.
Se la Ricollocazione non è Possibile
Qualora non fosse possibile trovare una ricollocazione lavorativa compatibile con il giudizio di inidoneità, e se non ci sono altre mansioni o adattamenti possibili all’interno dell’organizzazione aziendale, si apre una fase complessa. In questi casi estremi, l’impossibilità di adibire il lavoratore a una mansione idonea può portare, purtroppo, alla risoluzione del rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo e dopo aver dimostrato l’impossibilità di ogni altra soluzione.
Il Ricorso Avverso il Giudizio del Medico
È importante sapere che sia il datore di lavoro che il lavoratore possono fare ricorso avverso il giudizio di inidoneità espresso dal medico competente. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio all’organo di vigilanza (ASL/ATS) territorialmente competente. Sarà quest’ultimo a decidere in merito, eventualmente richiedendo ulteriori accertamenti.
Qual’è la differenza tra visita medica preventiva e visita per cambio mansione?
Nell’ambito della medicina del lavoro e della sorveglianza sanitaria, si parla spesso di visita medica preventiva e di visita medica per cambio mansione. Sebbene entrambe siano fondamentali per la tutela della salute dei lavoratori e siano condotte dal medico competente, esse rispondono a scopi e momenti diversi.
Visita Medica Preventiva:
La visita medica preventiva è il primo accertamento sanitario che un lavoratore deve affrontare prima di essere adibito a una mansione che comporta rischi specifici. L’obiettivo primario di questa visita, effettuata dal medico del lavoro, è stabilire l’idoneità del futuro dipendente a svolgere il compito specifico per il quale è stato assunto, prevenendo così l’insorgenza di malattie professionali o l’aggravamento di condizioni preesistenti legate ai rischi specifici della mansione iniziale. È un filtro iniziale per garantire che il lavoratore sia adatto a quel ruolo fin dall’inizio.
Visita Medica per Cambio Mansione:
La visita medica al cambio mansione, invece, avviene quando un lavoratore già in forza all’azienda viene assegnato a una mansione diversa o a un nuovo reparto. Anche in questo caso, se la nuova mansione comporta l’esposizione a rischi specifici differenti o aggiuntivi, la visita medica per cambio mansione diventa obbligatoria secondo il D.Lgs. 81/08.
La differenza chiave sta nel contesto:
- La preventiva valuta l’idoneità all’ingresso in un determinato ruolo.
- La visita per cambio mansione valuta l’idoneità al passaggio a un ruolo differente, considerando che lo stato di salute del lavoratore e i rischi professionali potrebbero essere mutati nel tempo. Il medico competente deve accertare che il lavoratore sia ancora in grado di svolgere i nuovi compiti senza compromettere la propria salute.

Il datore di lavoro può rifiutarsi di far fare la visita per cambio mansione?
Nel complesso panorama della medicina del lavoro, una domanda cruciale che emerge spesso è: “Il datore di lavoro può rifiutarsi di far fare la visita per cambio mansione?”. La risposta, basata sulla legislazione italiana e sui principi della sorveglianza sanitaria, è categorica: no, il datore di lavoro non può rifiutarsi di adempiere a questo obbligo.
L’Obbligo Inderogabile del D.Lgs. 81/08
Il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, è la normativa di riferimento che disciplina gli obblighi del datore di lavoro e il ruolo del medico competente. L’articolo 41, comma 2, lettera d-bis), stabilisce in modo esplicito che la visita medica è obbligatoria in occasione del cambio di mansione, qualora questo comporti l’esposizione a rischi specifici diversi o ulteriori rispetto a quelli già valutati.
Questa disposizione non è una facoltà, ma un obbligo legale che il datore di lavoro deve rispettare per garantire la tutela della salute dei lavoratori. La visita medica per cambio mansione è un pilastro della sorveglianza sanitaria preventiva, destinata ad accertare l’idoneità del lavoratore a svolgere la nuova mansione senza compromettere la propria salute o sicurezza.
Le Conseguenze del Rifiuto da Parte del Datore di Lavoro
Un rifiuto da parte del datore di lavoro di far effettuare la visita medica per cambio mansione costituisce una grave violazione della normativa e può comportare serie conseguenze:
- Sanzioni Legali: Il D.Lgs. 81/08 prevede sanzioni amministrative pecuniarie e, in alcuni casi, anche l’arresto per il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di sorveglianza sanitaria. La mancata effettuazione di una visita obbligatoria rientra in queste violazioni.
- Rischio Aumentato di Infortuni e Malattie Professionali: Adibire un lavoratore a una mansione diversa senza la necessaria valutazione medica significa esporlo a rischi specifici non accertati. Questo aumenta significativamente la probabilità di infortuni sul lavoro o l’insorgenza di malattie professionali correlate alla nuova mansione.
- Responsabilità Civile e Penale: In caso di infortunio o malattia che possa essere collegata alla mancata visita medica per cambio mansione, il datore di lavoro potrebbe essere chiamato a rispondere in sede civile (per risarcimento danni) e penale (per lesioni o omicidio colposo).
- Cattiva Gestione del Personale e del DVR: Il rifiuto di effettuare la visita mina la corretta gestione del personale e la validità del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve essere aggiornato in base ai rischi specifici delle mansioni.
Il Ruolo del Medico Competente
È il medico del lavoro, o medico competente, che individua la necessità della visita medica per cambio mansione in base alla valutazione dei rischi e alla specifica mansione. Il suo ruolo è fondamentale nella gestione della sorveglianza sanitaria, e il datore di lavoro è tenuto a collaborare pienamente con lui. Se il medico competente ravvisa l’obbligo di tale visita, il datore di lavoro deve provvedere affinché essa venga effettuata, coprendone interamente i costi.
Cosa succede se il lavoratore si rifiuta di fare la visita medica per cambio mansione?
Nel contesto della medicina del lavoro, la visita medica per cambio mansione è un appuntamento fondamentale per la sorveglianza sanitaria. Ma cosa accade se il lavoratore si rifiuta di sottoporsi a questa visita medica per cambio mansione, che ribadiamo essere obbligatoria?
La questione è delicata e comporta precise conseguenze sia per il dipendente che per il datore di lavoro.
Il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, non impone obblighi solo al datore di lavoro, ma anche al lavoratore. L’articolo 20, comma 2, lettera i), stabilisce chiaramente che i lavoratori “si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei confronti della loro salute”. Questo include la visita medica per cambio mansione, quando richiesta dal medico competente e resa necessaria dalla nuova mansione e dai suoi rischi specifici.
Il rifiuto da parte del lavoratore di sottoporsi a questa visita non è quindi un’opzione, ma una violazione di un dovere. La visita medica per cambio mansione è, infatti, uno strumento di tutela della sua stessa salute, mirata ad accertare la sua idoneità a svolgere la mansione diversa senza pericoli.
Le Conseguenze del Rifiuto per il Lavoratore
Se un lavoratore si rifiuta di fare la visita medica per cambio mansione, si attivano una serie di conseguenze, anche gravi:
- Impossibilità di Adibizione alla Nuova Mansione: La conseguenza più immediata e diretta è che il datore di lavoro non potrà adibire il lavoratore alla nuova mansione. Senza il giudizio di idoneità del medico del lavoro, l’azienda non ha la certezza che il lavoratore sia in grado di svolgere i nuovi compiti in sicurezza e che non sia esposto a rischi specifici incompatibili con il suo stato di salute. Adibire un lavoratore senza tale certificazione esporrebbe il datore di lavoro a pesanti sanzioni e a gravi responsabilità in caso di infortunio o malattia.
- Sanzioni Disciplinari: Il rifiuto di sottoporsi a una visita obbligatoria è considerato una violazione degli obblighi contrattuali e normativi del lavoratore. L’azienda può avviare un procedimento disciplinare, che a seconda della gravità del rifiuto e delle politiche aziendali, può portare a richiami, sospensioni e, nei casi più gravi e reiterati, anche al licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
- Sospensione della Retribuzione o del Rapporto di Lavoro: In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non essere in grado di ricollocare il lavoratore nella precedente mansione (se ad esempio è stata già assegnata ad altri o se la precedente mansione comporta anch’essa rischi che richiedono accertamento). L’impossibilità di adibire il lavoratore a un ruolo idoneo a causa del suo rifiuto può portare a una sospensione dal lavoro senza retribuzione, fino alla regolarizzazione della posizione.

Conclusioni: Visita medica per cambio mansione
La visita medica per cambio mansione non è un adempimento burocratico, ma un passaggio obbligatorio e di fondamentale importanza nel panorama della medicina del lavoro.
Dall’accertamento dell’idoneità del lavoratore a fronteggiare i rischi specifici della nuova mansione, alla gestione dei casi di inidoneità con l’obiettivo di una ricollocazione lavorativa idonea, ogni fase è progettata per tutelare il benessere del singolo e, di conseguenza, la produttività e la conformità dell’azienda.
Il datore di lavoro, adempiendo al suo obbligo di far effettuare tale visita e coprendone interamente i costi, investe nella prevenzione e nella protezione del proprio personale. Allo stesso modo, il lavoratore, sottoponendosi alla visita, collabora attivamente alla propria tutela e alla sicurezza collettiva.In sintesi, la visita medica al cambio di mansione è un esempio concreto di come la medicina del lavoro agisca come scudo protettivo, assicurando che le transizioni professionali siano gestite con la massima attenzione alla persona. È un valore aggiunto per il benessere del lavoratore e per la solidità e responsabilità dell’azienda nel suo complesso.

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