Che cos’è l’Audiometria e perché è così utile nell’ambito della medicina del lavoro?
Nella nostra esperienza di Medici del Lavoro il tratto più insidioso del danno uditivo da Lavoro è che non fa male, non dà preavvisi, e quando il lavoratore se ne accorge il danno è già consolidato.
Ecco perché l’audiometria è, uno degli esami più preziosi di tutta la sorveglianza sanitaria.
Indice:
CHE COS’È L’AUDIOMETRIA E A CHI SERVE
COME FUNZIONA L’ESAME: AUDIOMETRIA TONALE E VOCALE
COME SI LEGGE L’AUDIOGRAMMA: NORMOACUSIA, IPOACUSIA, COFOSI
PERCHÉ L’AUDIOMETRIA È OBBLIGATORIA: SORVEGLIANZA SANITARIA E VALORI D’AZIONE
OBBLIGHI DI DATORE, LAVORATORE E MEDICO COMPETENTE
FAQ
L’Audiometria: cos’è e a chi serve
IL’audiometria (o esame audiometrico) è la misurazione della capacità uditiva di una persona, cioè la soglia minima di intensità sonora che l’orecchio riesce a percepire alle varie frequenze. Il risultato viene tracciato su un grafico, l’audiogramma, che diventa la fotografia dell’udito di quel lavoratore in quel momento.
In medicina del lavoro non è un esame “generico”: serve soprattutto a chi è esposto a rumore in ambienti come metalmeccanica, edilizia, industria estrattiva e lavorazione del legno. Come noi di Medicolavoro.org abbiamo spiegato in Rischio Rumore sul Lavoro: 8 cose che devi sapere, il rumore è un agente fisico subdolo proprio perché ci abituiamo a conviverci. Non a caso lo trattiamo anche nella panoramica dedicata ai Rischi Fisici.
Un dato che mi colpisce ogni volta: l’ipoacusia da rumore è stata, fino alla fine degli anni 2000, la prima causa di malattia professionale denunciata in Italia (e in Germania, Austria e Portogallo), prima che il primato europeo passasse alle patologie muscolo-scheletriche, come documenta il Portale Agenti Fisici.
Non è un problema del passato: In un report dell’INAIL di febbraio 2026, l’Ente ha dichiarato che nel 2025 ha registrato 98.463 denunce di malattia professionale, in aumento dell’11,3% sul 2024, e la categoria “malattie dell’orecchio”, che comprende l’ipoacusia da rumore, pesa per 5.273 denunce, il 6,2% del totale
Come funziona l’esame: audiometria tonale e vocale
È un esame non invasivo e indolore. Nella pratica si articola in due modalità:
- Audiometria tonale liminare: in una cabina silente il lavoratore indossa una cuffia e segnala quando percepisce toni puri a frequenze crescenti (di norma da 250 a 8.000 Hz). Si costruisce così la curva della soglia uditiva orecchio per orecchio.
- Audiometria vocale: si valuta la capacità di comprendere le parole, non solo di percepire i suoni. Utile per stimare la ricaduta funzionale reale sulla vita quotidiana.
Un errore comune che osservo: pensare che basti “una macchina qualsiasi”.
La qualità del risultato dipende dalla calibrazione dell’audiometro, dal silenzio della cabina e dal rispetto di un intervallo di riposo acustico prima dell’esame (di solito almeno 14-16 ore lontano dal rumore). Se il lavoratore arriva dopo un turno intenso, rischiamo di misurare uno spostamento temporaneo di soglia e non il suo udito reale. È il tipo di dettaglio che, come ho già trattato in Visita Medica Periodica: 10 punti chiave, fa la differenza tra un esame utile e uno da rifare.
Segnalo anche una novità tecnica: la vecchia UNI 9432 per la valutazione dell’esposizione al rumore è stata sostituita dalla UNI EN ISO 9612:2025, in vigore dal 24 luglio 2025, con metodi di campionamento più rigorosi. Riguarda la misura del rumore ambientale, non l’audiometria in sé, ma incide su chi va inviato all’esame.
Come si legge l’audiogramma: normoacusia, ipoacusia, cofosi
Quando spiego l’audiogramma, uso tre parole chiave:
- Normoacusia: udito nella norma, soglie entro circa 20-25 dB.
- Ipoacusia: riduzione uditiva, di grado lieve, medio, grave o profondo. Quella da rumore è tipicamente bilaterale e simmetrica, con la caratteristica caduta sui 4.000 Hz.
- Anacusia (o cofosi): perdita totale dell’udito in un orecchio.
Le frequenze più alte, sopra gli 8.000 Hz, sono le prime a soffrire. Una revisione del 2021 pubblicata su International Journal of Environmental Research and Public Health (Škerková, Kovalová, Mrázková) mostra che il danno da rumore è rilevabile prima con l’audiometria alle frequenze 14-16 kHz, in particolare nei lavoratori under 30.
Cosa significa? Che un audiogramma esteso può accendere l’allarme prima che il lavoratore percepisca qualsiasi calo. Per capire come questi segnali si intreccino con il riconoscimento della patologia rimando alla nostra guida su Malattia Professionale e segnali precoci.
Perché l’audiometria è obbligatoria: sorveglianza sanitaria e valori d’azione
L’audiometria non è una cortesia: rientra nella sorveglianza sanitaria disciplinata dall’art. 41 del D.Lgs. 81/2008.
Un aggiornamento da conoscere: l’art. 41 è stato modificato dalla Legge 203/2024 (in vigore dal 12 gennaio 2025), che estende la visita preventiva alla fase preassuntiva e consente al medico competente di non ripetere esami recenti5. Ne parlo in modo trasversale nella guida Sorveglianza Sanitaria: quando è obbligatoria e per chi, lettura che consiglio a ogni datore di lavoro.
Sul rumore, il Titolo VIII, Capo II (artt. 188-198) fissa soglie precise:
- Valori inferiori di azione: LEX,8h = 80 dB(A) — su richiesta del lavoratore l’audiometria è già attivabile.
- Valori superiori di azione: LEX,8h = 85 dB(A) — sorveglianza sanitaria obbligatoria.
- Valore limite: LEX,8h = 87 dB(A).
Nella prassi, come descrive PuntoSicuro, tra 80 e 85 dB(A) la periodicità è spesso triennale, oltre gli 85 dB(A) annuale (non un valore fisso di legge, ma coerente con l’art. 196). A definire il quadro espositivo è il Documento di Valutazione dei Rischi, spiegato nella nostra guida al DVR.
L’Audiometria: obblighi del lavoratore e del datore di lavoro
Qui i ruoli si intrecciano.
Il datore di lavoro valuta il rischio, fornisce i dispositivi di protezione — ne parliamo in DPI: cosa sono e come usarli — e attiva la sorveglianza.
Il lavoratore ha il dovere di sottoporsi agli esami e di usare correttamente le protezioni.
Il medico competente esegue e interpreta l’audiometria, la conserva nella cartella sanitaria (tema che approfondiamo in La cartella sanitaria e di rischio del lavoratore) ed esprime il giudizio di idoneità alla mansione.
Sul ruolo di questa figura rimando alla guida su Il Medico Competente Aziendale: è lui il regista dell’intero processo. E quando il giudizio non convince, lavoratore o datore possono contestarlo, come spieghiamo in Contestare il giudizio del Medico del Lavoro; la stessa Legge 203/2024 ha ricondotto all’ASL la competenza sul ricorso.
FAQ
L’esame audiometrico fa male?
No. È un esame non invasivo: si ascoltano suoni in cuffia in una cabina silenziosa e si segnala quando li si percepisce.
Ogni quanto va ripetuta l’audiometria?
Dipende dall’esposizione: nella prassi triennale tra 80 e 85 dB(A) e annuale oltre 85 dB(A)7, salvo diversa periodicità motivata dal medico competente.
L’ipoacusia da rumore si può guarire?
No, il danno da rumore è irreversibile: si può solo prevenirlo con DPI, riduzione dell’esposizione e diagnosi precoce. Ne parliamo in Rischio Rumore sul Lavoro.
Un’ipoacusia mi rende inidoneo al lavoro?
Non automaticamente. Il medico competente valuta grado e mansione ed esprime un giudizio, spesso con prescrizioni; approfondimento in Idoneità alla Mansione.

Foto di Thanks for your Like da Pixabay





2 commenti su “Audiometria ed esame audiometrico: cosa misura davvero e perché non va sottovalutato nel 2026”
Periodicità dell’audiometria?
Vincenzo, dipende dal livello di esposizione al rumore ma tipicamente è annuale.