RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI: Quali sono e come prevenirli (D.Lgs 81/2008)

rischi professionali degli infermieri Primo piano su un’infermiera che maneggia una bottiglia di disinfettante chimico indossando guanti protettivi, all’interno di un laboratorio ospedaliero. Sullo sfondo: scaffali con sostanze chimiche etichettate, cartelli di sicurezza e schermi di computer.

Quali sono i rischi professionali degli infermieri a cui sono esposti gli infermieri? Una guida completa ai rischi biologici, fisici, chimici e psicosociali nel settore sanitario, con focus sulla normativa vigente (D.Lgs 81/2008) e misure preventive

Gli infermieri rappresentano una delle categorie professionali più esposte a rischi lavorativi complessi, che possono compromettere la loro salute fisica e mentale. 

I rischi professionali degli infermieri includono: esposizione a patogeni (rischio biologico), movimentazione manuale dei carichi (lesioni muscoloscheletriche), contatto con sostanze chimiche (farmaci citotossici, disinfettanti), stress lavoro-correlato e burnout, rischio da violenza in ambiente ospedaliero, i rischi professionali degli infermieri sono attentamente valutati dal Medico Competente aziendale durante la visita medica del lavoro a cui è sottoposto ogni lavoratore, attività prevista dalla Sorveglianza Sanitaria.

Questo articolo analizza in dettaglio le tipologie di rischi professionali degli infermieri, i dati INAIL, la normativa italiana (D.Lgs 81/2008) e le strategie di prevenzione utili a tutelare la salute degli operatori sanitari.

Indice:
COSA SI INTENDE PER RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI?
QUALI SONO I RISCHI BIOLOGICI PER GLI INFERMIERI?
QUALI SONO I RISCHI FISICI PER GLI INFERMIERI?
QUALI SONO I RISCHI CHIMICI PER GLI INFERMIERI?
RISCHIO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI (MMCS) INFERMIERI
RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI: VIOLENZA IN AMBIENTE OSPEDALIERO
CHI FA LA VALUTAZIONE DEI RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI?
QUALI SONO LE PROFESSIONI MAGGIORMENTE A RISCHIO IN AMBITO SANITARIO?
RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI: I DATI INAIL
CONCLUSIONE: RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI



Cosa si intende per rischi professionali degli infermieri?

Con “rischi professionali degli infermieri” si indica la possibilità che un operatore sanitario subisca un danno imprevisto durante l’erogazione di prestazioni sanitarie. Questo tipo di rischio è strettamente legato alle attività svolte all’interno di strutture ospedaliere e ambulatoriali, dove i professionisti come gli infermieri sono quotidianamente esposti a potenziali pericoli.

Tra i principali rischi professionali degli infermieri rientrano:

La valutazione dei rischi professionali degli infermieri è obbligatoria per tutti i luoghi di lavoro sanitari ai sensi del D.Lgs. 81/08, ed è parte integrante del documento di valutazione dei rischi (DVR) e richiede interventi mirati alla prevenzione, come l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la formazione continua del personale e l’implementazione di protocolli di sicurezza.

Un aspetto critico riguarda anche il burnout negli infermieri e nel personale sanitario, fenomeno sempre più diffuso e correlato a un ambiente lavorativo ad alto rischio. 

Per contrastarlo, è essenziale promuovere una cultura della salute mentale e introdurre misure di supporto psicologico. In sintesi, i rischi professionali degli infermieri in sanità rappresentano una problematica complessa che richiede una gestione multidisciplinare, volta a tutelare sia la salute del paziente che quella degli operatori sanitari, in particolare degli infermieri, figure centrali nell’assistenza quotidiana.

rischi professionali degli infermieri: Un’infermiera in camice bianco e DPI (maschera FFP2, guanti, visiera) mentre preleva sangue a un paziente in ambiente ospedaliero. L’immagine deve mostrare l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale per evitare il rischio biologico.

Quali sono i rischi biologici per gli infermieri? 

Come abbiamo visto il rischio biologico è definito come l’esposizione a organismi viventi o sostanze da essi prodotte che possono comportare un rischio per la salute umana. 

Tra i rischi professionali degli infermieri quello biologico è uno dei più comuni e richiede una valutazione attenta all’interno del documento di valutazione dei rischi (DVR) .

L’esposizione può avvenire attraverso:

  • Contatto diretto con pazienti infetti
  • Manipolazione di sangue, urine, feci o altri liquidi biologici
  • Incidenti con aghi o strumenti taglienti contaminati
  • Inalazione di goccioline infette (droplet) o aerosol

Principali agenti biologici a cui sono esposti gli infermieri

Gli agenti biologici pericolosi che più frequentemente interessano il personale infermieristico includono:

AgenteMalattia associataVie di trasmissione
Virus dell’epatite B (HBV)Epatite BSangue, fluidi corporei
Virus dell’epatite C (HCV)Epatite CSangue
Virus dell’immunodeficienza umana (HIV)AIDSSangue, sperma, secrezioni vaginali
SARS-CoV-2COVID-19Droplets, aerosol, superfici contaminate
Mycobacterium tuberculosisTubercolosiAerea
MRSA (meticillino-resistente Staphylococcus aureus)Infezioni cutanee, sepsiContatto diretto
NorovirusGastroenteriteFecale-orale, contatto indiretto

Alcuni di questi agenti, come l’HIV e l’HBV, possono causare malattie croniche o addirittura mortali in seguito a incidenti occupazionali.

Le situazioni di maggior rischi professionali degli infermieri

I momenti lavorativi che comportano maggiore esposizione al rischio biologico negli infermieri includono:

  • Somministrazione di farmaci per via parenterale
  • Gestione di cateteri, drenaggi e ferite aperte
  • Interventi di emergenza in pronto soccorso
  • Lavoro in reparti di terapia intensiva o malattie infettive
  • Smaltimento di rifiuti sanitari a rischio biologico

Secondo dati INAIL, il contatto accidentale con aghi contaminati rappresenta una delle principali cause di infortunio professionale tra gli operatori sanitari.

Prevenzione e protezione: come ridurre il rischio biologico

La prevenzione dei rischi professionali degli infermieri in ambito biologico si basa su 4 pilastri fondamentali:

Dispositivi di protezione individuale (DPI)

L’utilizzo costante e corretto dei DPI è essenziale:

  • Guanti sterili
  • Maschere chirurgiche o FFP2/FFP3
  • Visiera o occhiali protettivi
  • Camici monouso o lavabili
Formazione e informazione

Tutti gli infermieri devono ricevere una formazione specifica sulla sicurezza e il rischio biologico, compresa la gestione degli incidenti.

Sorveglianza sanitaria

Ai sensi del D.Lgs. 81/08, è obbligatorio effettuare una sorveglianza sanitaria personalizzata, inclusi eventuali test sierologici e vaccinazioni raccomandate (es. anti-epatite B).

Normativa applicabile

La principale normativa italiana che regola il rischio biologico negli ambienti di lavoro sanitario è il D.Lgs. 81/08:

 Titolo X – Esposizione ad agenti biologici.

Quali sono i rischi fisici per gli infermieri?

A differenza dei rischi biologici o chimici, i rischi fisici sono spesso legati all’ambiente di lavoro, alle attrezzature utilizzate e alla tipologia delle mansioni svolte.

Vediamo nel dettaglio quali sono, come influenzano la salute dell’infermiere e come possono essere prevenuti.

Movimentazione manuale dei carichi

Uno dei rischi professionali degli infermieri in ambito fisico più diffusi è il sollevamento e lo spostamento di pazienti, materassi, barelle e altre attrezzature pesanti. Questo comporta alcuni problemi tra cui:

  • Dolore lombare
  • Ernie discali
  • Lesioni muscoloscheletriche croniche

Secondo dati INAIL, circa il 35% degli infortuni nel settore sanitario riguarda problemi alla schiena legati alla movimentazione manuale.

Rischi professionali degli infermieri da caduta e scivolamento

Tra i rischi professionali degli infermieri, il lavoro in ambienti ospedalieri comporta frequentemente il rischio di inciampare o scivolare su pavimenti bagnati o ostruiti da cavi o oggetti. Le conseguenze possono variare da semplici contusioni fino a fratture o distorsioni.

Lavoro notturno e turni irregolari

Molti infermieri lavorano a turni, compresi quelli notturni. Questo tipo di organizzazione lavorativa può causare:

  • Alterazioni del ritmo circadiano
  • Disturbi del sonno
  • Aumento della fatica fisica e mentale
  • Maggiore probabilità di errori clinici

Rischio elettrico

L’utilizzo quotidiano di apparecchiature medicali alimentate a corrente espone gli infermieri a potenziali rischi di folgorazione, in particolare in presenza di guasti o isolamenti difettosi.

Normativa vigente: D.Lgs 81/2008 e obblighi del datore di lavoro

Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs 81/2008) dedica diversi articoli alla tutela dei lavoratori dai rischi fisici, che riguardano strettamente i rischi professionali degli infermieri. In particolare:

  • Articolo 70 : richiede al datore di lavoro di adottare misure atte a eliminare o ridurre al minimo i rischi derivanti dall’ambiente di lavoro.
  • Articolo 71 : stabilisce criteri per l’organizzazione del lavoro, anche in relazione ai turni e al lavoro notturno.
  • Articolo 72 : impone di valutare e gestire il rischio da movimentazione manuale dei carichi.
  • Articolo 73 : prevede la protezione dal rumore e la fornitura di DPI specifici in caso di esposizione prolungata.
  • Articolo 74 : regola il rischio vibrazioni meccaniche e il microclima.

I rischi fisici per gli infermieri rappresentano una problematica importante e spesso sottovalutata. La natura stessa del lavoro infermieristico — dinamico, fisicamente impegnativo e poco ergonomico in molti contesti — rende questa categoria particolarmente vulnerabile.

rischi professionali degli infermieri: Infermieri che sollevano un paziente da un letto con l’aiuto di un sollevatore meccanico. Ambientazione: reparto ospedaliero moderno, con letti regolabili e attrezzature sanitarie. Immagine realistica e professionale.

Quali sono i rischi chimici per gli infermieri?

Gli infermieri sono tra le figure professionali più esposte a una vasta gamma di rischi professionali degli infermieri , tra cui quelli chimici, spesso sottovalutati ma potenzialmente gravi. 

Lavorando quotidianamente in ambienti sanitari come ospedali, cliniche o studi medici, entrano frequentemente in contatto con sostanze pericolose utilizzate per la cura dei pazienti, la sterilizzazione degli strumenti o la sanificazione degli ambienti.

Tra i rischi professionali degli infermieri il rischio chimico fa riferimento all’esposizione di lavoratori a sostanze tossiche, irritanti o cancerogene durante lo svolgimento delle loro mansioni. Nel caso degli infermieri, questa esposizione può avvenire attraverso:

  • Contatto cutaneo
  • Inalazione di vapori
  • Esposizione accidentale a schizzi o fuoriuscite
  • Manipolazione diretta senza adeguata protezione

La normativa italiana, in particolare il D.Lgs 81/2008 , richiede ai datori di lavoro di effettuare una precisa valutazione dei rischi chimici e di adottare misure preventive per tutelare la salute del personale sanitario.

Principali sostanze chimiche a cui sono esposti gli infermieri

Disinfettanti e detergenti

Tra le sostanze più comuni utilizzate quotidianamente dagli infermieri vi sono:

  • Cloro e derivati
  • Alcol etilico
  • Glutaraldeide
  • Perossido di idrogeno
  • Formulazioni disinfettanti

Questi agenti, pur essenziali per garantire la pulizia e la sicurezza degli ambienti sanitari, possono causare irritazioni alle vie respiratorie e alla pelle.

Farmaci citotossici e chemioterapici

Gli infermieri che operano nei reparti di oncologia o ematologia sono frequentemente coinvolti nella preparazione e somministrazione di farmaci antineoplastici, composti noti per la loro tossicità sistemica.

Le principali problematiche legate a queste sostanze includono:

  • Effetti genotossici
  • Rischi riproduttivi
  • Possibile sviluppo di patologie tumorali a lungo termine

La manipolazione deve sempre avvenire seguendo protocolli rigorosi e indossando dispositivi di protezione individuale (DPI) specifici.

Solventi e prodotti per la sterilizzazione

In alcuni casi, vengono utilizzati solventi organici o agenti chimici per la disinfezione di strumenti chirurgici o apparecchiature diagnostiche. Tra questi:

  • Epossietano
  • Formaldeide
  • Acidi forti

Queste sostanze richiedono particolare attenzione in termini di ventilazione degli ambienti e uso di DPI.

Conseguenze sulla salute degli infermieri

Un’esposizione prolungata o non protetta a sostanze chimiche pericolose, sono veri e propri rischi professionali degli infermieri e possono comportare conseguenze serie per la salute, tra cui:

  • Dermatiti da contatto
  • Asma occupazionale
  • Irritazione delle mucose
  • Patologie polmonari croniche
  • Sintomi neurologici (mal di testa, vertigini)
  • Danni epatici o renali in casi estremi

Per questo motivo, è fondamentale che ogni struttura sanitaria adotti una politica attiva di prevenzione e garantisca formazione continua al proprio personale.

Come prevenire i rischi chimici per gli infermieri

La prevenzione rappresenta il miglior approccio per ridurre in ambito chimico i rischi professionali degli infermieri , ecco alcune misure efficaci:

Utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI)

I DPI, come guanti, maschere FFP2/FFP3, occhiali protettivi e camici monouso, devono essere indossati sempre durante la manipolazione di sostanze pericolose.

Adeguata formazione e informazione

Secondo quanto previsto dal Testo Unico Sicurezza (D.Lgs 81/2008) , tutti i lavoratori devono ricevere una formazione specifica sui rischi chimici e sulle procedure di sicurezza.

 Applicazione di protocolli di sicurezza

Devono essere definiti chiaramente i modi per preparare, conservare e smaltire farmaci e sostanze chimiche. È importante evitare contaminazioni crociate e garantire la tracciabilità.

Sorveglianza sanitaria personalizzata

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a determinati agenti chimici. Essa include visite mediche periodiche e valutazioni specifiche.

 Adeguamento degli ambienti di lavoro

Ventilazione efficace, postazioni dedicate alla manipolazione di sostanze pericolose e sistemi di aspirazione localizzata riducono significativamente il rischio di inalazione.

Gli infermieri sono quotidianamente esposti a numerosi rischi chimici , che possono incidere significativamente sulla loro salute a lungo termine. La consapevolezza di questi pericoli, unita a una corretta applicazione delle normative vigenti, permette di ridurre drasticamente i rischi professionali degli infermieri .

Normativa vigente: D.Lgs 81/2008 e linee guida nazionali

Il Testo Unico Sicurezza (D.Lgs 81/2008) dedica diversi articoli alla tutela dei lavoratori esposti ad agenti chimici. In particolare:

  • Articolo 213-226 : definisce le procedure di valutazione del rischio e le misure di protezione per i lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi.
  • Allegato XXXVIII : elenca i limiti di esposizione professionale (LEP) per numerose sostanze chimiche.
  • Articolo 43 : richiede una formazione specifica per tutti i lavoratori esposti a sostanze pericolose.
  • Articolo 41 : obbliga il datore di lavoro a fornire dispositivi di protezione individuale adeguati.

Oltre al quadro legislativo nazionale, si applicano le direttive europee in materia, tra cui il Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) e il Regolamento REACH , che stabiliscono criteri di classificazione, etichettatura e gestione sicura delle sostanze chimiche.

Rischio movimentazione manuale dei carichi (MMCs) infermieri

Tra i rischi professionali degli infermieri degno di nota è anche il rischio muscoloscheletrico indica l’esposizione ripetuta o prolungata a movimenti, posture o sollecitazioni che possono causare danni al sistema muscoloscheletrico (muscoli, tendini, ossa, articolazioni, dischi intervertebrali).

I rischi professionali degli infermieri è prevalentemente legato a:

  • Sollevamento e trasporto di carichi pesanti (pazienti, attrezzature, ecc.)
  • Movimenti ripetuti (es. cambio posizione ai pazienti)
  • Posture scorrette mantenute a lungo
  • Lavoro in ambienti non ergonomici

Conseguenze sulla salute degli infermieri

L’esposizione continuativa a situazioni di rischio muscoloscheletrico può determinare sia effetti acuti che cronici, tra cui:

Area interessataDisturbi comuni
SchienaLombalgie, ernie discali, sciatalgie
ColloCervicalgia, contratture
SpalleTendiniti, sindrome da conflitto subacromiale
Arti inferioriDolore plantare, vene varicose, gonfiore
GeneralizzatoAffaticamento cronico, riduzione della mobilità

Secondo dati INAIL, circa un terzo degli infortuni nel settore sanitario è attribuibile a disturbi muscoloscheletrici derivanti da movimentazione errata o sollecitazioni ripetitive.

Normativa vigente: D.Lgs 81/2008

Il Testo Unico Sicurezza (D.Lgs 81/2008) dedica diversi articoli alla tutela dei lavoratori dai rischi ergonomici e muscoloscheletrici. In particolare:

  • Articolo 72 : richiede al datore di lavoro di valutare e gestire il rischio da movimentazione manuale dei carichi.
  • Articolo 71 : stabilisce criteri per l’organizzazione del lavoro, anche in relazione alla fatica fisica.
  • Allegato XXXIV : definisce le linee guida per la valutazione del rischio ergonomico e i limiti di peso per il sollevamento manuale.
  • Articolo 40 : impone la sorveglianza sanitaria mirata a individuare precocemente eventuali patologie muscoloscheletriche.

La valutazione del rischio muscoloscheletrico deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi professionali degli infermieri e deve riguardare tutte le mansioni che comportano movimenti ripetitivi, posture scorrette o sollevamenti di carichi.

Strategie di prevenzione e protezione

Per ridurre il rischio muscoloscheletrico nel lavoro infermieristico, si raccomandano le seguenti misure preventive:

  • Sollevatori di pazienti
  • Letti regolabili in altezza
  • Sponde elettriche
  • Carrelli per il trasporto di attrezzature

 Formazione continua

  • Corsi specifici sulla corretta movimentazione dei pazienti
  • Tecniche di sollevamento sicuro
  • Educazione alla postura

 Sorveglianza sanitaria personalizzata

  • Visite mediche periodiche dedicate ai disturbi muscoloscheletrici
  • Esami strumentali mirati (ecografie, RX, RM)
  • Monitoraggio dell’evoluzione dei sintomi

Il rischio muscoloscheletrico, tra i rischi professionali degli infermieri, rappresenta una problematica seria e diffusa nel settore sanitario. La natura del lavoro infermieristico, con il frequente ricorso a movimenti ripetitivi, sollevamenti di carichi e posture scorrette, rende questa categoria estremamente vulnerabile a lesioni e infortuni di tipo fisico.

rischi professionali degli infermieri: Infermieri che sollevano un paziente da un letto con l’aiuto di un sollevatore meccanico. Ambientazione: reparto ospedaliero moderno, con letti regolabili e attrezzature sanitarie. Immagine realistica e professionale.

Rischi professionali degli infermieri: violenza in ambiente ospedaliero

L’ambiente ospedaliero è uno dei luoghi di lavoro più esposti al rischio di violenza, sia fisica che verbale. 

Tra i rischi professionali degli infermieri , questo tipo di rischio rappresenta una grave minaccia per la sicurezza degli operatori sanitari, incidendo direttamente sul loro benessere psicofisico e sull’efficacia dell’assistenza erogata ai pazienti.

Cos’è il rischio da violenza in ambiente sanitario?

Tra i rischi professionali degli infermieri , il rischio da violenza in ambiente ospedaliero indica qualsiasi comportamento aggressivo, minaccioso o lesivo rivolto al personale sanitario durante l’espletamento delle proprie mansioni. 

Si tratta di un rischio psicosociale riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’INAIL come fattore significativo di stress lavoro-correlato.

La violenza può essere:

  • Fisica : aggressioni con contatto diretto (spintoni, pugni, uso di oggetti).
  • Verbale : insulti, urla, minacce, linguaggio offensivo.
  • Psicologica : intimidazioni, stalking, atteggiamenti vessatori.
  • Tra colleghi : fenomeni di mobbing o conflitti relazionali all’interno del team.
rischi professionali degli infermieri: Scena in pronto soccorso: un paziente agitato si rivolge in modo aggressivo verso un infermiere. Altri operatori osservano la situazione. Lo sfondo mostra un ambiente caotico tipico di un ospedale. Stile fotografico realistico.

Contesti lavorativi a maggior rischio

Alcuni reparti e servizi sanitari presentano un livello di esposizione maggiore al rischio di violenza:

Reparto/ServizioLivello di rischio
Pronto SoccorsoAlto
PsichiatriaAlto
Terapia IntensivaMedio-Alto
Servizi di emergenza-urgenza (118)Alto
Area pediatrica e geriatricaMedio
Ospedalità diurna e ambulatorialeBasso-Medio

Secondo dati INAIL e studi scientifici, il personale infermieristico è il più colpito da episodi di violenza, seguito dagli operatori socio-sanitari (OSS), dagli agenti di polizia sanitaria e dai medici di pronto intervento.

Conseguenze sulla salute degli operatori sanitari

L’esposizione ripetuta a situazioni di violenza può determinare effetti gravi e duraturi sulla salute mentale e fisica del personale sanitario. Tra le conseguenze più comuni si annoverano:

Disturbi psicologici

  • Aumento dello stress lavoro-correlato
  • Sviluppo di sintomi ansiosi e depressivi
  • Burnout professionale
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD) in casi estremi

Problemi fisici

  • Infortuni da aggressione (contusioni, fratture)
  • Contratture muscolari dovute alla tensione
  • Alterazioni del sonno e affaticamento cronico

Impatto organizzativo

  • Aumento dell’assenteismo
  • Riduzione della motivazione e del rendimento
  • Difficoltà nella gestione del rapporto con i pazienti

Normativa vigente: D.Lgs 81/2008

Il Testo Unico Sicurezza (D.Lgs 81/2008) dedica diversi articoli alla tutela dei lavoratori esposti a rischi psicosociali e da violenza. In particolare:

  • Articolo 28 : richiede al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute, compresi quelli legati alla violenza.
  • Articolo 37 : impone una formazione continua sulle tecniche di comunicazione e gestione del conflitto.
  • Articolo 40 : prevede la sorveglianza sanitaria mirata al benessere psicologico del personale.
  • Allegato XLII : definisce le linee guida per la valutazione del rischio psicosociale, tra cui la violenza.

La valutazione del rischio da violenza deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi (DVR) e del piano formativo aziendale.

Strategie di prevenzione e protezione

Per ridurre il rischio di violenza in ambiente ospedaliero, è fondamentale adottare misure preventive e protettive articolate e coordinate. Ecco le principali strategie raccomandate:

Formazione specifica

  • Corsi su tecniche di de-escalation (gestione non violenta dei conflitti)
  • Comunicazione efficace con pazienti agitati o familiari in crisi
  • Riconoscimento precoce dei segnali di potenziale aggressività

Protocolli operativi

  • Procedure chiare per la gestione delle emergenze
  • Attivazione immediata del personale di vigilanza in caso di pericolo
  • Segnalazione e registrazione di ogni episodio di violenza

Sorveglianza sanitaria personalizzata

  • Valutazione psicologica periodica per il personale esposto
  • Accesso a consulenza specialistica e supporto psicologico
  • Monitoraggio costante dello stato emotivo e dello stress

Adeguamento degli ambienti di lavoro

  • Postazioni di lavoro con uscite di sicurezza
  • Telecamere e sistemi di allarme nei punti critici
  • Disposizione degli arredi che favorisce il controllo visivo

 Supporto istituzionale

  • Collaborazione con forze dell’ordine per la tutela del personale
  • Politiche interne di zero tolleranza verso la violenza
  • Campagne informative per sensibilizzare pazienti e visitatori

Buone prassi quotidiane per il personale sanitario

  • Non affrontare da soli situazioni di potenziale pericolo
  • Utilizzare sempre i dispositivi di allarme disponibili
  • Segnalare tempestivamente ogni episodio di violenza
  • Partecipare regolarmente alla formazione obbligatoria
  • Chiedere supporto psicologico in caso di disagio emotivo

Come abbiamo visto tra i rischi professionali degli infermieri, il rischio da violenza in ambiente ospedaliero rappresenta una problematica seria e crescente nel settore sanitario. Il continuo contatto con pazienti in condizioni critiche, spesso accompagnati da familiari emotivamente fragili, espone gli operatori sanitari a una serie di minacce che vanno adeguatamente gestite. Tuttavia, grazie a una corretta valutazione del rischio , alla formazione specifica e all’applicazione di protocolli di sicurezza, è possibile ridurre drasticamente l’incidenza di aggressioni e migliorare il benessere generale del personale.

rischi professionali degli infermieri: Paziente arrabbiato che urla contro un infermiere in camice blu presso la reception del reparto. Lo sguardo dell’infermiere è teso ma professionale. Sullo sfondo: cartelle cliniche, schermi accesi e personale che osserva la scena.

Chi fa la valutazione dei rischi agli infermieri?  

La valutazione dei rischi professionali degli infermieri è un processo fondamentale previsto dalla normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro. Essa ha come obiettivo principale l’identificazione, l’analisi e la gestione di tutti i pericoli cui il personale sanitario è esposto quotidianamente durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

La valutazione dei rischi professionali degli infermieri non è un compito solitario, ma richiede la collaborazione di diverse figure competenti:

Il Datore di Lavoro

  • È responsabile primario della sicurezza.
  • Deve garantire che venga effettuata la valutazione completa di tutti i rischi professionali degli infermieri
  • Può delegare tecnicamente l’incarico, ma non la responsabilità legale.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

  • Figura tecnica con formazione specifica in materia di sicurezza sul lavoro.
  • Si occupa dell’analisi scientifica dei rischi presenti negli ambienti di lavoro.
  • Collabora con il datore di lavoro nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) .

Il Medico Competente

  • Partecipa alla valutazione dei rischi per la salute del personale.
  • Contribuisce alla definizione delle misure preventive e protettive.
  • Gestisce la sorveglianza sanitaria mirata ai lavoratori esposti a determinati rischi.

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

  • Ha diritto all’accesso ai documenti e alle informazioni relative alla sicurezza.
  • Collabora attivamente alla valutazione e monitora il rispetto delle normative.
  • Garantisce che le esigenze dei lavoratori siano considerate.

I principali strumenti tecnici utilizzati per la valutazione dei rischi professionali degli infermieri sono:

Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

  • Obbligatorio per ogni struttura sanitaria pubblica o privata.
  • Contiene l’elenco dei rischi professionali degli infermieri identificati, le misure di prevenzione adottate e le eventuali criticità.

Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI)

  • Richiesto quando in uno stesso ambiente lavorano più imprese appaltatrici (es. pulizie, vigilanza).
  • Serve a coordinare le attività per evitare interferenze di rischio.

Piani di Sorveglianza Sanitaria

  • Elaborati in collaborazione con il medico competente.
  • Individuano i lavoratori esposti a rischi specifici e stabiliscono la frequenza delle visite mediche.

Un’adeguata valutazione permette di ridurre drasticamente infortuni, malattie professionali e assenteismo, migliorando al contempo la qualità dell’assistenza erogata ai pazienti.

rischi professionali degli infermieri: Gruppo di infermieri in fila che indossano correttamente i dispositivi di protezione individuale: maschera chirurgica, occhiali protettivi, camice monouso e guanti. Sfondo: spogliatoio/area preparazione ospedaliera.

Quali sono le professioni maggiormente a rischio in ambito sanitario?

Il settore sanitario è uno dei contesti lavorativi più complessi dal punto di vista della sicurezza sul lavoro . Moltissime figure professionali operano quotidianamente in ambienti ad alto rischio, esposte a pericoli biologici, chimici, fisici e psicosociali. Vediamo insieme quali sono le professioni maggiormente a rischio in ambito sanitario .

1. Infermieri

Gli infermieri sono tra le figure professionali più esposte a una vasta gamma di rischi occupazionali :

  • Rischio biologico : esposizione a patogeni come HIV, epatiti, batteri resistenti.
  • Rischio fisico : movimentazione manuale dei carichi, che può causare lombalgie ed ernie discali.
  • Rischio chimico : contatto con farmaci citotossici e disinfettanti.
  • Rischio psicosociale : stress lavoro-correlato, burnout e aggressioni in ambiente ospedaliero.

2. Operatori Socio Sanitari (OSS)

Gli OSS svolgono attività molto simili a quelle degli infermieri, ma spesso con minor formazione specifica sui rischi. Sono particolarmente esposti a:

  • Sollevamento di pazienti non autosufficienti
  • Lavoro notturno e turni irregolari
  • Rischio da violenza verbale o fisica

3. Medici di Pronto Soccorso e Terapia Intensiva

I medici che operano in contesti critici sono frequentemente esposti a:

  • Esposizione a agenti infettivi
  • Stress emotivo elevato
  • Lavoro sotto pressione per molte ore consecutive

4. Personale di laboratorio analisi

I tecnici di laboratorio corrono rischi legati a:

  • Manipolazione di campioni biologici potenzialmente infetti
  • Uso di sostanze chimiche pericolose
  • Rischio da aghi contaminati

5. Anestesisti e personale operatorio

Durante gli interventi chirurgici si corre rischio di:

  • Esposizione a gas anestetici
  • Contatto con strumentario affilato
  • Affaticamento fisico per lunghi tempi di sala operatoria

Rischi professionali degli infermieri: i Dati INAIL

Il settore sanitario, da sempre in prima linea nella tutela della salute pubblica, si trova ad affrontare sfide complesse in termini di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro. 

I dati raccolti dall’INAIL per il periodo 2019-2023 evidenziano una situazione articolata, con numeri che riflettono non solo i rischi professionali degli infermieri tipici del comparto, ma anche l’impatto delle emergenze sanitarie globali come la pandemia da SARS-CoV-2.

Infortuni sul lavoro: Numeri e Trend

Secondo l’analisi INAIL, nel 2023 sono stati registrati oltre 55.000 infortuni denunciati nel settore “Sanità e Assistenza sociale”, pari al 12% del totale nazionale degli infortuni nell’Industria e Servizi. Questo rappresenta un trend oscillante negli ultimi cinque anni, con un picco nel 2020 a causa dell’esposizione massiccia del personale sanitario al virus. 

Nonostante una riduzione nel 2021, il numero è tornato a salire nel biennio successivo, sebbene con una mortalità scesa ai minimi storici (25 decessi nel 2023).

I luoghi principali di infortunio sono gli ospedali, le cliniche e i centri di assistenza residenziale per anziani o disabili. Il 70% degli eventi riguarda il comparto sanitario, mentre il restante 30% è attribuibile all’assistenza sociale. Le donne rappresentano circa i tre quarti delle vittime , coerentemente con la forte presenza femminile nel settore.

Tra le cause più frequenti:

  • Movimenti sotto sforzo fisico (40%);
  • Scivolamenti o cadute (77%);
  • Schiacciamenti;
  • Aggressioni e violenze (9,3%, ben al di sopra della media del 3,3% registrata negli altri settori).

Aggressioni e Violenza: Un Fenomeno in Aumento

Un aspetto particolarmente critico è rappresentato dagli episodi di violenza e aggressione subiti dal personale sanitario. Nel quinquennio 2019-2023, sono state registrate quasi 12.000 denunce di infortuni legati a violenze, con un aumento costante anno dopo anno. Nel solo 2023, si contano circa 2.500 casi , in crescita del 3% rispetto al 2022.

La maggior parte degli attacchi avviene da parte di pazienti o familiari, prevalentemente nelle ore diurne, e colpisce soprattutto infermieri, operatori socio-sanitari e assistenti sociali. Più del 75% delle vittime sono donne, con diagnosi frequenti di contusioni, lussazioni, distorsioni e, in alcuni casi, ferite e fratture.

L’Italia ha introdotto misure legislative importanti, tra cui la Legge n. 113/2020 e il recente decreto convertito in legge n. 171/2024, mirate a rafforzare la protezione del personale sanitario e socio-sanitario. L’istituzione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie (Onseps) rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela.

Malattie Professionali: Crescita Post-Pandemica

Le malattie professionali hanno seguito un andamento influenzato dalla pandemia, con una riduzione nel 2020 (-23% rispetto al 2019), seguita da una ripresa graduale fino al +16% nel 2023. Le patologie più comuni riguardano prevalentemente il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo (oltre il 90%), ma cresce l’attenzione per quelle correlate allo stress e alle sostanze cancerogene / mutageniche.

Sostanze Pericolose: Nuove Normative

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 135/2024 , derivato dalla Direttiva UE n. 2022/431, la normativa italiana si è ampliata per includere le sostanze tossiche per la riproduzione (reprotossiche) . 

Tra queste, spicca l’ossido di etilene, utilizzato per la sterilizzazione di dispositivi medici. Il valore limite di esposizione professionale (VLEP) è fissato a 1,8 mg/m³ , richiedendo rigorosi protocolli di sicurezza e monitoraggio.

Gli obblighi per i datori di lavoro includono:

  • Valutazione del rischi professionali degli infermieri specifico;
  • Formazione continua;
  • Sorveglianza sanitaria;
  • Registrazione delle esposizioni.

CONCLUSIONE: Rischi professionali degli infermieri

Il settore sanitario rimane uno dei comparti con maggiore incidenza di infortuni e rischi professionali degli infermieri. 

Tuttavia, grazie alla sinergia tra legislazione, formazione e monitoraggio continuo, si registra un progressivo miglioramento nella gestione della sicurezza. 

È fondamentale proseguire lungo questa strada, investendo in prevenzione, tecnologie sicure e supporto psicosociale per chi lavora ogni giorno per salvare vite.


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2 commenti su “RISCHI PROFESSIONALI DEGLI INFERMIERI: Quali sono e come prevenirli (D.Lgs 81/2008)”

  1. Salve, ho ritirato il DVR dopo visita periodica ed ho notato che tra i rischi infortunistici, alla voce “guida Autoveicoli”, è barrato il NO. La domanda: se come infermiere ambulatoriale esco con l’auto aziendale per visite domiciliari, il rischio dovrebbe essere positivo?

    1. Buongiorno, se esce come infermieri, durante l’orario di lavoro con la macchina aziendale è esposto a rischi specifici e una Sorveglianza Sanitaria particolare, quindi deve essere indicato nel DVR, questa è una mancanza. Segnali al RSPP aziendale e al Datore di lavoro tale mancanza tramite PEC.

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