Ultimo aggiornamento: 28/07/26
La cartella sanitaria e di rischio del lavoratore è un documento creato dal medico competente aziendale.
La cartella sanitaria e di rischio è un documento medico contenente informazioni personali sul lavoratore. Viene realizzata dal Medico Competente Aziendale, il professionista nominato dal datore di lavoro che si occupa di svolgere tutte le visite mediche necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori di un’azienda.
Il contenuto della cartella sanitaria e il trattamento dei dati al suo interno sono regolati dal Decreto Legislativo 81/08, o Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.
Indice:
CHE COS'È DAVVERO LA CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO
CHI LA CUSTODISCE, DOVE E PER QUANTO TEMPO
CHI PUÒ ACCEDERE ALLA CARTELLA SANITARIA E CHI NON PUÒ
CAMBIO DI AZIENDA E CAMBIO DI MEDICO COMPETENTE: COSA SUCCEDE ALLA CARTELLA SANITARIA
ALLEGATO 3B, NOVITÀ 2025 E SANZIONI: GLI ERRORI CHE VEDIAMO PIÙ SPESSO
FAQ
Che cos’è la cartella sanitaria e di rischio
Il medico competente, lo specialista in medicina del lavoro che svolge la sorveglianza sanitaria, cioè gli accertamenti periodici sui lavoratori esposti a rischi specifici, istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria: lo prevede l’articolo 25, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 81/2008.
Il nome è composto da due parti, e la seconda, di rischio, è quella che nella pratica viene quasi sempre trascurata: non stiamo parlando di un raccoglitore di referti, ma del documento che tiene insieme la storia clinica di una persona e la storia delle sue esposizioni professionali.
L’Allegato 3A del D.Lgs. 81/2008 ne definisce il contenuto minimo, che riassumiamo così:
- Dati identificativi: lavoratore, azienda e mansione specifica svolta.
- Anamnesi lavorativa: storia completa delle esposizioni professionali, comprese quelle presso i datori di lavoro precedenti.
- Rischi lavorativi specifici: quelli cui il lavoratore è effettivamente esposto, desunti dalla valutazione dei rischi aziendale.
- Protocollo sanitario applicato: periodicità e tipo di accertamenti previsti.
- Esiti degli accertamenti: risultati delle visite mediche e degli esami strumentali e di laboratorio eseguiti nel tempo.
- Giudizi di idoneità alla mansione: espressi negli anni, con eventuali limitazioni o prescrizioni.
Questa struttura non è un capriccio burocratico. Nel 2024 l’INAIL ha registrato circa 88.000 denunce di malattia professionale, il 21,8% in più rispetto al 2023 e il livello più alto dal triennio 1976-1978, con circa 58.000 lavoratori coinvolti. Molte di quelle patologie hanno latenze lunghissime, e solo la cartella sanitaria e di rischio permette di ricostruire a distanza di anni le esposizioni di una persona.
Sul ruolo di chi la redige rimandiamo al nostro articolo su Il Medico Competente Aziendale, mentre i criteri con cui si stabilisce chi va sottoposto a controlli periodici li abbiamo spiegati in La Sorveglianza Sanitaria dei Lavoratori.
La parte di rischio, del resto, non nasce dal nulla: il medico competente la costruisce leggendo il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e la traduce in accertamenti concreti attraverso il protocollo sanitario, che resta una prerogativa medica e non una scelta del datore di lavoro.

Chi la custodisce, dove e per quanto tempo
La cartella sanitaria è custodita dal medico competente sotto la sua responsabilità, con salvaguardia del segreto professionale, in un luogo concordato con il datore di lavoro al momento della nomina.
È un punto spesso frainteso: l’azienda può mettere a disposizione l’armadio, la stanza o il server, ma non diventa titolare del contenuto. Il datore garantisce il contenitore, il medico competente risponde di ciò che c’è dentro.
Sul piano della riservatezza il riferimento corretto non è più il solo Codice privacy del 2003: la disciplina applicabile è il GDPR (Regolamento UE 2016/679) insieme al D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018. Capita ancora di leggere procedure aziendali che citano solo la vecchia normativa, ormai superata.
Gli adempimenti pratici li abbiamo raccolti in Privacy: 7 mosse obbligatorie per tutelare i lavoratori.
Sulla durata della conservazione le regole cambiano a seconda del rischio: per alcune esposizioni, come quelle ad agenti cancerogeni, i termini si allungano di decenni oltre la cessazione del rapporto di lavoro.
Noi di Medicolavoro.org abbiamo dedicato un’intera guida al tema, Per quanto tempo deve essere conservata la cartella sanitaria dei lavoratori, e la conclusione era chiara: eliminare una cartella sanitaria perché «il lavoratore non è più in azienda» è uno degli errori più costosi che un’impresa possa commettere.
Chi può accedere alla cartella sanitaria del lavoratore
La regola su chi può accedere alla cartella sanitaria e di rischio è più semplice di quanto molti credano, e forse proprio per questo viene violata spesso; accedono solo due soggetti:
- il medico competente, che la istituisce e la aggiorna,
- il lavoratore, che ha diritto di consultarla e di riceverne copia su richiesta.
- Il datore di lavoro no. Al datore arriva il giudizio di idoneità alla mansione , idoneo, idoneo con prescrizioni o limitazioni, temporaneamente o permanentemente inidoneo , e nient’altro.
Che non sia un formalismo lo dimostra un provvedimento del Garante Privacy del 16 gennaio 2025: un medico competente è stato sanzionato con 2.000 euro per aver comunicato al datore di lavoro una sintesi anamnestica del lavoratore, spingendosi oltre il giudizio di idoneità e violando gli articoli 6 e 9 del GDPR.
Ci arrivano spesso richieste in perfetta buona fede , «dottore, mi dica almeno perché ha messo quella limitazione» , e la risposta del nostro team è sempre la stessa: il perché clinico non esce dall’ambulatorio, la limitazione operativa sì, ed è tutto ciò che serve per organizzare il lavoro in sicurezza.
Diverso è il caso degli organi di vigilanza, che nell’esercizio delle loro funzioni possono chiedere di prendere visione della documentazione sanitaria.
Diverso ancora è il caso del lavoratore che non condivide l’esito: il ricorso esiste ed è disciplinato, ne abbiamo spiegato tempi e modalità in Contestare il giudizio del medico del lavoro, mentre per capire come si legge un giudizio resta utile Idoneità alla mansione: 5 cose che devi sapere.

Cambio di azienda e cambio di medico competente: cosa succede alla cartella
Alla cessazione del rapporto di lavoro il medico competente consegna al lavoratore copia della cartella sanitaria e di rischio, con le informazioni necessarie sulla sua conservazione. L’originale resta al datore di lavoro, che deve custodirlo nel rispetto della riservatezza.
Il nostro team incontra spesso lavoratori che quella copia non l’hanno mai vista: è un diritto, non una cortesia, e conviene chiederla il giorno stesso delle dimissioni, quando è ancora facile trovare l’interlocutore giusto.
Quando invece cambia il medico competente e l’azienda resta la stessa, le cartelle passano al collega subentrante, che le prende in carico e ne prosegue l’aggiornamento.
Nella nostra esperienza è il momento più delicato dell’intero ciclo di vita del documento: un passaggio di consegne fatto male produce protocolli sanitari azzerati, anamnesi lavorative ricostruite a memoria e scadenze di visita perse.
Il consiglio operativo che diamo a HR e RSPP è banale solo in apparenza: prima di chiudere un incarico, mettete a verbale l’elenco nominativo delle cartelle trasferite. Ne parliamo anche nella nostra guida al ruolo dell’RSPP, perché è un adempimento che nessuno rivendica finché non manca.
Un ragionamento simile vale per i passaggi interni: un cambio di mansione impone una nuova visita e l’aggiornamento della parte di rischio, non un appunto a margine.
Allegato 3B, novità 2025 e sanzioni: gli errori che vediamo più spesso
Dalle cartelle dei singoli lavoratori discende un obbligo collettivo che molte aziende scoprono tardi: l’articolo 40 del D.Lgs. 81/2008 impone al medico competente di trasmettere ogni anno all’INAIL, entro il 31 marzo, i dati aggregati sanitari e di rischio previsti dall’Allegato 3B; per l’annualità 2025, come confermato dalla Nota INAIL sul punto, la scadenza resta fissata al 31 marzo 2026.
Se i dati individuali sono incompleti, l’invio aggregato lo diventa a cascata: ne abbiamo scritto in Allegato 3B: aggiornamenti e scadenze.
Il 2025 ha portato anche una novità che tocca l’elenco dei compiti del medico competente nell’articolo 25: il D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, ha introdotto una nuova lettera a-bis che affianca agli obblighi tradizionali un compito informativo sulla prevenzione oncologica e sugli screening previsti dai LEA.
È un segnale di direzione: la sorveglianza sanitaria si sposta dalla sola verifica dell’idoneità verso la promozione della salute, come già osserviamo nella gestione dei lavoratori fragili.
Sul fronte sanzionatorio circolano ancora online importi datati, che sentiamo ancora citare in azienda. Quelli aggiornati, dopo la rivalutazione ISTAT disposta dal Decreto Direttoriale 111/2023 ed entrata in vigore il 1° luglio 2023, prevedono per il medico competente che non istituisce, non aggiorna o non custodisce correttamente la cartella l’arresto fino a due mesi oppure l’ammenda da 427,16 a 1.708,61 euro, ai sensi dell’articolo 58 del D.Lgs. 81/2008.
Non sono cifre da capogiro, ma raramente arrivano da sole: il Rapporto annuale di vigilanza 2025 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro riporta 157.381 ispezioni con un tasso di irregolarità del 74%, e in materia di salute e sicurezza 89.851 violazioni penali e 3.630 violazioni amministrativi. Per il quadro completo degli adempimenti rimandiamo a Sicurezza sul lavoro: la guida del datore di lavoro.
Dopo anni di attività sul campo, consideriamo la cartella sanitaria e di rischio il documento più sottovalutato della medicina del lavoro: non produce adempimenti visibili, non si appende in bacheca, non serve a superare un’ispezione nell’immediato.
FAQ
Il datore di lavoro può leggere la cartella sanitaria del dipendente?
No. Il datore di lavoro non ha accesso ai contenuti clinici: riceve esclusivamente il giudizio di idoneità alla mansione, con eventuali prescrizioni o limitazioni. Il provvedimento del Garante Privacy del 16 gennaio 2025 ha sanzionato proprio la comunicazione al datore di informazioni anamnestiche eccedenti. Il tema è approfondito in Privacy: 7 mosse obbligatorie per tutelare i lavoratori.
Per quanto tempo va conservata la cartella sanitaria e di rischio?
Dipende dal rischio a cui il lavoratore è stato esposto: per alcune esposizioni, come gli agenti cancerogeni, i termini si estendono per decenni dopo la fine del rapporto di lavoro. Abbiamo dedicato un articolo intero alla questione: Per quanto tempo deve essere conservata la cartella sanitaria dei lavoratori.
Cosa succede alla cartella quando cambio azienda?
Alla cessazione del rapporto il medico competente consegna al lavoratore copia della cartella, con le informazioni sulla sua conservazione; l’originale resta al datore di lavoro nel rispetto della riservatezza. Conservare quella copia è il modo più semplice per dare continuità alla propria sorveglianza sanitaria presso il datore successivo.
Chi decide quali esami inserire nel protocollo sanitario?
Il medico competente, sulla base dei rischi valutati nel DVR. Non è una decisione negoziabile con l’azienda, come spieghiamo in Il Protocollo Sanitario: cos’è davvero, chi lo scrive.
Quali sanzioni rischia il medico competente che non istituisce o non aggiorna la cartella?
L’articolo 58 del D.Lgs. 81/2008 prevede l’arresto fino a due mesi o l’ammenda da 427,16 a 1.708,61 euro, importi aggiornati dalla rivalutazione ISTAT in vigore dal 1° luglio 2023. Sul ruolo e le responsabilità della figura, rimandiamo a Il Medico Competente Aziendale.
Speriamo che questo articolo ti sia stato utile.
Se hai altre domande lascia un commento qui sotto e ti risponderemo il prima possibile!





69 commenti su “La cartella sanitaria e di rischio del lavoratore: 10 cose che devi sapere”
salve voglio esporvi il mio problema: un mese dopo che sono andato in pensione (dicembre 2023) ho avuto problemi alla vescica che poi si è rivelato trattarsi di carcinoma uroteriale della vescica ed ho subito un intervento di asportazione della vescica e della prostata ora su consiglio dei medici che mi hanno curato intendo fare domanda di malattia professionale considerato che ho lavorato ha contatto con vernici e solventi oltre ad altri prodotti chimici ho fatto richiesta alla azienda del rilascio della cartella sanitaria del lavoratore ma al momento l’azienda non mi ha ancora risposto come devo comportarmi?
Buongiorno, mi spiace per la sua situazione. L’azienda è obbligata a rilasciare la sua cartella sanitaria quando richiesta (in realtà dovrebbe essere comunque inviata dal medico del lavoro aziendale al termine del contratto di lavoro quando richiesto).
Il mio consiglio è quello di fare richiesta tramite PEC della cartella sanitaria alla sua azienda ai sensi dell’Art. 25, comma 1, lettera h) del D.Lgs 81/08, indicando un termine per l’invio, sono previste, in caso di mancato invio, sanzioni amministrative e penali.
In caso non venga inviata, le consiglio di contattare un legale esperto in diritto del lavoro e di effettuare una denuncia per violazione dell’articolo Art. 25, comma 1, lettera h) del D.Lgs 81/08.
Spero di esserle stato utile.
Salve, in caso di cambio lavoro tra due pubbliche amministrazioni, il medico competente del nuovo datore può richiedere la cartella sanitaria del lavoro precedente , nel caso il lavoratore si rifiuti di presentarla o non ne sia in possesso?
Buongiorno, il medico del lavoro che subentra deve chiedere la cartella sanitaria del lavoratore per valutare la storia clinica del lavoratore, e in teoria non deve essere il lavoratore a fornirla.
Il lavoratore ha comunque facoltà di richiederne una copia al medico del lavoro precedente come stabilito dall’Articolo 25, comma 1, lettera e) del Decreto Legislativo 81/08.
Buongiorno,
nelle cartelle sanitarie restituite all’azienda come dev’essere messo il “sigillo” che indica che il documento è coperto da segreto professionale?
C’è un cod. penale/articolo che è bene citare ed indicare all’esterno della cartalla sanitaria ?
es: “art….-documento coperto da segreto professionale”
Grazie per le delucidazioni.
Rossella, premesso che sono parecchi anni che non facciamo più le cartelle sanitarie “cartacee”, che normalmente si passiamo direttamente al nuovo medico, non al datore di lavoro, direi che la busta o il pacco dev’essere ben sigillato in modo che sia evidente se qualcuno ha aperto il pacco.
Per la frase, non so, potrebbe essere:
Contiene Cartelle Sanitarie. Deve essere custodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei
dati personali. Può essere aperta solo dal Medico Competente o dalle Autorità Sanitarie.
…sinceramente non credo ci sia una “formula” precisa da apporre.
La ringrazio per il parere espresso.
Buongiorno, Vi contatto per richiedere una informazione: quali sono i tempi esatti di rilascio della documentazione sanitaria e di rischio lavorativa_che decorrono dalla cessazione dell*attività lavorativa e comunque dal momento in cui il lavoratore ne avanza esplicita richiesta, conformemente a quanto stabilito dal Dlgs. 81/08?
Inoltre, in caso di consegna tardiva della cartella sanitaria, contenente _peraltro – dati personali, sanitari e/o professionali errati, entro quale limite temporale il datore di lavoro ed il medico competente sono tenuti alla rettifica dei dati e alla nuova consegna al lavoratore?
In caso di diniego alla richiesta di rilascio della documentazione sanitaria sussiste per il lavoratore possibilità di far valere il proprio diritto all’ottenimento della stessa e per le figure ivi preposte rischio di condanna/sanzione(amministrativa e/o pecuniaria?) grazie
Buongiorno, non sono indicate tempistiche specifiche sul Dlgs 81/08 ma il Articolo 25, comma 1, lettera e stabilisce che il Medico Competente ha l’obbligo di:
Consegnare al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio.
Fornire al lavoratore le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima
Dopo richiesta fatta tramite PEC se non le viene consegnata, deve denunciare all’Ispettorato del Lavoro questa mancanza e provvederanno di conseguenza.
Buonasera!
nel caso in cui un’azienda decida di cambiare Medico oltre a ricevere le cartelle sanitarie dei dipendenti in originale deve ricevere anche una copia delle stesse da consegnare ai dipendenti?
Altra cosa: il medico Competente uscente è tenuto a consegnare i verbali di sopralluogo e protocolli sanitari redatti nel corso del servizio dato?
Grazie per le delucidazioni.
Rossella,
il vecchio medico del lavoro deve consegnare le cartelle sanitarie al nuovo dottore. Senza passare dal datore di lavoro.
Non ci sono altre cosa da fare con le cartelle sanitarie.
La consegna al lavoratore si fa quando il lavoratore cessa la collaborazione.
Tutto chiaro! la ringrazio per l’aiuto!
Cordiali saluti!
dimenticavo:
le relazioni e i verbali doveva già averli consegnarli quando li ha fatti.
Buongiorno, dal 1992 sono dipendente di un’azienda private nei vari passaggi societari che si sono susseguiti nel tempo. Ultimamente ho richiesto copia della mia cartella sanitaria, preciso che non ci sono rischi speciali quali amianto o altro, ma quanto mi è stato consegnato è solo relativo alle visite degli ultimi 10 anni. Posso chiedere di avere anche le relazioni delle visite precedenti? l’azienda è obbligata a conservarli?
Saluti.
Giampiero, non credo che ci sia obbligo di conservare la cartella sanitaria per più di 10 anni. E’ solo una mia personale opinione perchè non so se c’è una norma specifica in proposito.
Buongiorno, ho una domanda: in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il medico competente dovrà consegnare la cartella sanitaria (originale) del dipendente al datore di lavoro e copia al lavoratore stesso…..ma il medico competente deve conservare, ugualmente, copia della cartella sanitaria o deve cancellare i dati?
Grazie
Federica, non credo ci sia l’obbligo alla cancellazione a meno che non sia espressamente richiesto dagli interessati. Ma un esperto di privacy saprà rispondere con più cognizione di causa di me…
Per miei motivi personali ho richiesto la.mia cartella ( copia)al dottore del lavoro. Mi ha risposto che l’avrò solo se interrompo il lavoro con l’azienda, se lavoro nn ne ho diritto di averla prima. A me sembra strano che nn posso averla. E vero o ha ragione il Dottore?
Grazie
Nel Decreto Lgs 81/08 all’Articolo 25, ovvero gli obblighi del Medico del Lavoro al comma 1, lettera h è specificato che il medico competente “informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria”
Se dovesse rifiutarsi, nel medesimo Decreto in base all’articolo 58 comma 1 lettera d è specificato che in caso di rifiuto può essere soggetto a una sanzione amministrativa dagli 800 ai 2000 €.
Le consiglio di fare richiesta scritta tramite PEC.
Il medico competente o suo delegato ha tempo 30 gg per inviarle tale materiale, in caso si dovesse rifiutare o far scadere i 30 giorni, può fare richiesta denunciando la situazione all’Ufficio SPRESAL dell’ASL del suo territorio, o all’Ispettorato del Lavoro.
Analisi lavorative
Salve, il datore di lavoro puó chiedere relazione scritta sulla salute del lavoratore?
Gianpaolo Antonello, le informazioni sulla salute del lavoratore sono confidenziali tra il lavoratore e il medico.
Il datore di lavoro può sapere solo il minimo indispensabile per cautelare la salute del lavoratore stesso. Il 99% delle volte al datore di lavoro è sufficiente sapere se il lavoratore è idoneo alla mansione oppure no.
Il medico del lavoro può rimuovere le limitazioni previste al lavoratore se il lavoratore non presenta più quegli impedimenti e Quindi ricollocarlo alla sua precedente mansione?
Certamente.
Grazie della risposta. Ho avuto un ernia che mi ha impedito di muovermi correttamente, ma adesso sto bene. Il medico del lavoro può basarsi solo sulla mia parola o per ricollocarmi nel mio precedente posto devo effettuare degli esami?
Daniele, decide il medico. Certamente se hai un referto da uno specialista sarebbe ovvio il responso.
Può una cartella sanitaria del lavoro tenuta in modalità elettronica, scomparire (persa) nel passaggio tra un medico competente ed un altro, e il secondo non accorgersene e non segnalare?
Le cartelle elettroniche non devono essere in un programma immodificabile e che si può solo aggiungere?
Andrea, le cartelle sanitarie e di rischio (quelle dei lavoratori) sono dei semplici file, di solito protetti da password.
Credo che sia sufficiente richiedere al vecchio medico di ripetere l’invio del file….
Buonasera, in caso di cessione di ramo d’azienda (passaggio automatico dei dipendenti) la cartella sanitaria passa sotto la custodia del nuovo Medico Competente?
Grazie
Enry, sì, l’intera situazione di salute e sicurezza va presa in carico dalla struttura acquirente.
Salve
Essendo stato lavoratore non esposto ed essendo cessato il rapporto lavorativo qualche mese fa, il mio futuro datore di lavoro mi sta chiedendo la cartella sanitaria che dovrò consegnare.
Ai fini della tutela della mia privacy, IL medico dovrà indicare necessariamente la data di conclusione del rapporto, oppure è un dato facoltativo?
Davide, la “cartella sanitaria e di rischio” è riservata agli occhi del nuovo dottore. Il Datore di lavoro non deve vedere il contenuto.
Salve,nel caso in cui dopo aver eseguito una visita per l’idoneità presso una azienda pubblica,risultato idoneo e avendo poi fatto delle visite nella stessa , la medicina del lavoro può vedere e prendere in considerazione alla documentazione e quindi il referto dell’ultima visita?
AO, mi spiace ma non capisco la domanda…
Avendo già avuto l’idoneità,il medico del lavoro per una seconda visita può ,all’interno della stessa struttura ospedaliera dove ho fatto le visite,controllare i referti di esami fatti a parte ?
No, non credo. Comunque nascondere qualcosa, o mentire, al medico non è cosa da fare.
Salve, sono un Infermiera pubblica con limitazioni lavorative.
Sto per essere assunta da una struttura privata.
Il nuovo medico competente mi chiederà o chiederà alla vecchia azienda la cartella sanitaria e di rischio precedente?
Non voglio sostanzialmente che il privato veda le limitazioni, ma vorrei ricominciare da 0, con una cartella sanitaria nuova e senza limitazioni.
Grazie mille
Chiara, il nuovo dottore dovrebbe avere in mano le vecchie visite ma tu non ti preoccupare. Parli schiettamente. Dici che stai bene. Poi il medico deciderà cosa fare ma non mi preoccuperei.
Lavor in una PA. Ho richiesto già da tempo copia della relazione dello psicologo. Con scuse varie non me l’hanno ancora consegnata. Ho fatto anche sollecito.
Cosa devo fare
Buongiorno,
Sto per lasciare l’azienda dopo 35 anni di lavoro; la cartella sanitaria deve avere tutti i dati storici dall’assunzione o solo quelli relativi agli ultimi anni?
Grazie anticpatamente
Dino, probabilmente troverà solamente gli ultimi anni.
Chiedo un chiarimento, la cartella sanitaria come può essere consegnata al lavoratore se non a mano ? Devo inviarla (digitalmente) solo ad una pec o posso inviarla anche ad una mail semplice purchè sia del lavoratore.
Chiara, puoi anche mandare una mail normale ma devi essere certa che si tratta della mail personale del lavoratore (che ti ha dato il lavoratore stesso durante la visita). Che non sia una mail “aziendale”.
Un’alternativa è mandare un file zippato e protetto da password e la password la dai personalmente al lavoratore.
Ho dato le dimissioni alla vecchia azienda ad inizio marzo, di dovuto sollecitare la consegna della cartella sanitaria all’Azienda che non si é premurata di farmela inviare dal medico. Ora sia.o quasi a maggio e nonostante i numerosi solleciti, non ho ricevuto nulla e il datore non mi comunica i dati del medico affermando che sta sollecitando direttamente. Vorrei passare ad un’azione più incisiva per farmela consegnare.
Mara, purtroppo molti medici sono lenti a rispondere a queste richieste.
Non so se ci sono delle penali in merito. Mi informerò.
Di certo puoi mandare una PEC al datore di lavoro (se non conosci il recapito del dottore) dandogli un ultimatum (magari metti “entro 15 giorni”) prima di rivolgerti alle autorità competenti (INL competente per territorio).
E’ normale che ci voglia tempo per adempiere a tale cavillo. Di solito ricorda che il medico competente non viene retribuito per questo ennesimo compito, oltre a quello di fare anche il caffè. Capisco che a te non interessi in quanto è un tuo diritto, ma posso assicurarti che se dovesse diventare pratica diffusa e persino “incisiva” la consegna, non si esiterà a farne gravare i costi sull’azienda. Quindi poi non lamentarti se ti pagheranno ancora meno della miseria che vi pagano adesso.
L’obbligo di consegna, non va richiesta, rimane in capo al medico competente, deve una PEC a lui segnalando la violazione dell’articolo 25 c.1 lettera e).
Se entro brevissimo tempo nn gli viene consegnata va fatta una richiesta di attività ispettiva presso la asp/usl del territorio competente in materia di Salute e Sicurezza, si trovano su internet.
Per tale violazione, la sanzione può arrivare fino all arresto.
Buongiorno, sto per iniziare un nuovo impiego in una nuova azienda. Tra i documenti richiesti anche la mia cartella sanitaria. E’ corretto che me la chieda l’azienda? Non ho nulla da nascondere ma ci sono descritti fatti privati, intimi accaduti anni fa e che non vorrei venissero letti da un qualsiasi impiegato di un ufficio personale che nemmeno conosco! Come mi accerto che consegnandola in busta chiusa poi non venga aperta prima che arrivi direttamente al nuovo medico? Grazie
Laura, può consegnarla al dottore quando farà la visita medica.
Salve ma è vero che l esito della visita aziendale nn deve leggerlo il datore di lavoro?
Rosa, l’esito che leggerà il datore di lavoro è solo se sei idonea o no alla mansione.
I dettagli del perchè no, le malattie, eccetera, invece sono segrete e private.
Salve. Dopo le mie dimissioni ho chiesto nella struttura dove lavoravo di avere la mia cartella sanitaria in busta chiusa per consegnarla al nuovo datore di lavoro. Mi ha chiesto di pagarla con 50 euro . E giusto chiedere i soldi? Grazie
Livia, assolutamente non giusto!
Al limite devono chiedere i soldi alla azienda.
Consegnare al lavoratore dimissionario la cartella sanitaria è un obbligo di legge.
Il vecchio medico le deve dare la cartella sanitaria (cartacea oppure in formato digitale).
Come dovrei reagire? Parlo comunque di una struttura ospedaliera privata. Neanche loro possono prendere pagamento, rispetto a una struttura statale? Grazie di nuovo. Non so come comportarmi
Livia, deve pretendere la sua cartella sanitaria, come descritto dalla legge.
salve. il medico competente non mi da accesso alla mia cartella sanitaria rimandando alla legge 241/90. sono dipendente di Azienda ULSS. POSSIBILE?
si puo’ richiedere on line la cartella?
Mario, dipende: se sono in formato digitale sì. Alcuni dottori però hanno ancora la documentazione cartacea…
Buonasera. Dal momento che la cartella sanitaria può essere vista dal medico competente e dal lavoratore, quando un lavoratore ne fa richiesta, chi può fotocopiarla? Se la fotocopio la leggo anche. Quindi solo il medico può farne delle copie? Grazie e ciao
Alberto, la cartella sanitaria è in mano al medico e al massimo al suo assistente/segretario. Nessuno dell’azienda vedrà la “copia”. Ovviamente dovrai aver dato al medico la tua email personale…
buongiorno, siccome l’articolo è ben fatto e utile, pongo qs domanda:
il medico del lavoro mi chiede i referti di visite ed esami specialistici che ho fatto con l’AUSL, per problemi di artrosi ad articolazioni.
Il medico del lavoro non ha accesso al FSE, ma ha il diritto di chiedermi quei referti?
ringrazio e saluto cordialmente
Luca, sì, il medico del lavoro ha il diritto di chiedere la documentazione in possesso del lavoratore e ha anche il diritto di far fare esami specialistici aggiuntivi, se servono.
Buongiorno, sono un magazziniere di 54 anni, ho fatto la visita medica aziendale il 30 agosto 2023 e il medico aziendale mi ha dato l’idoneità alla mansione specifica pur avendo io sottolineato di avere alcuni problemi articolari (ernia discale lombare con riconoscimento di malattia professionale). Dopo 2 giorni dalla visita mi chiama l’ufficio del personale e mi dice che il medico vuole sottopormi ancora a visita. Dato che l’idoneità può essere impugnata entro 30 giorni dal lavoratore o anche dal datore di lavoro, è giuridicamente corretta la richiesta del medico competente che, probabilmente, si è accorto di aver commesso un errore e vuole correggere il certificato?
Premetto che mi aveva dato l’idoneità anche nella precedente visita (visita straordinaria su richiesta del lavoratore) omettendo di denunciare la suddetta patologia che, 4 giorni dopo la visita medica straordinaria, veniva denunciata dal patronato e riconosciuta dall’inail con percentuale di danno del 6 %.
Vi ringrazio per la risposta che vorrete darmi.
Antonio, secondo me, il medico può chiedere una visita per rivedere i documenti o per ri-ascolare il lavoratore. Non vedo perché non potrebbe.
Detto questo, non sono un giuslavorista quindi non sono in grado di affermare, con assoluta certezza, che “giuridicamente” sia una procedura corretta…
Lo scopo del medico competente è controllare che la mansione lavorativa sia adeguata allo stato di salute del lavoratore e che, a lungo andare, la stessa non possa comportare pregiudizio alla salute.
Buongiorno, nel caso di dimissioni da un’azienda e conseguente assunzione in una nuova, al nuovo medico competente, c`è l’obbligo (nel caso lo richieda) di mostrare la cartella sanitaria rilasciatami dal precedente medico, oppure se ne inizierà semplicemente un’altra ? Grazie.
Carlo, non credo ci sia un obbligo. Vedo che a volte i lavoratori hanno la cartella precedente e a volte no.
ho fatto richiesta della cartella al medico competente..stranamente mi viene consegnata ma… priva di documentazione praticamente risulta documentazione iniziale..il resto della documentazione degli ultimi dieci anni sparita, di cui erano
inserite visite medicina lavoro per idonieta’ lavorativa referti salute mentale relazioni
del medico competente e ricoveri ospedalieri ecc.
Ho chiesto al nuovo medico competente perche’ manca tale documentazione..
risposta… non so mi e’sono stati consegnati questi documenti in una busta senza
protezione aperta. La responsabilita azienda e medico competente !!!
Salve sono stata operata di carcinoma al seno,mi è sta riconosciuta l invalidità civile del 70% volevo sapere se mi spetta l esonero dalle notti come operatore sanitario sottoposto a stress ed alterazione del ritmo biologico.grazie
Veronica, non c’è una graduatoria delle problematiche che portano “automaticamente” all’esonero del lavoro notturno…
Decide il medico competente (quello che segue l’intera azienda e conosce l’ambiente e il lavoro).
Quindi devi fare questa domanda al medico aziendale.
Se la scadenza della visita annuale è lontana, puoi chiedere una visita immediata: non è necessario spiegare perché vuoi la visita, la chiedi e basta. Hai tutti i diritti di poter parlare col medico competente.