Con il termine disostruzione pediatrica si indicano quelle manovre di intervento in grado di liberare il bambino che ha le vie respiratorie bloccate e che sta soffocando.
Se vuoi anche tu apprendere come fare a liberare le vie respiratorie di un piccolo che sta soffocando davanti ai tuoi occhi… segui il nostro articolo sulla DISOSTRUZIONE PEDIATRICA!
Indice:
COSA SIGNIFICA "DISOSTRUZIONE" E PERCHÉ LA DIFFERENZA TRA OSTRUZIONE PARZIALE E COMPLETA CAMBIA TUTTO
QUANTO È DIFFUSO IL SOFFOCAMENTO NEI BAMBINI: I NUMERI CHE DOVREMMO CONOSCERE TUTTI
LE MANOVRE AGGIORNATE: COSA CAMBIA CON LE LINEE GUIDA 2025
PERCHÉ LA DISOSTRUZIONE PEDIATRICA RIGUARDA ANCHE LA MEDICINA DEL LAVORO
GLI ERRORI CHE VEDIAMO PIÙ SPESSO
FAQ
Cosa significa “disostruzione” e perché la differenza tra ostruzione parziale e completa cambia tutto
Nella nostra esperienza di medici del lavoro capita spesso di formare il personale di asili nido e scuole dell’infanzia, e c’è una domanda che ci sentiamo rivolgere quasi sempre: “Se un bambino inizia a soffocare mentre mangia, io cosa devo fare, esattamente?”. È una domanda che ci colpisce ogni volta, perché dietro c’è una paura concreta e sacrosanta.
La disostruzione pediatrica non è una manovra da eroi: è una sequenza di gesti semplici e codificati, che chiunque stia accanto a un bambino dovrebbe conoscere. In queste righe proviamo a spiegarla come la raccontiamo in aula, aggiornandola alle linee guida più recenti e chiarendo perché tocca da vicino anche la sicurezza sul lavoro.
Con disostruzione pediatrica intendiamo l’insieme delle manovre di primo soccorso che liberano le vie aeree di un neonato, di un lattante o di un bambino quando un corpo estraneo, un boccone, un pezzo di giocattolo, una caramella, le ostruisce impedendo il passaggio dell’aria.
Il primo concetto che insegniamo, e che nella nostra esperienza fa la differenza tra un intervento utile e uno dannoso, è la distinzione tra ostruzione parziale e ostruzione completa.
Nell’ostruzione parziale il bambino tossisce, piange, emette suoni, riesce ancora a respirare anche se a fatica. Qui la regola è controintuitiva e va ripetuta con forza: non si fa la disostruzione. La tosse è il meccanismo naturale più efficace che esista, molto più delle nostre mani.
Il nostro compito è incoraggiare il bambino a tossire, restare accanto a lui, mantenere la calma e osservare. Intervenire con pacche o compressioni mentre il bambino tossisce efficacemente rischia solo di spostare il corpo estraneo e trasformare un’ostruzione parziale in una completa.
Nell’ostruzione completa, invece, il bambino non riesce più a tossire, non emette suoni, non respira, può portarsi le mani alla gola, diventa cianotico (bluastro) e nel giro di poco perde conoscenza. Qui ogni secondo conta e le manovre vanno iniziate subito, dopo aver allertato o fatto allertare il 112.
Quanto è diffuso il soffocamento nei bambini: i numeri che dovremmo conoscere tutti
I dati aiutano a capire perché insistiamo tanto su questa formazione.
Secondo fonti del Ministero della Salute e dell’INAIL, in Italia si registrano circa 1.000 ospedalizzazioni l’anno per soffocamento da corpo estraneo in età pediatrica, dato stabile negli ultimi dieci anni, a fronte di circa 80.000 casi complessivi annui contando anche gli episodi non ospedalizzati.1
Tra il 60 e l’80% è di origine alimentare, la fascia più colpita è 0-4 anni e il dato che ci colpisce di più circa la metà degli incidenti avviene in presenza di un adulto. Non basta esserci: bisogna saper intervenire.
Sul fronte europeo, la Fondazione Umberto Veronesi riferisce che ogni anno in Europa il soffocamento da cibo uccide circa 500 bambini.
Vale la pena ricordare che l’Italia si è mossa presto sulla prevenzione: il Ministero della Salute ha elaborato le “Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica”, considerate il primo documento europeo di questo tipo e approvate dal Consiglio Superiore di Sanità.
Sono un riferimento prezioso per capire quali alimenti tagliare e come (l’uva a spicchi, i wurstel nel senso della lunghezza, la frutta secca da evitare sotto i quattro anni).
Le manovre aggiornate: cosa cambia con le linee guida 2025
Qui arriviamo al cuore pratico, ed è importante perché nel 2025 qualcosa è cambiato. Le nuove linee guida dell’American Heart Association e dell’American Academy of Pediatrics, pubblicate il 22 ottobre 2025 su Circulation, e le corrispondenti Linee Guida RCP 2025-2030 dell’European e Italian Resuscitation Council,6 per la prima volta allineate sulla sequenza pediatrica, hanno rivisto alcuni passaggi.
Lattante fino a 1 anno di vita
Per il lattante la sequenza è confermata e si articola in cicli di 5 pacche interscapolari seguite da 5 compressioni toraciche:
- Posizionare il lattante a pancia in giù sull’avambraccio, con la testa più in basso del tronco e sostenendo bene la mandibola.
- Dare 5 pacche decise tra le scapole con il palmo della mano.
- Girare il lattante sulla schiena e praticare 5 compressioni toraciche sullo sterno, un dito sotto la linea dei capezzoli.
- Ripetere finché il corpo estraneo non viene espulso o il bambino perde coscienza.
Sui lattanti non si eseguono mai le compressioni addominali (manovra di Heimlich): il rischio di lesioni agli organi interni è troppo alto. Una precisazione tecnica utile: le linee guida IRC 2025 raccomandano, per le compressioni toraciche, la tecnica dei due pollici che circondano il torace (two-thumbs, hands-encircling-chest) al posto delle due dita sullo sterno, per una profondità di compressione più adeguata, attorno ai 4 cm.
Bambino oltre 1 anno di età
È qui che si concentra la novità 2025 più rilevante. Fino a ieri, sul bambino più grande, si insegnava a partire subito con le compressioni addominali. Le nuove indicazioni AHA raccomandano invece di eseguire prima le pacche interscapolari e poi le compressioni addominali, alternandole in cicli di 5 e 5:
- 5 pacche interscapolari con il bambino leggermente inclinato in avanti.
- 5 compressioni addominali (manovra di Heimlich), posizionandosi dietro il bambino con le braccia attorno all’addome, tra ombelico e sterno.
- Alternare le due manovre fino all’espulsione del corpo estraneo o alla perdita di coscienza.
In entrambi i casi, se il bambino diventa incosciente, si passa alla rianimazione cardiopolmonare e si prosegue fino all’arrivo dei soccorsi. Proprio perché la terminologia tecnica può confondere, noi di Medicolavoro.org l’abbiamo raccolta nel nostro Glossario del Primo Soccorso, utile da tenere a portata di mano.
Perché la disostruzione pediatrica riguarda anche la medicina del lavoro
Molti pensano che questo sia solo un tema per genitori. Non è così. Un asilo nido o una scuola dell’infanzia sono, a tutti gli effetti, datori di lavoro, e come tali soggetti agli obblighi del D.Lgs. 81/2008. L’art. 3 estende il campo di applicazione a tutti i settori pubblici e privati, mentre l’art. 45 impone al datore di lavoro di organizzare il primo soccorso aziendale secondo il D.M. 388/2003, la norma che classifica le aziende in Gruppo A, B e C, definisce il contenuto della cassetta di primo soccorso e la formazione degli addetti.
Attenzione, però, a un equivoco che incontriamo spesso: non esiste una norma che imponga in modo specifico e distinto la formazione alla disostruzione pediatrica per il personale scolastico. Ciò che esiste è l’obbligo generale di primo soccorso aziendale, applicabile anche alle strutture educative.
La disostruzione, in questo contesto, è una competenza aggiuntiva altamente raccomandabile, non un obbligo di legge autonomo.
Su chi debba essere formato e con quali monte ore rimandiamo a quanto abbiamo spiegato in L’Addetto al Primo Soccorso e in Quanti lavoratori devono fare il corso di Primo Soccorso, mentre la logica dei tre gruppi di rischio è trattata in Aziende del Gruppo A, B e C.
Questo aggancio si inserisce nel più ampio sistema di prevenzione aziendale, che ruota attorno alla figura de Il Medico Competente e alla Sorveglianza Sanitaria dei Lavoratori. Nelle strutture educative questi temi hanno declinazioni proprie, che abbiamo approfondito in Sorveglianza Sanitaria nelle Scuole; l’individuazione dei rischi, incluso quello di emergenze come il soffocamento di un bambino, parte sempre dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e si traduce operativamente nel Protocollo Sanitario.
Anche la dotazione materiale conta: cosa debba contenere una cassetta a norma lo trovate in Cosa contiene la Cassetta di Primo Soccorso Aziendale.
Gli errori che vediamo più spesso
Dopo anni di attività in aula, questi sono gli errori ricorrenti che ci troviamo a correggere:
- Mettere le dita in bocca alla cieca: rischia di spingere più in profondità il corpo estraneo. Si rimuove solo se è ben visibile e afferrabile.
- Intervenire durante una tosse efficace: si lascia tossire il bambino.
- Non chiamare subito i soccorsi: il 112 va allertato immediatamente, facendolo fare a un’altra persona mentre si inizia la manovra.
- Applicare la Heimlich a un lattante: mai sotto l’anno di età.
- Non aggiornarsi: chi ha fatto un corso anni fa può aver appreso la vecchia sequenza per i bambini oltre l’anno, oggi superata.
Il dato che circa la metà dei soffocamenti avvenga davanti a un adulto ci dice tutto: la presenza non basta, serve la preparazione.
Nella nostra esperienza, poche ore di formazione pratica trasformano l’ansia in gesti sicuri.
Per questo abbiamo attivi due percorsi presso la nostra sede di Milanofiori (Assago-Rozzano): il Corso di Disostruzione Pediatrica per Maestre, pensato per educatrici, insegnanti e babysitter, e il Corso di Disostruzione Pediatrica per le Mamme, rivolto a genitori e nonni.
Entrambi durano 4 ore e sono regolarmente prenotabili. E se il tema è la sicurezza sul lavoro nel suo complesso, il punto di partenza restano i nostri Corsi di Primo Soccorso: perché saper reagire a un’emergenza, con un bambino come con un collega, è una competenza che non dovrebbe mancare a nessuno.

FAQ
A che età si può fare la manovra di Heimlich a un bambino?
Solo dopo il compimento del primo anno di età. Sui lattanti fino a 1 anno le compressioni addominali sono controindicate per il rischio di lesioni agli organi interni: si usano invece pacche interscapolari e compressioni toraciche. Lo ricordiamo anche nel nostro Glossario del Primo Soccorso.
Cosa devo fare se il bambino tossisce ma respira?
Nulla di invasivo: incoraggiarlo a tossire, restare accanto a lui e osservare. La tosse è il meccanismo naturale più efficace. Si interviene con le manovre solo se la tosse diventa inefficace e l’ostruzione si fa completa.
La mia scuola è obbligata per legge a formare il personale sulla disostruzione pediatrica?
Non esiste un obbligo di legge specifico e distinto sulla disostruzione pediatrica. Esiste però l’obbligo generale di primo soccorso aziendale (D.Lgs. 81/2008 e D.M. 388/2003), che si applica anche ad asili e scuole in quanto datori di lavoro.
Chi vada formato e con quale monte ore lo spieghiamo in L’Addetto al Primo Soccorso e in Quanti lavoratori devono fare il corso di Primo Soccorso.
Dove posso frequentare un corso di disostruzione pediatrica?
Presso la nostra sede di Milanofiori (Assago-Rozzano) sono attivi due percorsi di 4 ore: il Corso di Disostruzione Pediatrica per Maestre e il Corso di Disostruzione Pediatrica per le Mamme.
Seguire un corso di formazione accreditato, proposto da docenti adeguatamente formati in ambito sanitario e con esperienza sul campo, è fondamentale.
Se stai cercando un Corso di Disostruzione Pediatrica professionale a Milano, noi di MEDICO LAVORO medicolavoro.org ne organizziamo due, uno per mamme e un altro per insegnanti.
CORSO DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA PER LE MAMME
CORSO DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA PER MAESTRE D’ASILO E ASILO NIDO
Il Corso di Disostruzione Pediatrica per genitori è adatto a tutti coloro che trascorrono gran parte della giornata insieme ai neonati o ai bambini.
Quindi, soprattutto le mamme, ma ovviamente anche i papà, le babysitter, le tate o coloro – familiari e non – che hanno in custodia il bambino e che vogliono imparare ad agire correttamente e tempestivamente qualora si presentasse un soffocamento.
Il Corso di Disostruzione Pediatrica per maestre d’asilo e asilo nido, invece, è stato pensato per coloro che lavorano a stretto contatto con i bambini, dato che anche in ambienti scolastici si potrebbe presentare un’emergenza, con la conseguente responsabilità del personale di servizio di proteggere i più piccoli e di intervenire rapidamente!
Promuovendo l’educazione responsabile di tutti i genitori, le tate, i familiari, le maestre, gli educatori o gli insegnanti, la formazione di MEDICO LAVORO, oltre a diffondere la conoscenza delle manovre salvavita per i bambini in età pediatrica, vuole soprattutto evitare che vengano eseguite procedure sbagliate che peggiorerebbero la situazione!
ATTENZIONE, I CORSI DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA SONO AL MOMENTO SOSPESI
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